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Rubrica di Emanuela Medi
 

I dati della nuova guida agli Extravergini 2019 di Slow Food

Certamente il 2018 olivicolo nel nostro paese non è stato dei migliori, contrassegnato da gelate tardive primaverili che hanno impedito la produzione dei frutti e da una estate e inizio autunno variabile nelle temperature, con lo sviluppo di malattie parassitarie: il risultato è un 50% della produzione in meno rispetto al 2017 per un totale di 215 mila tonnellate di olio prodotto.

Vediamo come ha riportato Slow Food la situazione nelle varie aree del Paese: a sorpresa il Nord ha avuto un +4% di produzione, con un buon andamento per la Lombardia che segna un +35%, mentre a soffrire è l’Emilia Romagna che ha avuto un calo drammatico del -60% a causa del gelo invernale. Veneto e Trentino favorite da un buon clima e da una pratica agronomica consolidata sono riuscite a circoscrivere gli attacchi di mosca olearia e a ottenere una buona produzione per qualità e quantità come la Liguria che ha avuto una produzione abbondante (+25%).

Andiamo al Centro Italia, in Toscana, dove l’annata è stata discreta tranne in alcune zone costiere che hanno risentito del freddo tardivo. In particolare la varietà Moraiolo sarà ricordata come una di massima carica, anche in Umbria, mentre per il Frantoio, più sensibile al freddo, è andata meno bene.

In Toscana l’annata è stata discreta, per quantità e qualità, tranne in alcune zone costiere dove gli olivi hanno risentito del freddo tardivo. Variabile la produzione nel Lazio, sicuramente positiva nel nord della regione, in particolare nella Tuscia, mentre nel Sud si è arrivati a produrre poco o nulla. Le previdenti Marche hanno anticipato la raccolta, per cui i produttori sono riusciti a produrre oli molto interessanti, anche se il calo totale è stato sensibile.

Continuiamo lungo lo Stivale, con una valutazione globale per Abruzzo, Molise e Basilicata dove si sono verificate delle consistenti perdite, del 50% circa in Abruzzo, 30% in Molise, addirittura 60% in Basilicata. Drammatica la situazione in Puglia, funestata da gelate tardive, attacco della mosca a fine giugno e della Xylella, con il risultato che la quantità di olive disponibili alla raccolta si è rivelata assai modesta.

In conclusione una annata con rese tra il 9 ed il 15% e un calo produttivo attorno al 50%.

La presentazione della nuova guida agli Extravergini 2019 di Slow Food avverrà nella giornata di oggi. Sarà possibile seguirla qui: httwww.slowfood.it

Claudio Chiricolo

Fonte: Slow Food

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino