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Rubrica di Emanuela Medi
 

Innovazione per i bianchi e tradizione per i rossi

Francesco D’Onofrio: “Puntiamo sul grande patrimonio di autoctoni abruzzesi: per le uve bianche adottiamo vinificazioni originali, mentre per le rosse (Montepulciano d’Abruzzo) proponiamo diverse interpretazioni legate alla loro storia”.
In terra d’Abruzzo, l’innovazione passa per le uve bianche mentre la tradizione si basa sulle uve rosse. Questa la scelta vincente di Marchesi de’ Cordano, una delle più prestigiose e belle Cantine della regione.“

La nostra regione, spiega il patron Francesco D’Onofrio, che con l’enologo Vittorio Festa è l’anima dell’azienda, offre un inestimabile patrimonio di uve autoctone a bacca bianca. Non solo Trebbiano (uva locale per eccellenza), quindi, ma anche Cococciola, Pecorino, Passerina: vitigni che raccontano il sentimento più profondo della nostra terra. Grazie a una vinificazione attenta e intelligente si ottengono prodotti di grande valore, adatti alle tavole più raffinate e in grado di evolversi virtuosamente (soprattutto la Cococciola) con l’andare degli anni”.

Per la vinificazione di questi cultivar, si utilizza una tecnica all’avanguardia, che consiste nel raffreddamento delle uve appena raccolte con ghiaccio secco (CO2), per preservare i sentori primari legati al vitigno di partenza. Successivamente al raffreddamento, le uve sono pressate sempre in ambiente controllato e in assenza di ossigeno.

Tra i tanti vitigni autoctoni regionali, Marchesi de’ Cordano è forse quella che, in Abruzzo,  più si è dedicata alla Cococciola (uva caratterizzata da elevata acidità), tanto da proporlo non solo come vino bianco da bere nell’annata corrente, ma anche come prodotto dal grande potenziale d’invecchiamento: è ancora eccellente l’annata 2009!

Per quanto riguarda i rossi, il savoirfaire di Marchesi de’ Cordano si esprime invece in modo opposto: al cospetto di un uva – il Montepulciano d’Abruzzo – dalla quale si ottengono alcuni dei vini più conosciuti e apprezzati d’Italia (e non solo), si è scelto di valorizzare la tradizione, arrivando a proporre differenti versioni dello stesso vitigno, ciascuna con una propria storia e una propria personalità.

Fondamentale, per la Cantina abruzzese, la selezione dei lieviti autoctoni, che avviene direttamente in vigna; il loro sviluppo è curato in colture fresche che garantiscono correttezza e ripetibilità del processo di vinificazione oltre alla massima tipicità del prodotto finale, regalando ai vini caratteristiche organolettiche uniche e specifiche, che solo il territorio dal quale sono generati è in grado di esprimere.

Fondata nel 2001, Marchesi de’ Cordano coltiva 50 ettari di vigne. Con sede a Loreto Aprutino, cittadina il cui centro storico è stato inserito fra i 300 borghi più belli d’Italia, l’Azienda alleva le proprie vigne in un terroir dalle caratteristiche uniche, situato tra le dolci colline pescaresi e il massiccio del Gran Sasso. Una terra ad altissima vocazione viticola, con suoli ricchi e generosi, dove il clima mediterraneo è caratterizzato da costante ventilazione per via delle correnti che si incrociano dai pendii alle coste, e forti escursioni termiche, sia tra le stagioni che tra giorno e notte.

La tenuta di Loreto Aprutino è di quasi 18 ettari, a cui si aggiungono altri vigneti in altri territori: Villamagna, Canosa Sannita, Bucchianico in provincia di Chieti, Civitaquana e Spoltore in provincia di Pescara, e una piccola tenuta in quota, sopra i 500 metri slm, ricadente nel Comune di Ofena, in provincia de L’Aquila.

Francesco D’Onofrio ha raccolto l’eredità del nonno paterno, Gabriele, partito nel 1947 per il Venezuela e tornato in Abruzzo cinque anni dopo con un solo desiderio: avviare un frantoio di sua proprietà. In meno di un decennio Gabriele raggiunse l’obiettivo, con l’acquisto di un terreno in località Pian di Mare a Villamagna (CH) e la costruzione di un moderno oleificio.

Dalla fine degli anni Sessanta, la famiglia comincia anche l’avventura nella viticoltura con la prima cantina realizzata a Villamagna. Gabriele D’Onofrio, con determinazione e lungimiranza, coinvolge i nipoti nelle attività della famiglia. Francesco continua oggi anche la produzione d’olio.

La produzione è di 200 mila bottiglie in totale: Trebbiano d’Abruzzo Doc, Montepulciano d’Abruzzo doc, Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Doc, oltre a Colline Pescaresi Igp. Si caratterizza per la produzione di vini monovitigno, ottenuti da viticoltura biologica. info@cordano.it

Stefania Bortolotti

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino