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Rubrica di Emanuela Medi
 

Intervista a Josef Reiterer: Il metodo classico più alto d’Europa

Meltina (sopra Bolzano) 1.200 metri, la cantina più alta d’Europa dove il mondo agricolo è ancora autentico fatto di pazienza, lavoro e passione. Una esperienza unica! L’incontro con Josef Reiterer – proprietario assieme alla moglie Marianna della cantina ARUNDA è di quelli che non si dimenticano: occhi azzurri, grembiule blu intenso, gentilissimo e disponibile (un altoatesino atipico, se la riservatezza è un loro carattere). Avrebbe potuto essere il farmacista, il ciabattino, il postino di questo paese, e invece è il cantiniere più famoso della zona.

Si entusiasma Josef Reiterer quando parla delle sue bollicine. “Non dispongo di vigneti di proprietà – dice – ma seleziono e acquisto le uve di Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero da vignaioli di fiducia, collocati in diverse zone dell’Alto Adige. Sono sempre alla ricerca della zona produttiva più adatta per fare i vini base, e – a queste latitudini – devo fare il massimo sforzo per capire il periodo migliore per la vendemmia e carpire tutti quei piccoli dettagli che creano un distinguo e fanno la differenza tra uno Chardonnay e l’atro. Il mio è un perenne girovagare da una zona all’altra: per esempio osservo da anni un luogo chiamato Pochi, che ha una terra molto calcarea e quindi destinata per ottimi vini base spumante, anche la zona di Terlano, il cui terreno di porfido bianchissimo, promette uno Chardonnay molto minerale. Ogni anno cerco di produrre la bollicina sempre migliore e sempre diversa”.

Perché fate il metodo classico, domanda ingenua! Prosegue Josef, “Nel Sud Tirolo si è sempre bevuto un eccellente Pinot bianco a prezzi molto convenienti, perché cambiare? A nessuno era mai venuto in mente che si poteva fare qualcos’altro e questo qualcos’altro lo abbiamo fatto io e mia moglie: appunto un metodo classico. Lo abbiamo fatto e molto buono, partendo da un eccellente vino base, il Pinot bianco Siamo partiti da una considerazione molto semplice – spiega Josef – perché impiantare nuovi vitigni quando in queste zone vi sono eccellenti vignaioli. Meglio comprare le uve, le migliori e vinificarle noi, nella nostra cantina. L’azienda l’abbiamo fondata nel 79, produceva 300 bottiglie – in pratica le bevevamo noi e i nostri amici, oggi ne produce 150.000 di cui solo un 15% viene esportato, il resto viene consumato in zona”.

Scendiamo in cantina e ci assale il profumo di cuvée superbe. “Abbiamo – dice Josef – 10 tipologie ognuna con una percentuale diversa di Cardonnay, Pinot bianco e Pinot nero.. Passiamone alcune in rassegna:

ARUNDA EXTRA BRUT: (Chardonnay 80&, Pinot neo 20%, dosaggio zero, 36 mesi) Colore giallo brillante dai riflessi verdolini, perlage sottile e persistente. Al naso agrumi dolci, mela golden, pera, mirtilli. Ingresso fresco al palato. Sicuramente uno spumante da bere a ogni ora;

ARUNA BLANC DE BLANCS BRUT: (Chardonnay 100%), 36 mesi, vitigno vecchio, barriques. Spumante dalle note decisamente più calde. Nocciola, frutta fresca, pompelmo.. molta freschezza accompagnata da un perlage intenso;

ARUNDA CUVÉE EXTRA BRUT: (Chardonnay 80%, Pinot nero 20%) Assemblaggio di Marianne Reiter, Colore giallo dai riflessi dorati, bouquet ampio con note leggermente speziate. Perlage persistente, spuma cremosa;

ARUNDA RIVERA 2007 EXTRA BRUT: (Chardonnay 60%, Pinot nero 20%, 50 mesi e più,in base al millesimo^ Trasparenza quasi cristallina, naso minerale, fiore bianco, spezie e frutto maturo. La bocca in linea con il naso, equilibrato, persistente dal corpo complesso;

“In cantina facciamo tutto noi – tiene a precisare il signor Arunda – le cuvée, il tiraggio, anche le successive lavorazioni. Per la rifermentazione usiamo lieviti selezionati tradizionali “addestrati” cioè li lasciamo vivere come piace a loro”. E per le liqueur d’expedition chiedo? “Nessuna alchimia, per noi è solo il grandissimo Pinot bianco delle nostre zone con aggiunta di sciroppo zuccherato”.

E Ora la parola a Marianna felice dei suoi tre Rosé. In particolare ne ama uno il Reiterer&Reiterer ottenuto con tre uve: 33% di Pinot nero, 33% di Pinot bianco, 33% di un vitigno autoctono che viene dalla Stiria dal nome Shelter, il suo preferito!” E pensare – mi confida Marianna – che Josef voleva fare il distillatore, ma a me i superalcolici non piacciono e allora”.

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino