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Rubrica di Emanuela Medi
 

La Dieta Mediterranea riduce il rischio di mortalità totale negli ultra 65enni

Aderire ai principi della Dieta Mediterranea fa bene a tutte le età. Dopo le ripetute dimostrazioni di benefici a lungo termine nella popolazione generale, questa nuova analisi  effettuata dall’Istituto Neurologico Mediterraneo conferma quanto un regime alimentare di tipo mediterraneo contribuisca anche alla promozione di un invecchiamento in salute.

I risultati si basano sui dati dello studio italiano di popolazione Molisani relativi a un campione di 5.200 soggetti oltre i 65 anni. Gli stessi dati sono quindi stati valutati insieme ai risultati di altri sei studi prospettici, per un totale di oltre 11 mila persone dai 65 anni in poi.
L’adesione alla Dieta Mediterranea  è stata stimata secondo un sistema di valutazione (Mediterranean Diet Score) che assegna 1 punto al consumo consistente (oltre la media della popolazione) di ciascuno degli alimenti più salutari: frutta e frutta oleosa, verdura, legumi, pesce, cereali, grassi monoinsaturi e alcol a dosi moderate.
Sia l’analisi dei dati del solo Moli-sani e sia la metanalisi( tecnica che combina i risultati di molti studi di impianto simili) dei risultati di tutti e sette gli studi confermano l’effetto protettivo associato all’adesione alla dieta mediterranea nei confronti del rischio di mortalità per tutte le cause.

Nel complesso, i dati indicano che una elevata adesione alla Dieta Mediterranea stessa si associa a una riduzione del 25% del rischio di mortalità totale nella popolazione oltre i 65 anni.
I ricercatori sottolineano però che questi risultati, in futuro, potrebbero cambiare. Infatti, la popolazione attuale adulta, ma non ancora anziana, ha abitudini alimentari molto diverse e spesso lontane dalle indicazioni del modello mediterraneo, che viene invece ancora seguito da chi ha oggi più di 65 anni. Ecco perché le indicazioni che emergono da questi studi dovrebbero essere attentamente valutate dalle istituzioni responsabili delle politiche sanitarie e delle strategie di prevenzione

Franca Marngoni – NFI ( Nutrition Foundation of Italy).

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino