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Rubrica di Emanuela Medi
 

Lugana, Armonie senza tempo a Roma

Nella splendida cornice di Villa Aurelia, storica dimora legata ad alcune delle tappe fondamentali del Risorgimento, si è svolto di recente Lugana: Armonie Senza Tempo, evento che ha segnato l’inizio della nuova campagna di espansione nel mercato romano del più noto vino gardesano. 

Oltre cento le etichette proposte dalle cinquantadue aziende che hanno partecipato al grande banco d’assaggio allestito nei giardini panoramici della magione settecentesca. “É la nostra prima assoluta a Roma – ha spiegato il direttore del consorzio Carlo Veronese, nel corso dell’introduzione all’evento –. Al momento il 65% della produzione del Lugana prende la via dell’export, ma stiamo cercando di consolidare la nostra presenza nel centro e Sud Italia”.

“Parliamo di una denominazione che è passata in un decennio da 1.000 a 2000 ettari vitati,da 3,7 a 17 milioni di bottiglie prodotte – ha specificato il presidente Ettore Nicoletto – il merito è della Turbiana, uva principe del territorio, che possiede le doti di freschezza, mineralitá e versatilità necessarie per produrre un vino bianco contemporaneo.” Non a caso, le statistiche rilasciate dalle Camere di Commercio d’Italia evidenziano che la Turbiana é stata nel 2018 l’uva bianca italiana con il più alto prezzo al chilo. L’ afflusso turistico nel circondario del Lago di Garda è, insieme alla solida presenza sui mercati esteri, il principale volano di questo successo così repentino, in quanto consente volumi di vendita nel circuito locale che raramente si raggiungono altrove. Ad ogni modo, le ambizioni dei produttori vanno ben oltre il consumo in loco. Come dimostrato dalla zonazione recentemente effettuata dal cartografo Alessandro Masnaghetti, l’intento del Consorzio è mettere in luce le differenti sfumature del territorio per convincere i tecnici e gli appassionati dell’intera penisola, non rinunciando, nel contempo, a coinvolgere i cosiddetti influencer,  ad attrarre i consumatori meno navigati con la loro comunicazione visualmente sbarazzina.

Il territorio

La DOC Lugana si estende per circa 11 km dalla riva meridionale del Garda al primo entroterra lacustre. La zona, che è posta ad un’altitudine compresa tra i 60 e i 130 metri, ha un profilo prevalentemente pianeggiante ed è contraddistinta da suoli di matrice morenica derivanti dallo scioglimento di antichi ghiacciai. Politicamente ricade per due terzi nella provincia di Brescia e per la restante parte in quella di Verona, ma nei libri e nelle carte dei vini è quasi sempre erroneamente inserita nella sezione Veneto. Il clima è mediterraneo, poiché il Garda ha la stessa influenza sui terreni circostanti di un piccolo mare. Non a caso, la vigne sono spesso affiancate da agrumeti ed oliveti che scompaiono immediatamente più a nord. Di conseguenza, i Lugana più tipici offrono una ricchezza aromatica affine a quella dei migliori bianchi del centro del Sud, ma sono anche supportati da una spalla acida quasi Mitteleuropea. Il direttore ha menzionato a questo proposito la somiglianza nel gusto ai bianchi altoatesini, che beneficiano a loro volta dei venti e delle correnti d’aria calda provenienti dal Garda.

Il disciplinare della DOC Lugana ammette le tipologie Spumante, Annata, Superiore, Riserva e Vendemmia Tardiva. Fino a qualche anno fa, era la Riserva – ovvero la versione affinata in legno e rilasciata ad almeno due anni di distanza dalla vendemmia – la più quotata dagli appassionati in virtù della maggiore complessità. Quest’oggi si tende, invece, a preferire i prodotti d’annata, poiché possiedono doti “contemporanee” di fragranza e freschezza. Notevole è anche la crescita registrata dai Lugana Brut, che denotano il più delle volte ottimo equilibrio e sentori tutt’altro che scontati, mentre la tipologia Vendemmia Tardiva fatica ancora a decollare, ma crescerà negli anni a venire se i produttori sapranno proporla come alternativa più leggera e meno dolce ai classici passiti.

 

Degustazione:

Olivini – Lugana Metodo Classico Brut. Aromi delicati di mandorla tostata, limone candito, pesca nettarina e iodio. Il gusto è fresco, vivace, in perfetto equilibrio tra acidità, sapiditàe percettibile residuo zuccherino. In una parola: lineare.

Lugana 2018 – Oselara. Il bouquet è fragrante di lime, asparago selvatico, mughetto e mandarino. L’assaggio è teso, dinamico, cadenzato da vivida freschezza e completato da guizzi salini e vegetali. In una parola: tenace.

Lugana 2018 – Ottella. Subito più profondo ed austero: svela un bel cenno sulfureo che richiama proprio l’acqua di Sirmione, quindi idee di erbe medicinali, macchia mediterranea e pepe bianco. In bocca è guizzante, sferzante, essenziale ma non scarno. Chiude coinciso tra toni di mandorla, bergamotto e fumo. In una parola: penetrante.

Lugana Molin 2017 – Ca Maiol. Timido, ritroso, esordisce su toni vegetali e vira verso note di tiglio, melone estivo e pietra focaia. All’assaggio si distende con maggiore facilità, rivelando una generosa componente di frutto maturo a corollario dell’acidità sempre vitale ed incalzante. In una parola: misterioso.

Lugana Superiore Ca’ Vaibó 2016 – Bulgarini. Cambia totalmente il timbro ed emerge un mélange assai esotico di miele d’acacia, zenzero candito, cannella e coriandolo. Il gusto avvolge il palato con lievi tostature incipienti ma calibrate da una freschezza sufficientemente rinfrancante. Il finale si dilunga su note boisé un pochino stucchevoli. In una parola: opulento.

Lugana Riserva Sergio Zenato 2016 – Zenato. Pietra focaia, fieno, erbe essiccate, pera kaiser, elicriso e rosa gialla delineano un profilo quasi “alsaziano”. In bocca offre tanta morbidezza e altrettanto nerbo. L’intensa vena agrumata sposa la misurata parte fruttata e prolunga un finale lunghissimo su toni minerali, floreali e speziati. In una parola: aristocratico.

Lugana Riserva Gemma 2015 – Colli Vaibò. Mineralissimo di zolfo e di roccia calcarea, poi soffusamente dolce di mandorla tostata, propoli e limone confit. La stessa personalità gioviale e composta è riflessa da un sorso pieno, equilibrato e complesso nei persistenti rimandi minerali e balsamici.In una parola: profondo.

Lugana Vendemmia Tardiva 2015 – Marangona. Un tono imperioso di pietra focaia fa da cornice a sensazioni dolci di pera in composta, ananas e miele millefiori che riecheggiano in uno sviluppo fluido, bilanciato, sostenuto da una verve acida“gourmand” che compenetra l’evidente ma non preponderante residuo zuccherino. In una parola: oculato.

Lugana Annata Storica 1999 – Ca Lojera. Fungo porcino, genziana, caramello, nocciola e fumo a comporre un naso maturo ma nient’affatto stanco. L’aciditá spicca ancora una volta su di un quadro chiaramente temprato dal tempo, ma mordace e profondo nei ritorni pervasivi di sottobosco, mandorle caramellate, tintura di iodio e senape. Ha del Lugana la sottigliezza e la franchezza, ma ricorda nel corredo aromatico i migliori Riesling ventenni. In una parola: completo.

Raffaele Mosca, Master Sommelier

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino