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Rubrica di Emanuela Medi
 

Meno tempo dedicato al cibo. Cresce il Food Delivery

Alimentazione, fonte di salute: il rapporto annuale della Ristorazione

Non poteva non esserci una dichiarazione del ministro della Salute,Giulia Grillo, intervenuta martedi 29 gennaio alla presentazione del Rapporto Ristorazione 2018 presentato dalla FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) sulla delicata questione della Sea Watch. Io penso che dobbiamo valutare attentamente la questione – ha detto il Ministro- perché  con tutto il governo  ci siamo presi l’impegno di adottare una presa di posizione dura nei confronti  dell’atteggiamento di questa  ONG  che batte bandiera olandese , doveva recarsi in Tunisia e invece è voluta venire In Italia.   La gestione di questi migranti- ha ribadito il Ministro-  spetta  al  Governo Olandese e non al nostro  Paese. Purtroppo l’Italia deve sempre  farsi carico di un problema migratorio che non ha dimensioni europee ma globali. Sono quindi favorevole alla posizione di Salvini che va sostenuta ed è  sostenuta da molti di noi. Per quanto riguarda i possibili effetti sanitari” Non ci sono- ha precisato il Ministro-  non ci sono malattie infettive in atto e la situazione è sotto controllo”

Gli italiani hanno sempre meno tempo  per la preparazione dei pasti: appena 37 minuti al giorno. Mangiano in fretta, 29 minuti, dedicano alla spesa in media due ore la settimana con un tempo medio di 105 minuti, acquistano cibi giorno per giorno e il 30,2% degli italiani ha avuto occasione di ordinare online il pranzo e la cena da piattaforme di food delivery. Ma  se la cena è considerata il vero pasto giornaliero, soprattutto gli 800 mila bambini di età compresa tra i 3-10 anni, per il 44% degli intervistati la tavola è un momento di relax  e  di benessere : cresce la consapevolezza dell’alimentazione come fonte di salute.

Sono alcuni dati del voluminoso rapporto  sulla ristorazione 2018 presentato dalla FIPE che registra un netto cambiamento degli stili di vita degli italiani soprattutto per quanto riguarda i consumi fuori casa che rappresentano il 36% della spesa alimentare totale con un valore aggiunto di 43,2 miliardi di euro. Ma la vera novità della ristorazione è certamente rappresentata dall’online food delivery, inteso come possibilità di scegliere e ordinare cibo da una rete sempre più ampia di ristoranti, attraverso l’utilizzo di una piattaforma online, che nel 2018 ha registrato un fatturato  di 350 milioni con un aumento rispetto il 2017 del 69%. Ma  cosa ordinano  gli utenti soprattutto giovani  ( 25-40 anni) che non hanno voglia di cucinare, hanno il frigo vuoto e che in mezz’ora hanno a casa  un pasto caldo  pronto?  Poke, specialità hawaiana a base di pesce crudo, riso, hamburger e patatine, pizza, sushi, ravioli asiatici con le nuove tendenze che si profilano come. Veg meat, cucina birmana e filippina, semi di canapa, conferma della curcuma e del gomasio, frutta: tutti pazzi per il cocco e dragon fruit! Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano nel 2018 i consumatori sono stati nel mondo 350, saranno 590 nel 2019 con un valore di 1,1 miliardi di euro.

“ Il delivery food deve essere considerata una opportunità- dice il presidente della FIPE Lino Enrico Stoppani–  perché non costituisce una alternativa al ristorante ma anzi un modo diverso di consumare dove salute e benessere che sono sempre più correlati al cibo  devono essere un priorità per tutta la ristorazione. Per questo abbiamo firmato con il Ministero della Salute un protocollo intesa sulla qualità, sicurezza alimentare e salute .  “

Qualità, benessere, salute: come spiegare la presenza di ben 18 milioni di italiani in sovrappeso e i 5,3 milioni di obesi?  Il rapporto non prende solo in considerazione i numeri ma anche lo stato sociale e il grado di istruzione: meno cultura più obesità? Anche questa una spiegazione” Ma -dice il Ministro Giulia Grillo- se si preparassero anche nei ristorati dolci e crostate alla frutta con l’impiego di zuccheri non raffinati, piatti insomma salutari che ancora stentano ad affermarsi visto- come indica il rapporto-che solo il 50% degli italiani mangia quotidianamente frutta e  ortaggi , anche se è calato il consumo di carni rosse  e purtroppo è calato il consumo di latte tra i bambini di età compresa tra i sei-10 anni Per fortuna il modello alimentare Mediterraneo tiene-dice ancora Giulia Grillo- indice di qualità, salute e benessere  e gli italiani hanno capito la stretta correlazione tra cibo e salute”

 

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino