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Rubrica di Emanuela Medi
 

Nasce “Ristoranti tipici d’Abruzzo”, il primo marchio regionale a tutela della ristorazione tipica

Con il decreto n. 1 del 2018, la Regione Abruzzo ha istituito un rivoluzionario marchio di garanzia atto a tutelare la ristorazione tipica regionale.

A partire dai primi mesi del 2019, tutti i locali italiani ed europei che propongono cucina abruzzese potranno esibire il riconoscimento di “Ristorante tipico d’ Abruzzo“. Requisiti minimi per fregiarsi di questo titolo saranno un’offerta costituita per almeno il 50% da piatti della tradizione “scritta o orale” abruzzese, l’utilizzo di materia prima regionale (almeno il 60% del totale) e la presenza nella lista dei vini di almeno un’etichetta abruzzese ogni due coperti (per esempio, con quaranta posti a sedere occorreranno venti referenze). Ciascuna insegna sarà rilasciata solo in seguito ad un controllo di conformità ad opera di una commissione appositamente creata dalla giunta regionale.

É la prima volta che una regione italiana istituisce una certificazione esclusivamente dedicata alla ristorazione di territorio. A detta dell’assessore Lorenzo Berardinetti, principale promotore della norma in consiglio, l’intento è “creare un marchio collettivo che garantisca al cliente la tracciabilità del prodotto e promuova le produzioni agroalimentari di qualità, a partire dalle Dop, dalle Igp e dai Presidi Slow Food.”

È un’idea che viene da lontanoafferma Lanfranco Centofanti, titolare dello storico Ristorante “L’Angolo d’Abruzzo” di Carsoli (AQ) – già negli anni 80′ noi ristoratori cercavamo di ridare lustro alla cucina contadina di questa splendida regione, all’epoca considerata terra di conquista di mangioni che venivano solo ad ingozzarsi. Negli anni abbiamo fatto molti sforzi per combattere questi pregiudizi. Finalmente abbiamo trovato anche il giusto appoggio politico”.

“Il prodotto tipico è quello che ha una storia da raccontare – asserisce il Professor Leonardo Seghetti, esperto di gastronomia e docente di bioscienze presso l’università di Teramo – con questa legge si cerca di valorizzare l’intera filiera e garantire che i ricavi vengano distribuiti equamente. Mangiar bene è oramai un atto politico rivoluzionario. Il ristoratore deve farsi ambasciatore di questo cambiamento.”

In tempi in cui il brand Italia rischia la diluizione e lo sfruttamento a scopi di marketing, una certificazione come questa è un elemento necessario per incentivare la trasparenza, salvaguardare la tradizione ed aiutare il cliente ad orientarsi in un mondo inondato da proposte fuorvianti. Che l’Abruzzo sia la prima regione a implementare questa soluzione è cosa assai positiva, poiché, con la sua immensa biodiversità, questa terra riflette in piccolo l’Italia tutta.

I primi distintivi sono stati consegnati in occasione della presentazione della legge ai quei ristoranti che hanno sostenuto il progetto sin dalla fase embrionale. Tra questi spiccano vere e proprie stelle della cucina regionale come l’Angolo d’ Abruzzo di Carsoli, Villa Maiella di Guardiagrele, La Bandiera di Civitella Casanova ed il tristellato Reale dello chef Niko Romito in Castel di Sangro.

Oltre a garantire la valorizzazione delle eccellenze locali all’interno dei confini regionali, questo progetto permetterà anche ai ristoranti abruzzesi fuori regione di evidenziare il proprio radicamento nella tradizione di questo territorio. Il fine ultimo è creare una rete di locali votati alla cucina regionale che si estenda sull’intero territorio comunitario. Il supporto dell’Unione Europea giocherà un ruolo fondamentale in questo processo. 

Il testo della legge regionale è consultabile al seguente indirizzo:
http://bura.regione.abruzzo.it/singolodoc.aspx?link=2018/Speciale_09_0.html

Raffaele Mosca, Master Sommelier

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino