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Rubrica di Emanuela Medi
 

“Ortoressia”: l’ossessione per i cibi sani

E’ l’ultima arrivata dei disturbi alimentari, eppure dai primi dati parziali internazionali  eseguiti da un gruppo Ungherese guidati da Marta Varga (2013).  la sua diffusione è incredibilmente alta: ne è  il 7% della popolazione generale e del 30% della popolazione ad alto rischio. In Italia da una ricerca eseguita su una popolazione universitaria, su circa 3000 persone quasi il 33% presenta lievi segni di ortodossia.

Ma che cos’è questa ossessione del ”mangiare sano” identificata, per la prima volta dal dietologo statunitense Steven Bratman nel 1977, come una particolare condotta alimentare e su cui ancora non vi è consenso internazionale. E’ una attitudine alimentare fortemente influenzata dal business del cibo, è  un pensiero esasperato a mangiare solo cibi sani e curativi? La differenza tra costoro e i bulimici e gli  anoressici è che per questi ultimi conta la quantità, per i primi la qualità tanto che la ricerca e la preparazione degli alimenti può occupare una parte importante della loro giornata. E’ piuttosto evidente come il cibo sano si associ al cibo curativo, meglio che dia forza ed energia e che prevenga le malattie: da qui i l’ossessiva pianificazione dei pasti con orari e regole da rispettare e il rifiuto a mangiare ciò che è cucinato da altre persone. Il cibo è l’elemento che domina la vita di chi soffre di ortoressia  alla ricerca di un benessere cui concorre un cibo diverso appunto” sano”.

A rischio gli adolescenti su cui imperversano i social con un modello esasperato di bellezza, muscoli scolpiti e facili successi, gli sportivi specie se occasionali, i salutisti esasperati, i vegetariani e vegani perché eliminando alcuni alimenti più facilmente  possono continuare a eliminare cibi piuttosto  che aggiungerli alla propria dieta. Per fortuna, una volta tanto, il fenomeno salva le donne e colpisce il sesso maschile.

Ma come tanti disturbi del comportamento è il bisogno di perfezionismo, del controllo della propria vita emotiva cui è legata una forte autostima, alcuni degli elementi che fanno scattare questa voglia di cibo sano? La risposta è in parte affermativa ma è soprattutto la ricerca di stili di vita alternativi alla medicina tradizionale e che usano la dieta come strumento per il mantenimento della salute, a convincere l’ortotessico a slegarsi dal sociale per immergersi nella cosidetta” società liquida” senza riferimenti , contatti, ossessionati dal controllo del cibo.

Il corpo si autolimita , si sfinisce in allenamenti estenuanti, la pelle si riempie di smagliature, i normali movimenti diventano rigidi e innaturali, l’assunzione di quantità incredibili di proteine è ossessività. Il cibo è farmaco e il fisico diventa finto, quasi irreale.

Trionfa la cultura del benessere- come  osserva la sociologa Luisa Stagi- l’ideale di bellezza e di salute costruiti sulla commerciabilità di determinati prodotti, si sfaldano spesso i rapporti affettivi e aumentano le frustrazioni sentimentali. La corsa a una alimentazione equilibrata e sana è una moda facilmente da estremizzare. Ma lei l’ortoresia, disattesa e sottovalutata farà parlare ancora molto di se, e noi ne riparleremo presto.

Antonio Cerasa: Istituto di BioImmagini e Fisiologia Molecolare- CNR Catanzaro

Romina Trapassso: Dipartimento di Sociologia, Università “Magna Graecia” Catanzaro

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino