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Rubrica di Emanuela Medi
 

Parmigiano Reggiano, molto più che un alimento salutistico

E’ a tutti gli effetti un alimento funzionale nella dieta umana: come tanti prodotti ritenuti solo salutistici, numerosi studi hanno invece dimostrato un valore aggiunto non indifferente in termini di qualità  , caratteristiche organolettiche  e funzioni importanti all’interno dell’organismo umano.

E’ il caso del Parmigiano Reggiano  e di un recentissimo studio che  si è fatto notare e non solo dalla stampa specializzata, pubblicato su Nature Communications (importante rivista scientifica americana),  realizzato dal Prof Marco Ventura e dalla Prof.ssa Francesca Turrone del Laboratorio di Probiogenomica, Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale e dal Centro di Ricerca “Microbiome Research Hub” dell’Ateneo .

Partiamo dalle conclusioni: (in fondo è quello che cerca il lettore un poco frettoloso) il Parmigiano Reggiano possiede non solo un importante ruolo nutrizionale nella dieta umana, per’altro ampiamente dimostrata, ma è si comporta da vettore (diciamo trasportatore) di ceppi microbici che arricchiscono il patrimonio batterico (microbiota) che si trova nell’intestino dell’uomo , meglio nel tratto gastrointestinale.
Importante questa  funzione? Certamente si, perché la ricerca ha permesso di ricostruire in modo molto preciso il microbiota del Parmigiano Reggiano, grazie a sequenziatori di nuova  generazione, ma i dati hanno evidenziato l’esistenza di batteri buoni  che vengono trasmessi dal latte vaccino all’uomo attraverso appunto l’alimentazione con il Parmigiano Reggiano.

Ma c’è i più: tra questi batteri che vengono trasmessi quindi per via orizzontale vi sono alcune specie di fidobatteri, microorganismi considerati capaci di  svolgere effetti salutistici sull’uomo e per questo definiti batteri probiotici. Quindi l’effetto  salutistico-funzionale dimostrato dallo studio, avviene ad opera di questi microorganismi che modulano e arricchiscono il  microbiota intestinale. Ma che cosa è il microbiota?  Io sono andata a leggerlo, e ho scoperto che è quel popolo di microbi che aiutano l’intestino a stare meglio,  lo aiutano nella digestione, lo proteggono da molte malattie e svolgono un’importante azione immunitaria contro l’attacco di agenti esterni dannosi.
In sostanza la ricerca  non solo dimostra che questo importante prodotto non è solo buono da mangiare perché fa bene, ma ha un ruolo scientificamente dimostrato, di transfer di batteri buoni dalle bovine al consumatore finale.

Emanuela Medi, giornalista

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino