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Rubrica di Emanuela Medi
 

Per il 5°anno consecutivo i Tre Bicchieri del Gambero Rosso al Sauvignon di Tiare

Il Sauvignon Tiare 2017 dell’omonima azienda di Dolegna del Collio (Go) si è aggiudicato i Tre Bicchieri sulla Guida Gambero Rosso 2019.  E’ il quinto anno consecutivo che il Sauvignon di Tiare viene premiato con il massimo riconoscimento.

La prima volta è stata nel 2014, anno in cui il Sauvignon Tiare 2013 è stato decretato Campione del Mondo, aggiudicandosi la Medaglia d’oro e il Trofeo speciale al Concours Mondialdu Sauvignon di Bordeaux, primo (ed ancor unico) riconoscimento di questa portata che viene tributato ad un vino italiano. Nel 2014 Tiare era stata anche eletta dalla Guida Vini del Gambero Rosso“Miglior cantina emergente d’Italia”.

Questo straordinario vino voluto e creato con caparbietà e passione da Roberto Snidarcig, si riconferma nel Gotha dei migliori Sauvignon italiani, dove si è distinto anche per l’annata 2017 per il suo inconfondibile carattere e la sua eleganza.  Una grandissima soddisfazione per Snidarcig, che ha ormai riservato al Sauvignon oltre la metà della produzione aziendale, complessivamente di circa 90.000 bottiglie annue.

Il Sauvignon proviene principalmente dai vigneti che abbracciano la sua cantina, al confine fra Italia e Slovenia,e da altri che ha impiantato via via sui colli di Dolegna, fra le zone più pregiate del Collio. Viene vendemmiato filare per filare, a seconda del grado di maturazione delle uve, che viene controllato secondo una metodologia usata a Bordeaux e introdotta in Friuli Venezia Giulia da Giovanni Bigot, l’agronomo e docente universitario di Viticoltura biologica, che Roberto Snidarcig ha chiamato 13 anni fa come consulente in campagna.

“Osservo la variazione del colore delle bucce per capire quando le uve esprimono il massimo potenziale aromatico, e quindi vanno raccolte – spiega Bigot – Con Roberto lo stiamo facendo da anni, e abbiamo lo storico non solo di tutte le vendemmie, ma anche di tutte le osservazioni dei vigneti monitorate grazie all’app 4 grapes che ho messo a punto: possiamo analizzare e confrontare i dati, nello spirito del miglioramento continuo e graduale. Le sue uve maturano più lentamente di quanto accade nelle altre vigne della zona e vengono vendemmiate più tardi. Fra la prima e l’ultima raccolta passano anche 20, 25 giorni. Del tutto particolare la conca in cui si trova la cantina. Il terreno è più freddo e fresco della norma e questa sua caratteristica si rispecchia nei vini, particolarmente freschi, con sentori che ricordano note verdi e agrumate.”

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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