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Rubrica di Emanuela Medi
 

Pragiara 1990 di De Tarczal, il vino alpino che vivrà cent’anni

Capolavoro rustico questo “Pragiara” 1990 dei fratelli De Tarczal, nettare d’ispirazione internazionale al quale il rigido clima della Vallagarina ha conferito rigore e freschezza sempiterni. Rinvenuto nei meandri della profondissima cantina di Lanfranco Centofanti, titolare de L’Angolo d’Abruzzo di Carsoli, si è rivelato ben più integro di quanto avessero lasciato presagire l’etichetta sbiadita ed il tappo friabilissimo.

Figlio di un’annata dolorosa per il calcio nostrano – perdemmo la semifinale del mondiale da noi ospitato contro l’Argentina di Maradona- ma più che prospera per la vite e per il vino, questo Blend di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot non mostra al momento nessuno dei segni di cedimento che tanti blasonati coetanei cominciano a svelare.

Complice l’austerità climatica di questa valle sospesa tra Belluno e Trento, dove solo nelle annate più miti le uve raggiungono la perfetta maturità, questo gioiellino semi-sconosciuto offre ancora un vivace ammanto granato con bagliore rubino, preludio a ricordi olfattivi piacevolmente vegetali e terragni, tra i quali spiccano pepe verde, sambuco, carcadé, fungo porcino e genziana. L’assaggio è agile, aggraziato, rinsaldato da vigorosa freschezza che ristora il palato. Lascia lungo eco speziato e terroso.

Nel complesso, questo pimpante “Supertrentino” ventottenne coniuga i tratti nobili delle uve che lo compongono con lo spirito conviviale delle brigate alpine, per le quali l’azienda De Tarczal ha cucinato il pranzo in occasione dell’Adunata 2018. Protagonisti del menù i canederli in brodo, la pasta di mortadella e la polenta di storo, tutti piatti sostanziosi che questo vino può ben corrispondere con la sua acidità corroborante, così vispa da far pensare che questo gioiello “montano” sarà longevo come quegli irriducibili alpini che, superato il traguardo del secolo di vita, continuano a cantare, andar per boschi, mangiar con gusto e brindare alla vita.

Punteggio: 92 punti.

Raffaele Mosca, Master Sommelier

 

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino