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Rubrica di Emanuela Medi

Con i suoi 2000 km di costa La Sardegna è caratterizzata dalla presenza di vigneti secolari sparsi fra un entroterra montuoso e migliaia di nuraghi; come la mondo la “Bacu Biladesti” a Urzulei (NU) uno degli esemplari più longevi al mondo, un ceppo di Vitis Sylvestris dalla circonferenza di 134 cm costituita da tralci intrecciati con tronchi di ontano e corbezzoli che secondo il Dipartimento di Ricerca della Regione Sarda possiede almeno 1000 anni.

Nell’estremo lembo Nord-Orientale della Sardegna si estende la Gallura, regione storica costantemente battuta dai venti dal terreno granitico; il Vermentino qui libera carattere e personalità e viene utilizzato dal 1996 nella DOCG Vermentino di Gallura per almeno il 95%. La sua presenza sull’isola occupa una superficie di 4.300 ha circa e insieme al Cannonau rappresenta l’espressione più tipica della produzione enologica regionale. Con una superficie di circa 7500 ha, il Cannonau rappresenta il 30% della superficie vitata sarda e trova la sua terra d’elezione ad Ogliastra.

La DOC Cannonau ne prevede l’impiego per almeno l’85% (min. 90% per la tipologia “Classico”) e si articola nelle tre sottozone: Jerzu, Oliena e Capo Ferrato; in uvaggio con il Bovale sardo e la Monica, partecipa alla Doc Mandrolisai. All’estremo Sud, perlopiù su terreni calcareo-argillosi il Vermentino è affiancata dalle tradizionali Nasco (ideale per la produzione di vini dolci e non solo) e Nuragus. Quest’ultima fino a pochi anni fa veniva considerata un’uva secondaria, ma ora grazie alla scommessa di alcuni produttori, sta ritrovando una sua giusta dimensione. 

Tipico della gastronomia sarda è il “Pane carasau” chiamato anche carta da musica per lo spessore sottilissimo, che non può superare i tre millimetri; utilizzato dai pastori a lungo assenti da casa grazie alla sua alta conservabilità, viene consumato con formaggi, tra cui il pecorino sardo. Dolce o maturo a seconda della stagionatura il pecorino sardo è considerato il re dei formaggi, divenuto D.O.P nel 1996. Piatto delle grandi occasioni il maialino da latte, che non può superare i 9 kg, nutrito di latte materno, erba e cereali.

È un prodotto “tradizionale di Sardegna” e le procedure di lavorazione, conservazione e stagionatura, compresa la cottura allo spiedo lenta e prolungata, consolidate per un periodo non inferiore ai 25 anni, sono riconosciute dall’ASSESSORATO DELL’AGRICOLTURA E RIFORMA AGRO-PASTORALE. Tra le specialità di mare c’è la bottarga costituita dalle uova di Muggine o Cefalo salate ed essiccate servita a fette sottili o grattugiata. Conclude spesso i pasti il “filu ‘e ferru” una grappa di vernaccia o cannonau invecchiata in rovere, un tempo prodotta clandestinamente in alambicchi interrati e legati con del “filo di ferro” sporgente per indicarne la posizione, a cui deve il nome.

DEGUSTAZIONE

“Passione Granitica”

“Tra giganti di granito e querce secolari dell’entroterra gallurese, si fa spazio la cantina di Piero Mancini, in località Cala Saccaia ad Olbia. L’azienda ha appena compiuto 30 anni di attività e fu fondata da Piero scomparso nel 2001. Oggi al timone vi sono i figli Antonio (responsabile area produzione e amministrativa) Alessandro (responsabile area agronomica e commerciale) e Laura (responsabile marketing e comunicazione), che insieme a mamma Marisa, conducono i 120 ettari di vigneto distribuiti nelle aree di Lu Scolombrino, Montelittu, Ciabattu e Balajana, nel comune di Luogosanto dove sorge un antico stazzo gallurese restaurato e visitabile; in queste aree, tra le più vocate per la coltivazione del Vermentino di Gallura, unica Docg di Sardegna, le vigne coltivate ad altitudine compresa fra i 100 e i 500 m.l.s.m. sono posizionate su suolo granitico, dove l’ottimo drenaggio consente un terreno ricco di sali minerali e potassio; oltre al Vermentino riconoscibile per la grande sapidità, la cantina di Piero Mancini coltivate le varietà autoctone: Moscato di Gallura Doc, il Vermentino di Sardegna Doc e il Cannonau di Sardegna Doc e le uve internazionali: Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot e Chardonnay; 17 sono le etichette in totale  per una produzione pari a un milione e 300 mila bottiglie l’anno distribuite in Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone.

 

Adelasia Spumante Brut Vermentino di Gallura Docg Piero Mancini Vermentino 100% Alc.12% Raccolta tra fine Agosto e i primi di Settembre. Pressatura soffice e chiarificazione del mosto seguito da vinificazione in acciaio a temperatura controllata e metodo charmat in piccole autoclavi per la presa di spuma con permanenza sui lieviti; affinamento sulle fecce fini della durata di 6 mesi e riposo in bottiglia prima della messa in commercio di altri 2 mesi. Paglierino lucente con sottile perlage. Profumi di zagara, agrumi e gelsomino si fondono a fragranza di pane appena sfornato ed erbe aromatiche come la salvia. Il sorso vivace è accompagnato da eco iodata capace di regalare morbidezza e persistenza. Sarde fritte

Cantina delle Vigne Piero Mancini Primo Vermentino di Gallura Docg Superiore 2018 Vermentino 100% Alc.13,5 % 

Prende il nome dall’azienda fondata da Piero nel 1989 e proviene da una selezione di uve della tenuta di Balajana raccolte tra fine Settembre e inizi Ottobre quando i grappoli iniziano una lieve surmaturazione. Pressatura soffice e chiarificazione del mosto seguito da fermentazione in acciaio a temperatura a 16°-18°C con lieviti selezionati. Affinamento sulle fecce fini per 3-4 mesi, di cui un 10-30% di vino in tonneaux di rovere francese di secondo passaggio. Riposo in bottiglia di circa 2 mesi. Paglierino appena dorato, ampio di fiori d’acacia papaia e mirto ha un palato morbido da timbri fresco-sapidi ben dosati. Mallo di noce e pietra focaia arricchiscono il finale mostrando un gran potenziale di invecchiamento. Linguine vongole e bottarga.

Piero Mancini Cucaione Vermentino di Gallura Superiore Docg 2019 Vermentino 100% Alc 13%

Epoca di vendemmia dalla seconda decade di Settembre fino a Ottobre inoltrato. Pressatura soffice e chiarificazione del mosto seguita da fermentazione in acciaio a 16°- 18 °C con lieviti selezionati. Affinamento sulle fecce fini per 3-4 mesi e riposo in bottiglia di circa 2 mesi. Paglierino vivo con sfumature ancora verdi esprime toni freschi di susina gialla, pompelmo e ginestra. Elegante e sorretto da sfumature minerali scorre piacevole e piuttosto morbido. Rosmarino, tiglio e tonalità vegetali accompagnano la chiusura. Sauté di cozze.

Piero Mancini Falcale Cannonau di Sardegna DOC 2019 Cannonau 100% Alc. 13,5%

 Vino ottenuto da uve provenienti da terreni granitici vendemmiate a metà Settembre. Fermentazione a 25°-28°C con rimontaggi giornalieri a cui segue svinatura. Sosta in acciaio di almeno sei mesi per preservare la fragranza. Sosta di alcuni mesi in bottiglia. Rubino granato, dai sentori di rosa e mora matura, il palato è asciutto e corredato da buona trama tannica. Caldo e persistente ricorda la carruba e il ginepro; lenta dissolvenza su toni di spezie dolci. Stinco di maiale al forno.

“Vignaioli Naturali”

Tenute Dettori iniziò ad imbottigliare nel 1998” racconta Fabio D’Uffizi, braccio destro di Alessandro Dettori. Sulle colline di Sennori, in provincia di Sassari si estendono i 33 ettari dell’azienda divenuta biodinamica dal 2002. Questo territorio affacciato sul Golfo dell’Asinara nel Nord-Ovest della Sardegna rappresenta la Romangia e con i suoi 820 ettari è pari al 3% del parco vigneto Sardegna. Le origini della viticoltura qui ricollegano alla civiltà nuragica; le cime rocciose dell’Angolana, le colline calcaree di Sennori e i suoli sabbiosi della Marina di Sorso, danno vita ad uno dei terroir più antichi d’Italia. L’azienda alleva viti di oltre ottant’anni, le piante più vecchie risalgono al 1887 con impianto ad alberello per beneficiare del vento di maestrale e densità di 5.000 / 7.000 piante per ettaro. Badde Nigolosu è il Cru aziedale esposto ad altitudine di 250 m.s.l.m. con terreno prevalentemente calcareo. I vitigni impiegati per la produzione dei vini sono perlopiù autoctoni in purezza come Cannonau, Monica, Pascale, Vermentino, Moscato. Il suolo viene arricchito di humus (friabile e drenante) per mantenere la salute ottimale delle piante ed ogni operazione viene svolta manualmente. La Cantina interrata vive di coibentazione naturale, grazie al respiro delle pareti spesse due metri e all’interno di essa l’energia elettrica viene usata solo per la diraspatura e la macchina di imbottigliamento.  La macerazione dell’uva avviene senza aggiunta di solforosa e non si utilizzano prodotti chimici di sintesi oltre allo zolfo e le fasi di vinificazione e affinamento si svolgono nelle cosiddette cementine (vasche di cemento) e poi in bottiglia. Non vengono utilizzate né botti di legno né contenitori di acciaio. La produzione va dalle 20.000 alle 45000 bottiglie l’anno. “Questo è stato un periodo complesso” – dice Alessandro Dettori, contattato in merito all’emergenza COVID-19. “La natura ha i suoi tempi, dunque abbiamo continuato il lavoro in vigna e in cantina con attenzione e grande volontà. Il nostro impegno quotidiano, seppur semplice costituisce una base solida base per il prossimo futuro e in questi mesi non abbiamo mai perso la fiducia”. 

Dettori Bianco 2018 Romangia Bianca IGT Vermentino 100% Alc 13,5% 

Vigneto di Badde Nigolosu, Sennori. Annata positiva e fresca, dopo 3 anni di siccità. Affinamento in Cemento e sosta in bottiglia. 3.000 – 8.000 bottiglie l’anno. Prima Annata prodotta: 2000- Annate non imbottigliate: 2008. Adatto a Vegani.  Paglierino con riflessi appena dorati e impressioni di susina gialla, ginestra, zenzero. Il sorso appagante e arricchito da una fresca avvolgenza. La chiusura è accompagnata da ricordi di erbe aromatiche e mandorla fresca. Capesante gratinate.

Tuderi 2015 Romangia Rosso IGT Cannonau 100% Alc. 16% 

Cannonau localmente definito Retagliadu Nieddu, da vigne di circa 40 anni nel territorio di Badde Nigolosu, Sennori. 3 anni di affinamento in Cemento e 10 mesi di sosta in bottiglia. 5.000 – 10.000 bottiglie l’anno. Prima Annata prodotta: 2000- Annate non imbottigliate: 2008- 2009. Adatto a Vegani. Rubino intenso ed espressivo di visciola, mirto e note di rosmarino. Caldo e avvolgente denota freschezza e balsamicità. La trama tannica è garbata e la sapidità ricorda il cappero verde. Lungo il finale persiste su toni di sottobosco e humus. Capretto in umido alle erbe

“Legame con il Terroir” 

Sella&Mosca 

Nasce nel 1899 ad Alghero parte nord occidentale della Sardegna per mano dei due piemontesi che le danno il nome; i due bonificando le terre distrutte dalla fillossera avviarono un importante vivaio per la produzione di barbatelle. I fondatori di Sella&Mosca viaggiatori e appassionati di egittologia, per la scelta del logo si sono ispirati ad una scena di spremitura riconducibile all’Antico Regno egiziano. Oggi l’azienda ha una superficie di 650 ettari, di cui 550 coltivati a vigneto distribuiti tra la città catalana di Alghero, la Gallura dove nasce il Vermentino e nel Sulcis terra d’elezione del Carignano, per una produzione pari a 5 milioni di bottiglie l’anno circa. Negli anni ’70 fu istituita la nuova cantina capace di lavorare oltre 60000 quintali di uva, occuparsi della centrifugazione dei mosti ed il controllo elettronico delle temperature di fermentazione. Le suggestive cantine del 1903 furono destinate all’invecchiamento dei più importanti vini rossi e venne edificato lo spazio per l’affinamento in bottiglia. Nella Doc Alghero, regione denominata “Nurra” circondata da oleandri, pini marittimi, palme ed eucalipti l’azienda ha inaugurato l’Agriturismo Villamarina. Qui sono distribuiti 520 ha di vigneto su terreni calcarei argillo- sabbiosi e ricchi di ferro, costantemente colpiti dalla brezza marini. La Tenuta “I Piani” comprende anche la Doc Vermentino di Sardegna, Cannonau di Sardegna Doc e appunto Alghero Doc di cui fa parte oltre al vino “Marchese di Villamarina’, vino monovarietale da uve Cabernet Sauvignon frutto della sperimentazione sul terroir de I Piani, la produzione del vitigno autoctono Torbato.  Altri 15 ettari si estendono nella Docg Vermentino di Gallura con vigneti dai terreni granitici alle pendici del Monte Libara e 6 ha nella zona di Giba compresa nella Doc Carignano del Sulcis, divenuto denominazione nel 1977. Ci troviamo tra la catena montuosa dell’Iglesiente e Capo Teulada, qui il suolo sabbioso, ricco di minerali e la poca distanza dal mare permettono la raccolta del Carignano i primi di ottobre per un vino morbido e ricco di struttura.

 Nel 2002 Sella&Mosca entra a far parte del Gruppo Campari e nel 2016 acquisisce parte del Gruppo Terra Moretti con l’impegno di rafforzare la vigna e promuovere il territorio; Vittorio Moretti, ideatore di modelli di successo in Franciacorta e in Toscana assieme alla figlia Francesca, enologa e AD del Gruppo Moretti, hanno contribuito:

*Al recupero dell’antico centro aziendale di Sella & Mosca che comprende le cantine storiche ed alcune abitazioni d’epoca utilizzate come agriturismo, la piccola chiesa dedicata alla Madonna dell’Uva, un’enoteca per la vendita al pubblico ed un Museo con una sezione sugli scavi della Necropoli di Anghelu Ruju, scoperta nelle Tenute. 

**All’ideazione della linea vini nati dalla collaborazione con Antonio Marras che ha disegnato le etichette ispirandosi alla notte magica di San Giovanni (23- 24 giugno) quando due marinai, un pugile, un eccentrico e un uomo ingiustamente accusato di essere un bandito si incontrano ad Alghero e saltando il fuoco diventano compari, da cui nasce una solida amicizia legata ai valori del territorio. I quattro vini portano il nome dei personaggi raccontati da Marras: Oscarì, il Metodo Classico dauve torbato; Ambat, il Vermentino; Catore, l’Alghero Torbato e Mustazzo, il Cannonau. 

Torbato Brut Bianco spumate Charmat – Torbato 100% Alc. 11,5%

Vino che nasce dalla collaborazione con la famiglia Moretti; il vitigno autoctono Torbato, riscoperto da Sella&Mosca, cresce ad Alghero su terreni calcarei provenienti da sedimentazioni marine millenarie e si distingue per la spiccata acidità, adatta all’elaborazione di uno spumante. Paglierino brillante dal perlage fine, fragrante e delicato richiama la pesca bianca, il pompelmo rosa e i fiori d’acacia. Il sorso morbido e pulito prosegue con note iodate sostenute da piacevole effervescenza. Crudi di mare

Dimonios Cannonau di Sardegna DOC Riserva 2017 Cannonau 100% Alc.14 %

 Dimonios prende il nome dall’inno della Brigata Sassari, fondata nel 1915, dall’esercito italiano e da membri unicamente provenienti dalla Sardegna. L’etichetta cita: “Abbassa la fronte se sei seduto, alzati! Perché sta passando la Brigata “Sassari” e con la mano benedici e segna la miglior gioventù di Sardegna”, la prima strofa dell’Inno della Brigata Sassari scolpito nella memoria dei sardi per le azioni eroiche e lo spirito di sacrificio. Le uve vengono raccolte nel quadrante sud est e altri appezzamenti tra i più vocati con età delle viti 17 anni. Fermentazione con lunga macerazione sulle bucce a temperatura controllata dai 18°C ai 28°C, affinamento di 24 mesi di cui almeno 12 in grandi botti di rovere di Slavonia dove avviene fermentazione malolattica; segue affinamento in bottiglia per 6 mesi.

Rubino vivo e trasparente, note tostate e pepe bianco seguite da frutta croccante, pino marino e macchia mediterranea. Caldo e fresco con tannini morbidi richiama il lampone e la rosa selvatica. Avvolgente il finale dagli echi di salsedine, Maccheroni al ragù bianco di agnello

Ilaria Martinelli, Master Sommelier

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