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Rubrica di Emanuela Medi

Ricerca: Per gli inglesi il vino rosso fa male!


“ Anche lavorare fa male alla salute”. Graziano 

“Ieri si. Oggi no. Domani dipende da che punto guardi il mondo” Paolo 

“ Una tazza di the ai pasti.. si sposa bene con un salmi di capriolo, o un bello stufato..” Fracco





Eccoli alcuni dei commenti a caldo sulla ricerca inglese firmata Sally Davies. Certo la sterzata a tutto tondo sulle proprietà i del vino rosso  che non sarebbero salutari,lascia perplessi. La nota ricercatrice, niente meno è Chief  Medical Officier non contenta di aver distrutto  questo nobile prodotto della natura, precisa che il tanto sbandierato bicchiere di vino al giorno, è solo una vecchia convinzione priva di qualsiasi  validità scientifica. Il che suona come una bocciatura sonora ai tanti studi effettuati negli ultimi anni sul rapporto vino e salute.” A me piace un bicchiere di vino rosso”, ha detto in una intervista al programma televisivo” Good Morning Britain”, ma penso che si più opportuno bere una tazza di thé e riservare il vino alle occasioni speciali. Ogni anno- prosegue la Davies- muoiono di cancro 20 mila persone per il consumo eccessivo di alcool così come per obesità  e diabete”. In base ai suoi studi su un campione di 1000 donne non bevitrici, 106 hanno sviluppato un cancro al seno, percentuale che sale a 126 per coloro che bevono 14 o meno unità a settimana e a 153 per quelle che bevono 14 o più unità. Da tenere presente che 14 unità alcoliche corrispondono a 7 calici di vino rosso, o a 7 pinte di birra di 4°. Rimanere sotto le 14 unità alcoliche a settimana significa che i rischi sono bassi. Per tutti: uomini e donne. La ricerca infatti elimina le differenze di genere e invita all’astensione totale dall’alcool come l’OMS.  

Ma è questa la strada giusta per ridurre i danni dall’alcool e rendere consapevole la sua assunzione. Insomma servono le campagne anti-alcool? Vino e alcolici sono bevande il cui consumo da parte di una piccola percentuale di popolazione, è eccessivo .In questo caso possiamo  parlare di dipendenza, mentre la gran parte delle persone beve in modo assolutamente moderato senza eccessi e senza alcuna caratteristica di dipendenza dall’alcool. Ma quali potrebbero essere le conseguenze di tutte le campagne con forti accenti antiproibizionisti e cioè assunzione zero di alcool nella dieta? Facile ad immaginarsi: chi è dipendente continuerà a ricercare l’alcool perché la sua è una dipendenza assolutamente consapevole dei rischi e dei danni  e non ha importanza se gli avvertimenti arrivano da un medico. Chi beve con moderazione smetterà di farlo in quanto non è dipendente. Risultato: gran parte dei consumi in eccesso rimarranno invariati, mentre i vantaggi del bere moderato si perderanno in  percentuale più o meno maggiore. Ma invece di tanto accanimento non sarebbe meglio educare la popolazione a conoscere il vino e le bevande alcoliche e quindi ad assumere le giuste dosi.
” Fa male ciò che non si conosce”: lo dicono autorevoli esperti, non la sottoscritta!



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Emanuela Medi giornalista professionista, ha svolto la sua attività professionale in RAI presso le testate radiofoniche GR3 e GR1. Vice-Caporedattore della redazione tematica del GR1 “Le Scienze”- Direttore Livio Zanetti- ha curato la rubrica ”La Medicina”. Ha avuto numerosi incarichi come il coordinamento della prima Campagna Europea per la lotta ai tumori, affidatole dalla Commissione della Comunità Europea. Per il suo impegno nella divulgazione scientifica ha ottenuto numerosi riconoscimenti: Premio ASMI, Premio Ippocrate UNAMSI, premio prevenzione degli handicap della Presidenza della Repubblica. Nel 2014 ha scritto ”Vivere frizzante” edito Diabasis. Un saggio sul rapporto vino e salute. Nello steso anno ha creato il sito ”VINOSANO” con particolare attenzione agli aspetti scientifici e salutistici del vino. Nel 2016 ha conseguito il diploma di Sommelier presso la Fondazione Italiana Sommelier di Roma.. Attualmente segue il corso di Bibenda Executive Wine Master (BEM) della durata di due anni.