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Rubrica di Emanuela Medi
 

Se bene vuoi dormir.. in una botte devi andar!

Recita un noto proverbio “Sei in una botte di ferro” per esprimere la possibilità di essere protetti o tutelati. Ora è però possibile dormire ”al sicuro” in una botte. Dove? In Portogallo lungo il fiume Douro, valle incantata piena di vitigni e paesaggi particolari. 

Nel vigneto Quinta da Pacheca, si può dormire in una enorme botte di vino. I proprietari hanno infatti ideato una soluzione alternativa ed innovativa per passare la notte: si alloggia in una gigantesca botte di vino, completa di bagno privato, letti comodi e aria condizionata.
La tenuta Quinta da Pacheca si trova nella zona di Peso da Régua, la città principale della regione vinicola dove ci sono viti e ulivi che risalgono al XVI secolo e una bella casa padronale. E in mezzo al verde dei vigneti sono state posizionate le botti da 270 metri quadrati per tutti coloro che cercano un’esperienza unica. Al tramonto è possibile godersi uno spettacolo unico, sorseggiando un bicchiere di Porto che viene prodotto esclusivamente con uve provenienti dalla regione del Douro. E’ possibile scegliere tra bianco, ruby, tawny, agedtawny ossia che può essere commercializzato dopo un periodo di invecchiamento da 10 a 40 anni, colheita, LBV (Late Bottled Vintage), e Vintage, il più pregiato. Il porto bianco è prodotto esclusivamente da uve bianche ed invecchia in grandi botti di legno di quercia, da oltre 20.000 litri.
Il porto ruby è prodotto da uve rosse ed invecchia anch’esso in grandi botti di legno di quercia. Il bianco e il ruby sono le varietà più fruttate, con minori aromi terziari e note ossidative. Questo perché il basso rapporto volume/superficie delle botti grandi li preserva da una rapida ossidazione. Le categorie superiori si affinano invece nelle pipas da 434 litri, per periodi progressivamente crescenti, fino a 50 anni. Il colore del vino nel tempo tende a modificarsi, dapprima si schiarisce perdendo le tonalità rosse proprie dell’uva, quindi assume un colore sempre più ambrato, tendente al miele di castagno. Il porto bianco, normalmente giallo pallido quando è ancora giovane, col tempo tende a scurire diventando giallo-dorato tendente al castano.La complessità aromatica aumenta negli anni, arricchendosi di note di frutta secca, datteri, fiori appassiti. L’elevata acidità iniziale gioca un ruolo fondamentale per la corretta evoluzione aromatica e il giusto affinamento. Le qualità più elevate terminano l’affinamento con un periodo in bottiglia .Al calar del sole, finito lo spettacolo del tramonto è possibile gustare un’ottima cena, con vini del Douro, ottimi per pasteggiare .Molti sono i vini bianchi che rosati o rossi, questi ultimi prodotti con uve Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinta Barroca e Tinto Cão. I bianchi sono invece ricavati da uve di Malvasia Fina,Viosinho, Gouveio e Rabigato. Se invece si è alla ricerca di qualcosa di particolare ecco la Colheita Tardia che è un vino rosso dolce derivato da uve surmature, intenso e raffinato o il  “Moscatel do Douro” un vino fortificato prodotto ad alta quota solo con uve Moscatel Galego. E per chi ama le bollicine ecco l’Espumante do Douro, fruttato ed intenso.

Monica Assanta, giornalista

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino