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Rubrica di Emanuela Medi
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Perché non regalare un albero di caffè?  L'idea made in Italy, porta il nome di Treedom, una piattaforma che permette di piantare un albero a distanza. Al momento dell'acquisto la piantina, in Kenya nel caso del caffè, lascerà il vivaio dove è nata e verrà piantata nella terra di un contadino locale, producendo frutti e ossigeno e assorbendo CO2. Tante le varietà tra cui scegliere: dal banano in Camerun all'avocado in Tanzania.   Se l'idea di un albero di frutta esotica dall'altra parte del mondo sembra troppo stravagante, si può optare per regalare frutta tropicale a km zero o quasi; annona, mango e passion fruit sono coltivati anche nel Belpaese.  A tema agricoltura anche i regali per i più piccoli, che spesso imitano genitori e nonni. "Puoi essere tutto ciò che desideri" è lo slogan di Barbie, la celebre bambola che ha intrapreso tantissime carriere differenti. Negli ultimi anni possiamo infatti vederla in una versione più agricola, come apicoltrice, come allevatrice di polli e anche a bordo di un trattore. Per tutti quelli che il trattore, invece, lo vogliono costruire da zero, la scelta ricade sui famosi mattoncini targati LegoModellini, felpe e cappellini ma anche ombrelli, infusori per il tè, cravatte e orologi. Queste sono solo alcune delle idee da impacchettare sotto l'albero. Chi ha bisogno di "mettere sempre le mani

Circa 10 anni fa, in un film d'animazione, il robottino Wall-E trovava una piantina su una Terra apparentemente morta. Oggi, nella vita reale, sono diversi i robot che iniziano a prendersi cura delle colture in giro per il mondo. Non più solo frutto della fantasia, i robot agricoli (o agri robot o AgBot) vanno in aiuto dell'uomo nei lavori più pesanti o ripetitivi aumentando inoltre, l'efficienza nella semina, nella protezione delle piante, nella raccolta e nella registrazione di dati in campo, nonché nella mungitura e nella distribuzione dei mangimi in  allevamento   Come funzionano i robot?. "Ogni robot - spiega Rezia Molfino, professoressa di robotica all'Università degli studi di Genova e vice presidente di SIRI - è composto da un sistema meccanico con una piattaforma mobile e bracci articolati per il movimento nello spazio, da utensili per la presa o l'esecuzione di un processo che si interfacciano con l'esterno, da un sistema sensoriale per la conoscenza dell'ambiente circostante e da un sistema di controllo che, in base alle istruzioni fornite dall'utente e alle informazioni estratte dai sensori, consente di eseguire correttamente le azioni richieste". "Da una ricerca condotta nel 2018 negli Stati Uniti, risulta che il valore del mercato degli agrirobot dovrebbe raggiungere i 12,8 miliardi di dollari entro il 2022 - fa sapere Rezia Molfino. Senza dubbio, gli AgBot sono particolarmente diffusi dove le condizioni di coltivazione sono meno complesse e i campi sono più pianeggianti ed estesi". Nonostante

Sono ben 444 milioni di euro per una spesa pubblica di 800 milioni di fondi europei per lo sviluppo rurale, che il nostro paese verrebbe a perdere se non riuscisse a “collocarli” entro il 31 Dicembre. “ La gravità del problema- dice il presidente di Confagricoltura, Giansanti- è che l’80% di queste risorse riguardano le cinque regioni meno sviluppate: Sicilia, Calabria, Campania  Puglia e in parte la Sardegna che ne avrebbero maggiormente bisogno. Lentezze burocratiche e incapacità amministrative- sottolinea il presidente- sono inaccettabili perché comportano gravi ricadute per le imprese e per la crescita occupazionale locale”

Sono 370mila gli stranieri che lavorano in Italia nel settore  agricolo: lo rivela una indagine di Cia Agricoltori Italiani presentata di recente a Roma in un dossier sull’immigrazione nel nostro paese. In pratica 1 su 3 è straniero su un totale di 900 mila addetti nel settore. Per Coldiretti i migranti provengono da 155 paesi e rappresentano una realtà ben radicata e strutturata con la presenza di 17mila imprese agricole guidate da stranieri. Molti di questi lavorano in settori agricoli qualificati come le fragole nel Veronese, le mele nel Trentino  e devono – sempre per Coldiretti- poter usufruire di una politica in grado di garantire stabilità e manodopera qualificata.

Che il settore agroalimentare sia una forte attrattiva occupazionale lo dicono i dati Coldiretti con 57.621 imprese cui fanno capo giovani sotto i 35 anni nel 2018, in aumento del 4,1% rispetto l’anno precedente. Dato importante quindi che non ha riscontro nel settore dell’alimentare in buona   salute visto che il suo fatturato costituisce l’8% del Pil nazionale ma che è in cerca di personale specializzato: mancano infatti oltre 43mila unità nei prossimi 5 anni. Una necessità importante se si considera che l’export in questo settore ha registrato un +3,1% nel 2018. Si fa sentire la FIPE( Federazione Pubblici Esercizi) che richiama il Governo a una maggiore attenzione alla ristorazione mortificata- dice il comunicato- da regole inique. “ Eppure come sottolinea il presidente ( Fipe) Lino Stoppani la ristorazione  con 300 mila imprese e un fatturato di 85 miliardi, da lavoro a 1 milione di persone. Introduzione dei voucher, come avvenuto in agricoltura, revisione dei buoni pasto: le priorità per la valorizzazione” di una eccellenza italiana”

E’ l’evento fieristico più importante in Italia  del Biologico e del Naturale,”due realtà – dice   Roberto Zanoni presidente di Assobio (l’associazione  nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici)che non sono in contrapposizione ma che devono lavorare per evitare la chiusura di molte aziende agricole e limitare l’uso dei pesticidi ancora troppo alto nel nostro paese”

“Non è vero che ci sia un ritorno massivo dei giovani verso l’agricoltura, un fenomeno   non rilevabile  da un punto statistico  in quanto sono poche migliaia di persone- dice in questa lunga intervista Lucio Fumagalli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale-  c’è invece un fenomeno estremamente importante che è la  notevole crescita della percezione positiva  rispetto alla attività dell’imprenditore agricolo   la cui immagine non è più quella  del contadino.”

Pioggia costante, grandine, neve, forte vento e bombe d’acqua: questo è ciò che il mese di Maggio 2019 ha portato sull’Italia, facendo registrare livelli record di basse temperature, tanto da essere uno dei Maggio più freddi degli ultimi 70 anni. Tutto ciò ha creato inevitabilmente grossi danni all’intero settore tento che in alcuni regioni d’Italia si stanno avanzando la richiesta di stato di crisi.