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Rubrica di Emanuela Medi
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L’ha definita FILIERA DELLA VITA, Teresa Bellanova Ministro delle  Politiche Agricole  il lavoro di imprese , coltivatori, distributori, associazioni che hanno garantito la filiera alimentare nel momento di crisi profonda del nostro paese causa il codivid-19 .Tema centrale  del discorso tenuto al Parlamento giovedì 16 le misure da adottare per rilanciare il comparto agroalimentare in particolare agricolo: una priorità che deve accomunare le politiche dei paesi della comunità europea. Nello specifico Teresa Bellanova ha detto” Le associazioni ci parlano di una carenza di manodopera stagionale tra le 270 e le 350mila unità. Sappiamo che migliaia di lavoratori stranieri, soprattutto dell’est, finora occupati nelle nostre campagne come stagionali, hanno fatto rientro nei loro Paesi .Nel nostro settore agricolo- ha specificato il ministro -trovano occupazione oltre 346 mila lavoratrici e lavoratori di ben 155 Paesi diversi che, con oltre 30 milioni di giornate lavorative ,rappresentano il 26,2% del totale del lavoro necessario per le nostre campagne. Una buona metà di costoro rappresentano una realtà ben integrata. Allo stesso tempo molti lavoratori invisibili, i cosiddetti irregolari-circa 600 mila- sono sottopagati e sfruttati, alla mercè di quella criminalità che chiamiamo caporalato  Per me mafia . Di costoro se ne deva fare carico lo stato

Cibo fresco e sano: gli agricoltori non si sono tirati indietro per assicurare alle famiglie italiane il meglio della produzione in tempo di Coronavirus ,ma c’è un’altra emergenza l’improvviso abbassamento della temperatura che ha provocato gelate e nevicate nei campi coltivati. "Una situazione di  difficoltà a macchia di leopardo lungo la penisola – afferma Coldiretti – con i danni più gravi che si registrano in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto". A farne le spese peschi, albicocchi e mandorli che, vista l'alta temperatura delle settimane scorse presentavano già i frutticini ma anche ciliegi e susini già in fiore. Uguale sorte anche per le gemme pronte intrappolate dal ghiaccio tra i filari di pere, mele e kiwi, mentre "si contano gravi danni nei campi per le primizie di stagione come carciofi, asparagi, bietole e cicorie" evidenzia Coldiretti In Lombardia Il gelo a meno sei gradi centigradi ha colpito i frutteti  di kiwi, pesche, mele e susine senza risparmiare, nel basso mantovano, i prodotti in serra come fragole e meloni. in Emilia Romagna" La conta dei danni è già iniziata – informa Coldiretti Emilia Romagna – anche se è presto per una stima che sarà comunque di diversi milioni di euro". A Modena i più colpiti sono i ciliegi e i susini, seguono peri e meli. Mentre nel bolognese si sono riscontrati

Oggi è il sessantaduesimo giorno consecutivo senza precipitazioni nel basso Piemonte, in vaste aree della Sicilia, della Puglia, del Molise e dell’Emilia Romagna. Un dato senza precedenti dal 1878. Le Alpi sono quasi senza neve e si aggrappano a quella caduta in novembre, che sembrava preannunciare un inverno importante e che oggi invece è la debole àncora di salvezza per l’agricoltura di valle. Dall’inizio dell’anno è caduto mediamente il 75% in meno di acqua rispetto al 2019.Le Alpi sono quasi senza neve e si aggrappano a quella caduta in novembre, che sembrava preannunciare un inverno importante e che oggi invece è la debole àncora di salvezza per l’agricoltura di valle. Dall’inizio dell’anno è caduto mediamente il 75% in meno di acqua rispetto al 2019. Il Po sta facendo registrare allarmanti picchi negativi di portata, e l’anticiclone che staziona sopra il nostro paese non sembra intenzionato ad andarsene troppo presto.

È l’ambiente e i suoi effetti ad aver influenzato nel 2019 tanti produttori, agricoltori, allevatori, chef e consumatori tanto che , secondo la previsione di Whole Food Market, questo trend continuerà nel 2020 ad attirare un numero sempre maggiore di persone. Le ricerche alimentari di dicembre 2019 mostrano la crescente predilezione dei consumatori per quelli che solitamente sono considerati alimenti poco appetibili come i cavoletti di Bruxelles o i cavolfiori in risposta alla conoscenza sempre più diffusa delle conseguenze dell’allevamento intensivo  e sempre nel 2019 i sostituti vegetali alla carne si stanno affermando nella certezza che il 2020 sarà l’anno dell’alimentazione vegana e delle alternative alla carne rafforzando la loro presenza nei menù dei ristoranti. Senza dimenticare che eliminare del tutto la carne dalla propria dieta non solo non è del tutto corretto a meno di non bilanciarla con altre sostanze con lo stesso valore nutritivo, ma è solo una delle soluzioni possibili per ridurre l’impatto ambientale. Come sostiene la campagna Meat the Change : meno carne ma di maggiore qualità, da allevamenti sostenibili e riscoprendo i tagli e le razze locali dimenticati. E GLI AGRICOLTORI? Nel 2020 anche gli agricoltori terranno conto di questa diffusa attenzione attraverso l’affermarsi di pratiche come l’agricoltura che

E’ a Veronafiere, dal 29 gennaio all’1 febbraio prossimi la 114ma edizione di Fieragricola 2020 manifestazione top del mondo agricolo. Sostenibilità ed economia circolare ma anche meccanizzazione agricola, zootecnia (con un forte rilancio anche di suinicoltura e avicoltura), vigneto, frutteto e colture specializzate, energie da fonti rinnovabili, servizi per l’agricoltura, mezzi tecnici, multifunzionalità dell’impresa agricola,i tanti temi che verranno affrontati nel corso della manifestazione   “. L’agricoltura- dice Maurizio Danese presidente di Veronafiere- è chiamata a contribuire all’appello verso uno European New Green Deal e l’appuntamento di Verona vuole come sempre offrire spunti di riflessione e soluzioni pratiche per accompagnare il mondo imprenditoriale e le filiere agro-zootecniche in tal senso». Tema di grande interesse l’internazionalizzazione: la Croazia sarà il «Paese ospite» di Fieragricola 2020 e avrà un’area dedicata per promuovere il proprio sistema. Croazia ma anche grande attenzione  al continente Africano – puntualizza Alberto Mantovani direttore generale di Veronafiere – in quanto l’agricoltura è una delle attività più rilevanti per i paesi africani che ha non soltanto una funzione produttiva, di sostentamento e di sicurezza alimentare per le popolazioni, ma è una delle soluzioni più efficaci per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici» Regina di Fieragricola sarà la zootecnia, consolidato pilastro della manifestazione. Grande ritorno nel ring del

Perché non regalare un albero di caffè?  L'idea made in Italy, porta il nome di Treedom, una piattaforma che permette di piantare un albero a distanza. Al momento dell'acquisto la piantina, in Kenya nel caso del caffè, lascerà il vivaio dove è nata e verrà piantata nella terra di un contadino locale, producendo frutti e ossigeno e assorbendo CO2. Tante le varietà tra cui scegliere: dal banano in Camerun all'avocado in Tanzania.   Se l'idea di un albero di frutta esotica dall'altra parte del mondo sembra troppo stravagante, si può optare per regalare frutta tropicale a km zero o quasi; annona, mango e passion fruit sono coltivati anche nel Belpaese.  A tema agricoltura anche i regali per i più piccoli, che spesso imitano genitori e nonni. "Puoi essere tutto ciò che desideri" è lo slogan di Barbie, la celebre bambola che ha intrapreso tantissime carriere differenti. Negli ultimi anni possiamo infatti vederla in una versione più agricola, come apicoltrice, come allevatrice di polli e anche a bordo di un trattore. Per tutti quelli che il trattore, invece, lo vogliono costruire da zero, la scelta ricade sui famosi mattoncini targati LegoModellini, felpe e cappellini ma anche ombrelli, infusori per il tè, cravatte e orologi. Queste sono solo alcune delle idee da impacchettare sotto l'albero. Chi ha bisogno di "mettere sempre le mani

Circa 10 anni fa, in un film d'animazione, il robottino Wall-E trovava una piantina su una Terra apparentemente morta. Oggi, nella vita reale, sono diversi i robot che iniziano a prendersi cura delle colture in giro per il mondo. Non più solo frutto della fantasia, i robot agricoli (o agri robot o AgBot) vanno in aiuto dell'uomo nei lavori più pesanti o ripetitivi aumentando inoltre, l'efficienza nella semina, nella protezione delle piante, nella raccolta e nella registrazione di dati in campo, nonché nella mungitura e nella distribuzione dei mangimi in  allevamento   Come funzionano i robot?. "Ogni robot - spiega Rezia Molfino, professoressa di robotica all'Università degli studi di Genova e vice presidente di SIRI - è composto da un sistema meccanico con una piattaforma mobile e bracci articolati per il movimento nello spazio, da utensili per la presa o l'esecuzione di un processo che si interfacciano con l'esterno, da un sistema sensoriale per la conoscenza dell'ambiente circostante e da un sistema di controllo che, in base alle istruzioni fornite dall'utente e alle informazioni estratte dai sensori, consente di eseguire correttamente le azioni richieste". "Da una ricerca condotta nel 2018 negli Stati Uniti, risulta che il valore del mercato degli agrirobot dovrebbe raggiungere i 12,8 miliardi di dollari entro il 2022 - fa sapere Rezia Molfino. Senza dubbio, gli AgBot sono particolarmente diffusi dove le condizioni di coltivazione sono meno complesse e i campi sono più pianeggianti ed estesi". Nonostante

Sono ben 444 milioni di euro per una spesa pubblica di 800 milioni di fondi europei per lo sviluppo rurale, che il nostro paese verrebbe a perdere se non riuscisse a “collocarli” entro il 31 Dicembre. “ La gravità del problema- dice il presidente di Confagricoltura, Giansanti- è che l’80% di queste risorse riguardano le cinque regioni meno sviluppate: Sicilia, Calabria, Campania  Puglia e in parte la Sardegna che ne avrebbero maggiormente bisogno. Lentezze burocratiche e incapacità amministrative- sottolinea il presidente- sono inaccettabili perché comportano gravi ricadute per le imprese e per la crescita occupazionale locale”

Sono 370mila gli stranieri che lavorano in Italia nel settore  agricolo: lo rivela una indagine di Cia Agricoltori Italiani presentata di recente a Roma in un dossier sull’immigrazione nel nostro paese. In pratica 1 su 3 è straniero su un totale di 900 mila addetti nel settore. Per Coldiretti i migranti provengono da 155 paesi e rappresentano una realtà ben radicata e strutturata con la presenza di 17mila imprese agricole guidate da stranieri. Molti di questi lavorano in settori agricoli qualificati come le fragole nel Veronese, le mele nel Trentino  e devono – sempre per Coldiretti- poter usufruire di una politica in grado di garantire stabilità e manodopera qualificata.

Che il settore agroalimentare sia una forte attrattiva occupazionale lo dicono i dati Coldiretti con 57.621 imprese cui fanno capo giovani sotto i 35 anni nel 2018, in aumento del 4,1% rispetto l’anno precedente. Dato importante quindi che non ha riscontro nel settore dell’alimentare in buona   salute visto che il suo fatturato costituisce l’8% del Pil nazionale ma che è in cerca di personale specializzato: mancano infatti oltre 43mila unità nei prossimi 5 anni. Una necessità importante se si considera che l’export in questo settore ha registrato un +3,1% nel 2018. Si fa sentire la FIPE( Federazione Pubblici Esercizi) che richiama il Governo a una maggiore attenzione alla ristorazione mortificata- dice il comunicato- da regole inique. “ Eppure come sottolinea il presidente ( Fipe) Lino Stoppani la ristorazione  con 300 mila imprese e un fatturato di 85 miliardi, da lavoro a 1 milione di persone. Introduzione dei voucher, come avvenuto in agricoltura, revisione dei buoni pasto: le priorità per la valorizzazione” di una eccellenza italiana”