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Rubrica di Emanuela Medi
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Sono a tutti gli effetti  alimenti funzionali nella dieta umana: come tanti prodotti ritenuti solo salutistici, numerosi studi hanno invece dimostrato il valore aggiunto non indifferente in termini di qualità  , caratteristiche organolettiche  e funzioni importanti all’interno dell’organismo umano. Nonostante la guerra dei dazi e per il parmigiano Reggiano il  secondo posto dopo l’american Rogue River Blue, alla World Cheese Award che si è appena conclusa a Bergamo, dove per ‘altro La Nazionale del Parmigiano Reggiano ha vinto 110 medaglie tra cui 4 Super Gold , sono molti   gli studi che hanno da sempre sottolineato il valore funzionale del  Parmigiano Reggiano e del Grana Padano . Iniziamo da quest’ ultimo . Una ricerca dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano svolto in collaborazione con il Gaetano Pini-Cto di Milano, ha dimostrato che rispetto agli uomini le donne sono più longeve degli uomini: circa 85 anni rispetto gli 80 di media per gli uomini, merito soprattutto del migliore stile di vita e nutrizionale :bevono meno alcool, fanno più attività fisica, assumono una maggiore quantità di proteine, vitamina A, verdure con una importante quota complessiva di polifenoli( potenti antiossidanti), sali minerali  e vitamine. Da dove?Come ha detto in unna intervista a Vinosano, il Prof Giovanni

Pasta con condimento di solo formaggio: una consuetudine antichissima (ne abbiamo testimonianza dagli Etruschi) che aveva come protagonista indiscusso il cacio o formaggio stagionato, quasi certamente di capra o pecora, gratugiato, al quale, non raramente, erano aggiunte cannella, spezie e nell’Italia settentrionale anche burro. Un monopolio che venne infranto solo nel Settecento quando Vincenzo Corrado ne “Il Cuoco Galante” (1773) descrive Di Timballi di maccheroni al sugo di carne, con farcia di carne di vitello, uova, midolla di manzo e parmigiano. Ma sempre di cacio si era trattato sia per la pasta fresca che secca che per le lasagne , come ne testimonia il "Liber de coquina", il più antico e anonimo ricettario dell’era italiana, della corte di Napoli come in altri importanti ricettari del Trecento. Non cambia il condimento, tra il Quattrocento e l’inizio il Cinquecento quando il Maestro Martino da Como propone maccaroni siciliani, conditi con formaggio grattugiato, burro, spezie dolci da adattarsi anche per i vermicelli e lasagne che possono godere della presenza delle mandorle, secondo le regole del biancomangiare. Non erano da meno i Romani con i maccheroni ripieni di formaggio duro, zucchero e cannella. La presenza del RE formaggio era indiscutibile anche se qualcosa cambia con Vincenzo Agnoletti