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Rubrica di Emanuela Medi
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Andando a Londra per un breve viaggio o per una più lunga vacanza non possiamo fare a meno di dedicare almeno una sera alla cena più diffusa, più a buon mercato e di certo tra le più gustose, quella dove ci serviranno un bollente fish and chips, in un pub o, meglio, in uno dei tanti locali che si intitolano, appunto, Fish and chips. Come a Napoli la pizza, così a Londra c’è per tutte le tasche il fish and chips.

Vongole, cozze e pesci : gli italiani non rinunciano ai prodotti ittici sia pescati o allevati e proprio durante le feste di natale che si registra il più alto consumo( stime Coldiretti e ImpresaPesca) con una spesa che supera il miliardo , un +5% rispetto lo scorso anno grazie alla stabilità dei prezzi. Ma c’è un MA, il costante aumento della domanda mette alla prova i nostri mari tanto che ad oggi l’80% degli stock ittici monitorati nel Mediterraneo risulta sfruttato in modo non sostenibile, nonostante la pesca garantisca la sussistenza di 180.000 persone in quest’area. E se come dicono le statistiche 3 italiani su 4( dati Federcoop Pesca) offriranno portate a base di pesce  il cui costo- per il primo piatto della vigilia- si aggira sui 105 milioni e per il secondo 480 milioni, come coniugare il nostro stile di vita a tavola con lo stato delle risorse naturali e il sostentamento di milioni di persone nel mondo che da esso dipendono. Una opportunità è offerta da MSC-Marine Stewardschip Council- organizzazione internazionale non profit responsabile del più importante programma globale di certificazione di sostenibilità ittica- che con il suo marchio sui prodotti ittici garantisce che quel prodotto è stato

Non c’è dubbio: consumare regolarmente pesce, soprattutto quello grasso, protegge dal rischio di infarto miocardico. Un dato consolidato dalla più recente metanalisi degli studi di qualità condotti in tutte le aree del mondo e che, nel complesso, associa i benefici ai consumi più consistenti: per ogni 15 g/giorno di pesce in più, il rischio di infarto si riduce del 4%.