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Rubrica di Emanuela Medi
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Il Movimento Turismo del Vino (MTV) nazionale e regionale quest’anno propone un’iniziativa innovativa e al passo con i tempi denominata CANTINE APERTE “INSIEME”, un evento che porta come sempre a contatto il pubblico con le cantine e tutte le persone che lavorano il vino con racconti di produzione e di degustazione. Cantine aperte è un evento ormai storico, 25 anni all’attivo, quest’anno diventa “smart, online e social” in attesa di poter ospitare quanto prima appassionati nelle cantine; oggi i produttori si raccontano in due giornate densa di incontri. Il 30 e 31 maggio i wine lovers si uniranno per un brindisi social, dirette di degustazioni e un grande fine settimana all’insegna del vino, tutto sotto l’hashtag ufficiale di #CantineAperteInsieme. La presidente Valentina Togn Presidente di MTV Trentino-Alto Adige ha esplicitato durante la l’intervista per la presentazione dell’evento che “Abbiamo ideato un’edizione speciale di Cantine Aperte, online, visto che l’evento non si potrà svolgere nelle modalità tradizionali. Sarà comunque un modo di restare in contatto con gli enoturisti, portando uno degli appuntamenti più amati direttamente nelle loro case e continuando a lavorare per la ripresa del settore enoturistico, non appena sarà possibile.” Tra le regioni italiane la capofila dal punto di vista organizzativo dell’evento

Che le cose non andavano bene era prevedibile ma la stima effettuata dall’Area Studi Mediobanca non lascia dubbi su note evidenti di pessimismo visto che oltre il 50% per esattezza il 63,5 delle aziende subiranno un consistente calo di vendite  per il 2020  superiore al 10% . Percentuale analoga di perdita delle vendite nelle esportazioni  per le quali si stima una contrazione tra i 700 milioni un miliardo, di euro.. Pesano ovviamente il lockdown e la quasi paralisi del settore Horeca. Un poco meglio le cooperative legate alla grande distribuzione e piangono di meno i produttori di vini spumanti che se pur prevedono perdite di fatturato e contrazione dell’export , pensano di rifarsi con  i mesi legati alle festività Meglio per il Prosecco che nonostante tutto tiene per una politica di comunicazione meno legata alla ricorrenza e più  per un  prodotto  da consumarsi a tutto Tornando alle perdite sulle esportazioni i produttori  subiranno e già stanno subendo il calo in linea con la caduta del commercio mondiale-stima della World  Trade Organization. E il tanto sperato mercato interno?  Abbiamo sempre detto che i canali alternativi alla GDO seppur interessanti non avrebbero mai compensato le vendite  tanto da ipotizzare una perdita di 500 milioni di euro fino

Se la bellezza e l’arte sono di casa nel nostro paese, non potevano mancare  nelle tenute dei grandi produttori di vino abitazioni opportunamente trasformate in affascinanti e impeccabili relais  dove trascorrere vacanze da sogno. Case dei contadini , abitazioni private, granai, ogni spazio è stato riadattato  con il massimo del confort e della discrezione senza perdere lo stile e l’atmosfera della tenuta, nel massimo rispetto dell’ambiente. Le cose belle come un quadro, un monumento , una piazza, un tramonto  più di quanto pensiamo suscitano ammirazione, piacere, stupore..perchè no anche le grandi bellezze del vino. Ne proponiamo alcune: GIOVANNI FOLONARI TENUTE UNA VACANZA ESCLUSIVA IN LIBERTÀ Libertà di un nome che ha fatto grande il vino italiano, espressione territoriale di qualità. Auguri a Ambrogio Folonari che proprio ieri ha compiuto i 90 anni  festeggiati con la famiglia nella Villa di Nozzole 3 ville nel cuore della campagna toscana per godere della  bellezza delle colline e di un’accoglienza di lusso. Villa e Casavecchia della Tenuta di Nozzole nel cuore del Chianti Classico, la dimora presso la Tenuta La Fuga di Montalcino: tre perle nel cuore della Toscana,  per vacanze in famiglia o con gli amici. Qui, come parte di un quadro, ogni architettura è magistralmente studiata

Dieci chilometri da Siena, cinquanta da Montalcino, sessanta da Firenze e poco più di ottanta da Arezzo. Borgo Scopeto, relais chiantigiano di Elisabetta Gnudi Angelini, occupa una posizione strategica nel cuore  della Toscana Centrale.  Si, lo sappiamo: raccontare in questo periodo di cascine immerse in paesaggi da dipinto rinascimentale, a due passi dalla città del Palio, è quasi difficile, perché solo a guardare le foto viene voglia di fare le valigie e partire in barba a tutte le restrizioni. D’altra parte, però, le migliori realtà enoturistiche italiane meritano di essere raccontate in previsione della riapertura a Giugno, a maggior ragione se, oltre che belle, sono anche molto “buone”.  E “buono” e bello è questo borgo trecentesco sito nel comprensorio di Vagliagli, frazione di Castelnuovo Berardenga,  che guarda la Cattedrale e la Torre del Mangia dalla cima di uno dei primi colli del Chianti Classico. Elisabetta  Gnudi Angelini, l’ha acquistato 23 anni or sono e trasformato in un resort a quattro stelle dotato di piscina, centro benessere e ristorante oltre che di una cantina dove vengono vinificate le uve provenienti dai 70 ettari di vigneto presenti nella tenuta circostante.  Il protagonista della produzione è - ca va sans dire - il Sangiovese, dal

Tenute Piccini, con sede a Castellina in Chianti, fu fondata nel 1882 da Angiolo Piccini con soli 7 ettari, oggi alla guida c’è Mario Piccini direttore generale e la sorella Marina; un impegno ininterrotto che dura da 130 anni con circa duecento ettari vitati di proprietà, e cinquecento in affitto. La produzione media di questa azienda sfiora i 15 milioni di bottiglie l’anno, mai a discapito della qualità. Cinque tenute: La Fattoria di Valiano nel Chianti Classico, la Tenuta Moraia in Maremma, Villa al Cortile a Montalcino, Regio Cantina in Basilicata (con 15 ettari specializzati nella produzione dell’Aglianico del Vulture) e Torre Mora tra Castiglione di Sicilia e Linguaglossa, alle pendici dell’Etna. A fine 2018 si è aggiunto il Chianti Geografico, marchio storico del vino toscano, soprattutto nel territorio di Chianti, San Gimignano e nei Colli Senesi, fondato nel 1961 e liquidato volontariamente nel 2015. Dopo aver gestito i vigneti di 60 soci del marchio per oltre due anni, Mario Piccini ha salvato la cooperativa dal fallimento, ampliando il patrimonio vinicolo di Tenute Piccini. È previsto un piano di rilancio triennale con l’acquisto di nuove botti, vasche in cemento e serbatoi per le cantine del Geografico a Gaiole e a

L’emergenza Covid19 ha colpito l’intera filiera vitivinicola italiana. Pesa la chiusura di bar, ristoranti e il calo dell’export. Gli italiani che in queste settimane hanno acquistato vino lo hanno fatto negli unici canali di vendita aperti: la Distribuzione Moderna, i negozi alimentari e lo shop on line. Per quanto riguarda la Distribuzione Moderna, l’istituto di ricerca IRI ha elaborato per Vinitaly  i dati relativi al periodo che va da gennaio al 19 aprile 2020, dunque comprese le settimane di Pasqua. Nei primi 3 mesi e mezzo dell’anno le vendite di vino nella GDO (Iper, Super, Libero Servizio Piccolo, Discount) hanno registrato una crescita a volume del 7,9% (+ 6,9% a valore) rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel dettaglio i vini Doc e Docg sono cresciuti del 6,8% (+ 7,6% a valore), i vini Igp e Igt del 10,5% (+7,7% a valore), i vini comuni del 7,2% (+4,1% a valore), le bollicine dell’1,2% (+1,6% a valore). L’analisi di questo periodo è complessa perché i primi due mesi non sono stati toccati dall’emergenza Covid19, al contrario di marzo e aprile, con la variante delle settimane pasquali tra il 6 e il 19 aprile, di norma caratterizzate dai consumi da ricorrenza. A marzo i vini

“C’è gran voglia di produrre e lavorare ma sulle rese più basse la decisione finale la prenderemo a fine maggio al termine della fioritura: la maggior parte dei produttori (330) della Cantina San Michele Appiano, sono comunque propensi  ad adottare questa misura in linea con le difficoltà del momento. “ Parla Hans Terzer famoso winemaker alla guida di una delle più prestigiose cantine dell’Alto Adige.  Terzer mantiene lucidità mentale, pragmatismo , fermezza nel perseguire i suoi obiettivi,: non scadere in  qualità, territorialità, vini puliti, facilmente riconoscibili, piacevoli a bersi. “ Dobbiamo fare attenzione- dice- a non eccedere comunque sul discorso della rese perché questo potrebbe significare vini più alcolici, meno asciutti, stucchevoli, di color giallo carico che la gente del luogo non è abituata a bere per non parlare dell export. Inoltre- precisa il winemaker- la sfogliatura che inizia in questo momento è molto delicata perché abbiamo il pericolo delle gelate primaverili  come quella del 2017 che ha distrutto il 30/40 per cento della produzione Vini bianchi dunque di cui l’Alto Adige è orgogliosa, eccellenza italiana ben rappresentati dai due vini della cantina di San Michele Appiano il Pinot Bianco Schulthauser 2019 e il Sauvignon Lahn sempre 2019 presentati in una video

Un articolo in memoria di Michael Broadbent, critico, banditore d’asta e membro dell’High Society londinese, e la riflessione sui “Parigi e i vini-monumento” nel Romanzo del Vino di Roberto Cipresso. Queste sono state le mie ultime letture. Ho trascorso mezza giornata immerso in due racconti fiabeschi - per quanto non privi di acume critico - della parte più patinata, più aristocratica, più mitizzata della galassia enoica: quella che ruota attorno a vini davanti ai quali “inchinarsi è un obbligo, non una libertà”. Potevo trarne ispirazione ed aprire l’unica bottiglia per così dire “monumentale” che conservo in cantina

Nel territorio intorno al superbo monte, che la gente del posto chiama “a  Muntagna” si è sempre allevata la vite. Già 2000 anni fa nella sua “Naturalis historia” Plinio il Vecchio citava un vitigno a bacca rossa coltivato alle pendici del Vesuvio, il Piedirosso, detto anche Per’ e Palummo perché al momento della maturazione il rachide e il pedicello diventano rossi assomigliando alla zampetta del piccione. Vitigno autoctono campano, secondo per estensioni vitate solo all’Aglianico, è presente in regione da tempo immemorabile. Intorno al Vesuvio, sui suoli vulcanici, ha trovato il suo terroir naturale; viene impiantato su piede franco generalmente con sistema aguyot. Insieme ad altri vitigni -Aglianico, Sciascinoso, Coda di volpe, Verdeca, Falanghina, Greco-  forma la DOP (Denominazione di Origine Protetta) del Vesuvio, estesa per 170 ettari in quindici comuni vesuviani. Nella DOP Vesuvio Rosso è vinificato in purezza, o in assemblaggio con lo Sciascinoso e l’Aglianico con i quali dà origine alla più famosa Lacrima Christi. Quest’ultimo vino, spesso citato tra i migliori d’Italia dai viaggiatori stranieri, ha un nome che molti hanno tentato inutilmente di spiegare con leggende del tutto fantastiche. Una delle strade storicamente più affidabili da percorrere per tentare, invece, di comprendere dove e quando sia stato così denominato,

E anche la grande America soffre per una perdita consistente nei consumi 6 miliardi di dollari in meno nelle cantine e ben 240 miliardi di dollari a fine anno nella ristorazione. Scenari certo con molti 0 in meno rispetto l’Italia ma per molti aspetti uguali. Il colosso primo paese esportatore per l’Italia ha scoperto la grande distribuzione  e la vendita on line.  Cambiano i consumi, la modalità del bere,  i canali di acquisto: da un’indagine di Wine Monitor Nomisma commissionata da Pasqua Vigneti Cantine emerge che il vino preferito è il rosso il cui consumo non è più legato ai pasti ma  per meglio vivere i momenti di relax.Ormai sono le statistiche a monitorare i vari cambiamenti e non fa eccezione l’indagine di Nomisma :negli Stati Uniti, mercato strategico per l'azienda vinicola veronese, a fronte di un 40% di intervistati che dichiara di aver ridotto i propri consumi in quarantena, fa da contraltare un 37% di winelovers che non ha modificato il consumo di vino, mentre il 23% dichiara invece un incremento. Dato che sale al 25% per chi sta usufruendo dello smart working e per gli amanti del vino rosso.Accanto a un maggiore consumo durante i pasti (26%) e all'aperitivo