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Rubrica di Emanuela Medi
 

Templari e vino: l’antica tenuta Torre Cenaja in Toscana svela i suoi misteri

Torre a Cenaja immersa nel paesaggio toscano, tra Pisa e Livorno, è una tenuta che esprime al meglio il secolare equilibrio tra uomo e natura

Qui tra orti e laghetti, casolari sparsi un po ovunque si sviluppano i 30 ettari di vigneti che grazie alla presenza dei Monti Pisani che proteggono dagli influssi del nord e la vicinanza alla costa, favoriscono la produzione di vini toscani dal carattere deciso.

Fu il Conte Robert Pitti a dare il via alla produzione vinicola e l’antico stemma del casato si ritrova nell’eleganza della bottiglia e della capsula: tra i bianchi, un Vermentino , il Cenaja Vermentino dal caratteristico colore giallo paglierino e un inimitabile Passito, dal colore ambrato e dal profumo ricco di note di miele e mandorle. A questi si aggiunge l’ultimo nato in casa Torre a Cenaja, il supertuscan Per Non Dormire, omaggio all’altra celebre casata toscana che ha scritto la storia della Tenuta, i marchesi Bartolini Salimbeni. Oggi proprietà delle famiglie Terzi Coppini, Torre a Cenaja è una dinamica realtà che coniuga al meglio la sua storia millenaria e le sue tradizioni.

Ed è proprio visitando le antiche cantine che è stata scoperta un’antichissima Croce Templare. L’Ordine Templare fu ben radicato nelle terre di Toscana, dove ebbe importanti sedi nelle città , ma anche in luoghi isolati, quasi segreti e la Tenuta di Cenaja è appunto uno di essi. Scoperta dall’associazione lucchese “Cuore di Bartolomeo”, un ente dedito alla conoscenza e alla divulgazione dell’arte medioevale e templare, la croce risale ai primissimi anni del XIV secolo. Situata alla base di una vasca in arenaria lavorata o pietra serena , ora adibita a scaffale di antiche bottiglie, si pensa che un tempo fosse un sepolcro templare.

E’ stata definita dagli studiosi la croce delle “Otto beatitudini” dei Cavalieri di san Giovanni, perchè presenta otto punte con all’apice 8 cerchi. Questi ultimi possono avere significati differenti. Alcuni studiosi li attribuiscono alle Virtù Cristiane contenute nei Dialoghi della Montagna di Gesù, altri alle nazionalità di provenienza dei Cavalieri, altri ancora ne danno un significato temporale ossia otto come i giorni in cui fu santificato, secondo la tradizione, il Tempio di Salomone.

Infine vecchie tradizioni vogliono che siano riferiti ai principi che i Templari dovevano rispettare, ossia: spiritualità, semplicità, umiltà, compassione, giustizia, misericordia, sincerità e sopportazione. Insieme alla croce, nei sotterranei della Tenuta, sono stati ritrovati antichi graffiti probabilmente celati volutamente,per cancellare il ricordo del passaggio templare a causa della “damnatio memorie” inferta da Papa Clemente V prima e poi dal successore Giovanni XXII.

Monica Assanta, Giornalista

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino