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Rubrica di Emanuela Medi
 

Uva da tavola: una crisi che dura da troppo tempo

E’ una eccellenza riconosciuta de Made in Italy ma da troppo tempo( 2002) il nostro Paese ha perso la leadership mondiale come primo Paese esportatore: siamo tallonati dal mercato Asiatico che oggi ha superato quello Europeo fornendo il 46% della produzione mondiale  mentre l’Europa si è fermata il 25%.

Ma l’aspetto più preoccupante, per il nostro Paese, è la forte diminuzione degli i ettari coltivati ad uva da tavola che sono diminuiti dal 2008  del 66%. Rimaniamo  comunque il primo Paese produttore europeo con 1 milione  di tonnellate raccolte :Puglia seguita dalla Sicilia e dalla Basilicata le regioni a maggiore vocazione di uva da tavola,

Non ci dispiace un breve focus su questo prodotto ricco di elementi nutritivi quali sali minerali, vitamine, zuccheri, ampiamente utilizzata nella alimentazione, in estetica  e curativa( ne parleremo!) proprietà tutte che hanno un iter diverso da quello dell’uva da vino fin dal momento della raccolta! Si perché a differenza del vino i cui acini vengono vendemmiati prima della maturazione completa in modo che venga preservata   quella acidità e freschezza indispensabile per l’invecchiamento, gli l’uva da tavola viene raccolta a maturazione completa quando gli zuccheri hanno sostituito gli acidi presenti nell’acino stesso: allora si che avremo sulla tavola un’uva perfetta nella sua maturazione, dolcezza  e pienezza di gusto olfattivo e sensoriale 

Bianca e nera  quest’ultima con una minore produzione), oltre 14 le tipologie, tutte vendemmiate alla fine di Agosto a concedersi  sui banchi del mercato bellissime e invitanti con i loro grappoli a volte smisurati! Ogni regione ha le sue varietà ma  ma ricordiamo le più conosciute come la Baresana o uva Turca,Uva di Bisceglie Lattuario Bianco e  Imperatore dai nomi con cui chiamano la Baresana nelle diverse parti del Paese. E ancora uva Italia,  la più amata che presenta però i semi all’interno mentre il mercato richiede varietà di uva da tavola senza semi.  Ancora Uva Fragolina, Uva Regina coltivata in Puglia  e Sicilia, frutto di diversi incroci,  è chiamata anche in altri modi Rasaki Aleppo,, Dattier de Beyrouth, Pegolana, Regina di Firenze  ma la varietà è sempre la stessa. Uva Pizzutello coltivata in Puglia e nell’area  di Tivoli dalla forma allungata a punta come un corno.. pizzuto appunto, Uva Sultanina Bianca,  Zibibbo chiamata Moscato d’AlessandriaMoscato di Pantelleria, Panse Musquè e Muscatel  perfetta per i passiti. Da non dimenticare  le uve che provengono dal’estero in particolare dalla California

Crisi dicevamo  con una piccola inversione di tendenza  che si sta verificando sia per i prezzi che per i volumi commercializzati. Come spiega in un ampio articolo di  Plantgest firmato Lorenzo Cricca,  dal 2007 è iniziata una più elevata qualità delle uve da tavola e una maggiore produzione + 35% delle uve apirene  ( senza semi) quindi con una offerta più ampia alle esigenze di mercato e dei consumatori. Offerta che farebbe diminuire i prezzi troppo alti per i  produttori cui si accompagna una maggiore aggregazione tra le imprese , tra queste e gruppi internazionali per aprirsi a nuovi mercati come la Cina.

Emanuela Medi, giornalista

 

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Emanuela Medi giornalista professionista, ha svolto la sua attività professionale in RAI presso le testate radiofoniche GR3 e GR1. Vice-Caporedattore della redazione tematica del GR1 “Le Scienze”- Direttore Livio Zanetti- ha curato la rubrica ”La Medicina”. Ha avuto numerosi incarichi come il coordinamento della prima Campagna Europea per la lotta ai tumori, affidatole dalla Commissione della Comunità Europea. Per il suo impegno nella divulgazione scientifica ha ottenuto numerosi riconoscimenti: Premio ASMI, Premio Ippocrate UNAMSI, premio prevenzione degli handicap della Presidenza della Repubblica. Nel 2014 ha scritto ”Vivere frizzante” edito Diabasis. Un saggio sul rapporto vino e salute. Nello steso anno ha creato il sito ”VINOSANO” con particolare attenzione agli aspetti scientifici e salutistici del vino. Nel 2016 ha conseguito il diploma di Sommelier presso la Fondazione Italiana Sommelier di Roma.. Attualmente segue il corso di Bibenda Executive Wine Master (BEM) della durata di due anni.