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Rubrica di Emanuela Medi
 

Vino biodinamico, naturale, organico: cosa vuol dire?

E’ sempre più sfaccettato il mondo del vino tanto da confondere il pubblico anche il più smaliziato, e allora proviamo a chiarire qualche concetto: BIOLOGICO, è bio? domandano i consumatori certamente più attenti , rispetto il passato, a ciò che si mangia e si beve, come se alla parola biologico si associasse un concetto salutistico.

A partire dalla vendemmia del 2012 i produttori possono applicare sulla etichetta “vino biologico” quando sono contenute tutte le indicazioni indicate dai vari regolamenti che vietano l’utilizzo di pratiche come la desolforizzazione, la dealcolizzazione, l’elettrodialisi ecc. Non possono essere assolutamente utilizzate sostanze chimiche ma solo quelle di origine animale, vegetale e minerale Per quanto riguarda la quantità di solforosa totale, la quantità nei vini biologici secchi non può essere più di 100gr/ml e per i vini rossi e bianchi secchi, 150gr/ml.

ORGANICO: traslazione del termine inglese” organic” che vuole dire naturale.

BIODINAMICO: Si deve al filosofo Rudolph Steiner questa filosofia che dagli anni venti, ha avuto un un crescendo di interesse. La certificazione biodinamica è quella rilasciata dalla associazione Demeter in base alla quale tutto il ciclo dal trattamento del terreno, del letame, del terriccio è in stretta correlazione con le energie del terreno, degli esseri viventi e delle forze cosmiche. In vigna si possono utilizzare solo sementi delle piante e degli animali certificati e si possono utilizzare concimi organici L’uomo fa parte di questa filosofia in quanto parte integrante di un sistema di cui è partecipe e da cui trae sostenibilità. L’uso del’anidride solforosa non può essere superiore ai 70mg/l per i rossi, 60mg/ per i bianchi e rosati.

NATURALE: Esiste? Intanto è un termine sgradito ai produttori perché non possono riportarlo in etichetta in quanto “pubblicità ingannevole” e poi alla parola naturale si danno significati diversi: vino prodotto nel rispetto del’ambiente, vino prodotto senza trattamenti, (praticamente impossibile), vino contadino. Lasciamo al naturale il concetto di artigianalità, prodotto da piccole aziende, dove il procedimento è seguito dalla famiglia in tutto il suo processo.

Un buon vino è sempre un buon vino, specie quando è frutto di esperienza, professionalità e onestà intellettuale.

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino