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Rubrica di Emanuela Medi
 

Vola in Italia il turismo enogastronomico: +48% in un anno

Sempre più amate dagli italiani le vacanze dove il piacere del cibo e del vino sono il driver delle scelte di un turismo che ha registrato negli ultimi tre anni un aumento del 48% rispetto l’anno precedente.

Fra le regioni più apprezzate Sicilia, Toscana, Emilia Romagna, mentre Napoli, Roma e Firenze sono le città che hanno riscosso il maggior consenso. Presentato ieri a Milano nella sede del Touring Club Italiano, il Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019, la più autorevole ricerca sul settore condotta dall’Università degli Studi di Bergamo, con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole, forestali e del turismo, ENIT-Ente Nazionale del Turismo, Federculture, ISMEA, Fondazione Qualivita e la supervisione scientifica del World Food Travel.

L’enogastronomia diventa quindi un  segmento turistico che ha evidenziato una notevole crescita con il 98% dei turisti italiani che a prescindere dal tipo di vacanza, ha scelto di partecipare ad almeno una attività di questo genere nel corso  del viaggio: e infatti gli incrementi maggiori si registrano per esperienze culinarie nei ristoranti e bar storici(+16%), eventi legati al cibo( +16%) mangiare piatti tipici in un ristorante del luogo( +15%) visite in aziende agricole  e vitivinicole(+15%), in particolare fabbriche i cioccolato, pastifici, e viaggi organizzati da una agenzia. In sostanza gli italiani amano il loro paese, vogliono scoprirne le non poche potenzialità in tema di enogastronomia ma anche il piacere della scoperta di un paesaggio, di un piccolo borgo o di un museo, insomma stanno sempre più apprezzando quel valore aggiunto che pochissimi Paesi al mondo possono offrire: una cultura a 360 gradi. Non è un caso che il 92% dei turisti enogastronomici negli ultimi tre anni ha scelto l’Italia, solo il 17% è andato all’estero.

Ma chi sono questi  turisti enogastronomici? Sono generalmente sposati o conviventi e provengono da tutto il Paese in particolare dal’Italia Meridionale, segue il Centro Italia, ultimo il Nord. Il fenomeno  interessa in modo trasversale tutte le generazioni particolarmente  i Millennials ( 1981-1998) ma anche la generazione X ossia i nati tra il 1965 e il 1980, con un incremento per i primi dell’86%.

“ Tutti questi dati- dice Roberta Garibaldi autore della ricerca– ci indicano un settore del turismo che è notevolmente cambiato, non solo perché si è rafforzato nei numeri ma  anche perché il tema dell’enogastronomia e i valori a questo collegati sono diventati patrimonio comune a un’alta percentuale di italiani. Quello che deve essere rafforzato- sottolinea ancora la Garibaldi- è la fruibilità con servizi e offerte più strutturate.” Per il Presidente del Touring Club, Franco Iseppi” il turismo enogastronomico genera valore in quanto è una grande opportunità per la conoscenza e la valorizzazione di  territori che fanno parte della nostra identità culturale”

E l’Italia può offrire moltissimo, qualche dato: 825 prodotti agroalimentari e vitivinicola IGT, 5.065 Prodotti Agroalimentari Tradizionali, 4 beni enogastronomici inscritti nella lista del patrimonio tangibile e intangibile UNESCO, 2 cità creatuve UNESCO dell’enogastronomia, 334.743 imprese di ristorazione, 875 ristoranti di eccellenza, 23.406 agriturismi, 114 musei legati al gusto, 173 strade del vino e dei Sapori e molto molto altro ancora..

Emanuela Medi, giornalista

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino