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Rubrica di Emanuela Medi
 

Sherlock Holmes e il vino dell’imperatore: “Perbacco! Tokai!

Il principe dei detectives non disdegnava un buon bicchiere di vino, e nelle sue avventure non mancano riferimenti a questo o a quella tipologia del prodotto del vitigno sacro a Bacco.

Ma nell’età vittoriana in Inghilterra, si sa, i costi del buon vino potevano essere proibitivi persino per Sherlock Holmes, eppure una volta egli riuscì ad assaggiare, grazie ad uno dei sui più celebri travestimenti, niente di meno che il vino dell’imperatore Francesco Giuseppe.

Nell’ultima avventura di Holmes (His last bow, L’ultimo saluto), ambientato alla vigilia della prima guerra mondiale (1914), si legge:

Perbacco! Tokai!” esclama il barone Von Herling, segretario dell’ambasciata tedesca a Londra, indicando una bottiglia sigillata e coperta di polvere accanto a due bicchieri su un vassoio, rivolgendosi a un suo compatriota, il barone Von Bork, un agente segreto che ha appuntamento con un certo Altamont. Ma sotto le mentite spoglie di costui si nasconde Sherlock Holmes, che aveva conquistato la fiducia della spia fornendo informazioni militari, naturalmente false, d’accordo col controspionaggio inglese.

Von Bork spiegò:

Altamont è un intenditore di vini, e si è incapricciato del mio Tokay”.

Successivamente il sedicente Altamont si presenta all’appuntamento e con l’aiuto di Watson, che lo ha accompagnato fingendosi il suo autista, coglie di sorpresa Von Bork e lo immobilizza con una spugna intrisa di cloroformio. Ciò fatto, quale giusto premio alla sua fatica si rivolge al suo vecchio compagno:

Un altro bicchiere, Watson!

Il massiccio autista che si era seduto accanto al tavolo si affretta a spingere avanti il suo bicchiere.

E’ un buon vino, Holmes“.

Straordinario, Watson. Il nostro amico sul divano (Von Bork) mi ha assicurato che proviene dalle cantine speciali di Francesco Giuseppe, nel castello di Schönbrunn”.

 

Giacomo Di Fiore – Docente Università L’Orientale di Napoli

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino