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Rubrica di Emanuela Medi
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I consumi di vino in Italia scontano gli effetti della pandemia da Covid-19 con la chiusura dell’Horeca. Al primo semestre, il bilancio che se ne trae è quello di uno “spostamento” consistente verso gli acquisti in GDO e online, cresciuti rispettivamente del 9% e 102% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ovviamente, alla luce dei diversi (e distanti) volumi movimentati da questi due canali nel panorama nazionale dei consumi di vino, si tratta di crescite il cui “peso” relativo va giustamente contestualizzato: basti infatti pensare che, pur a fronte di questo raddoppio, il rapporto a valori nelle vendite di vino tra e-commerce e GDO è ancora di 1 a 16. Al di là di queste differenze, è indubbio lo sviluppo del canale on-line nelle vendite di vino, una dinamica che ha interessato maggiormente gli operatori del largo consumo rispetto ai “pure player”. Secondo una stima Nomisma Wine Monitor - Nielsen, nel primo semestre di quest’anno le vendite on line di vino dei retailer del largo consumo sono aumentate del 147% contro una crescita degli specializzati che si è “fermata” a un +95%, sebbene questi ultimi siano stati responsabili dell’83% delle vendite e-commerce di vino in Italia (sempre a valori). “L’accelerazione impressa dalla pandemia

Il mondo del vino porta a casa due importanti provvedimenti: la distillazione di crisi per i vini comuni e la riduzione volontaria delle rese con un budget messo a disposizione di 150 milioni di euro con l’ obiettivo di alleggerire le cantine  quindi di ridurre le giacenze togliendole dal mercato di circa   1,6 milioni di ettolitri. Per quanto riguarda la produzione di alcol disinfettante, questa è una manovra già in atto a seguito della pubblicazione del decreto Mipaaf del 23 giugno.. Per quanto riguarda la riduzione volontaria delle rese il meccanismo decisamente complesso che beneficia di una dotazione finanziaria di  100 milioni dovrebbe interessare un superficie vitata di 140 mila ettari pari al 40% della superficie vitata nazionale. Come riporta nell’ultimo numero Corriere Vinicolo oltre i dovuti riconoscimenti al ministro Bellanova il vero obiettivo si gioca sulla realtà dei tagli   in modo da tenere in equilibrio il mercato del vino, in un contesto economico difficile.  Se infatti il taglio non sarà reale, cosa affatto scontata, si rischia di non eliminare quei circa 2 milioni di ettolitri di prodotto con la conseguenza di rendere inutile la partita economica messa a disposizione dal Governo. Come osserva  il segretario dell’UIV, Castelletti,”

Spero che siano spesi “cum grano salis” senza spartizioni alle regioni amiche e in ottica campagne elettorali. Spero vengano investiti in asset strategici nazionali, in rete sanitaria e sostegno per le età più deboli, in riduzione del debito pubblico, nella occupazione di imprese che diano ripresa al PIL nazionale. Tante le necessità e le urgenze  che l’economista e giornalista Giampietro Comolli spiega nel suo editoriale.  Dal dramma alla acclamazione unanime. Finalmente non più solo decisioni Franco-Tedesche con rispettivi paesi satelliti a contorno. Solo con Merkel e Macron divisi su certi punti, con Merkel che non vuole lasciare cancelleria e presidenza UE con un fallimento, con Macron a risolvere problemi interni legati a disoccupazione, riforma delle pensioni si è arrivati a tavoli diretti e di merito. Conte doveva dimostrare che si può ottenere senza sbattere le porte e fare alleanze strane sovraniste con PD e Leu al Governo, che l’Europa cambia atteggiamento senza populisti e sovranisti. Restano intatti tanti “vantaggi” acquisiti da diversi paesi non colpiti da Covid 19, da qui la totale assenza del Mes che potrebbe non essere attivato da tanti paesi deputati.  Anche Rutte torna a casa con qualche medaglia per la sua campagna elettorale alle porte contro gli

Non poteva esserci titolo più appropriato per indicare la grande crisi che ha costretto tanti produttori a mettere all’asta i propri vigneti: ben 1,141 i lotti nel 2019, di questi il 40% in Toscana “ Solo poche terre sono state escluse. E’ il caso delle terre del Barolo, così come quasi tutte le etichette piemontesi-dichiara Mirko Ruggero  fondatore e Vicepresidente Esecutivo di NPLs RE_ Solutions che  grazie al sistema Auction System  ha realizzato o studio.  I lotti rappresentano oltre 250 milioni di euro di valore di base d'asta e comprendono vere e proprie eccellenze italiane. Oltre il 40% delle pregiate uve all'asta si concentra in Toscana, dove il prezzo dei vigneti finiti in esecuzione è di oltre 100 milioni di euro, ma il cui valore è almeno il doppio. Si trova a Montalcino uno dei vigneti più pregiati finiti in asta e il lotto comprende 5 ettari e mezzo nella zona del Brunello di Montalcino DOCG, un ettaro e mezzo circa nella zona del Rosso di Montalcino DOC e un’altra parte nel podere Sant'Antimo Rosso DOC. Si tratta di un intero compendio che è stato valutato € 5.253.000, partecipabile con un’offerta minima di € 3.939.750. In asta vi sono poi anche oltre 15 ettari nel Chianti e nella zona del

L’Italia ritorna ad essere una piazza importante per il business del vino-lo dimostrano le grandi acquisizioni  da parte di importanti gruppi enoici internazionali : il nostro paese piace per uno stile di vita unico, per i paesaggi, l’arte, la gastronomia ma soprattutto per la grande biodiversità dei nostri vitigni. L’Italia piace per investimenti che consentono di allargare gli orizzonti commerciali di altri paesi ,non ultima , la famiglia Helfrich e il Gruppo Les Grands Chais de France, primo distributore di vino in Francia che, riprendono le attività nel nostro paese  non solo sul canale Ho.Re.Ca., ma  anche sull’online. Grazie alla partnership con Deluxe Wine, alla fine di febbraio, è stato avviato un centro logistico presso la dogana di Torino, un investimento significativo che sottolinea la volontà di crescita del gruppo d’oltralpe nel mercato italiano. Deluxe Wine, distributore “mono-etichetta” Grands Chais de France, conta ad oggi 130 referenze in catalogo, e a settembre 2020 con la presentazione del catalogo Deluxe, verrà offerta una selezione ancor più ampia di etichette di grande prestigio con i migliori Domaine e Chateaux della famiglia Helfrich. Non poteva mancare particolare soddisfazione da parte della direzione italiana di GCF “ La nostra volontà dice Romina Romano Country Manager

Non è più una tendenza che ha raccolto adesioni per il  rapporto qualità-salute,  il biologico è uscito da prodotto di nicchia per affermarsi  e ricevere sempre più consensi dai consumatori in cerca di  prodotti naturali, biologici, con etichette chiare dove sono ben visibili la provenienza e gli ingredienti, a garantire la qualità e la sicurezza delle filiere biologiche da cui provengono. Il logo di Sana Il lockdown ha fatto emergere tutto questo e ancora di più lo confermano  i dati di ASSOBIO: i consumi di prodotti biologici, nel 2019, hanno raggiunto 4.089 milioni di euro, dei 3.483 milioni come consumo in casa, 502 milioni , fuori casa, e 104 milioni nel canale bar.  Crescite anche nelle esportazioni, che hanno toccato quota 2.266 milioni di euro, con un aumento sull’anno precedente del +10%, arrivando a rappresentare il 5,5% del totale dell’export agroalimentare italiano. Senza contare che questi numeri sono aumentati durante la pandemia  in particolare nel mese di marzo, con  un +19,6% di vendite in confronto allo stesso mese dell’anno precedente,  in particolare nei supermercati, nei negozi specializzati  e nei piccoli supermercati di quartiere Non manca all’appello la grande distribuzione che ha registrato negli ultimi anni un raddoppio per quanto riguarda il fatturato

Basta piangersi addosso  e lamentarsi:  i bar lo hanno capito e voltano pagina  puntando sulla comunicazione e su un restyling  fatto anche di piccoli accorgimenti che invitano alla convivialità, allo stare insieme per godere di un bicchiere di vino a fine giornata  o di un semplice caffè e cornetto. Interessante e lo citiamo volentieri l’articolo di Michela Becchi apparso su il Gambero Rosso del 16 luglio “Sembra un concetto scontato,- sottolinea l’autrice-  ma la quarantena ha dimostrato ancora una volta quanto la buona comunicazione sia fondamentale per un’attività, specialmente in ambito gastronomico, un settore fatto di cibo di qualità ma anche e soprattutto di rapporti di fiducia. Di relazioni, chiacchiere al bancone, battute scambiate a fine cena con lo chef, il ristoratore, il sommelier. Rimanere “vicino” ai propri clienti, seppur virtualmente, è stato un passo determinante durante i mesi di chiusura. E lo confermano le tante dirette fatte dagli chef, le masterclass a distanza, i laboratori di cucina che non si sono mai fermati, neanche nel pieno della pandemia.” I Bar si sono  adeguati scoprendo finalmente quanto fossero importanti i social, che se ben  gestiti permettono di accorciare notevolmente la distanza tra i consumatori (e potenziali tali) e l’attività stessa, oltre che

Non sono pochi gli italiani che hanno scelto questa estate una vacanza in camper e le Donne del Vino certo non si sono lasciate sfuggire l’opportunità per lanciare il progetto CAMPE FRIENDELY: la  vacanza con sosta in camper su vista vigna. Una proposta di turismo eco-sostenibile pensata dalle Donne del Vino nell’anno dedicato a Donne, Vino e Ambiente. Da luglio, molte produttrici aprono le porte delle loro cantine ai turisti in caravan e camper per offrire loro la sosta di una notte fra i vigneti. È il progetto Donne del Vino Camper Friendly creato insieme al TCI - Touring Club Italiano che mira ad avvicinare la grande enologia a chi fa turismo itinerante e, tradizionalmente, intende il viaggio come una scoperta emozionante che lo porta a diretto contatto con la natura, i territori e le persone. L’idea di unire ospitalità al femminile e camper è della donna del vino friulana Elena Roppa «Il concetto di ospitalità – dice la presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini - costituisce il punto di partenza del progetto Donne del Vino Camper Friendly che intende proporre i luoghi del vino come destinazioni privilegiate di chi fa viaggi itineranti. Per loro le Donne del Vino hanno

L’anno 2020 per il vino italiano, ma per tutto il vino mondiale,  sempre più deve essere letto, come un giro di boa. Molti parametri e unità di misura sono cambiati: le differenze si sono accentuate. Nel 2019 il vino italiano valeva 13 mld/euro alla fonte, giacenze del 30-35% nella norma e in sicurezza;  l’export ha fatto segnare un nuovo record di 6,4 mld/euro, il settore horeca(alimentazione fuori casa dal catering, all’hotellerie, dai bar all’osteria…) valeva solo per il vino 6,5 mld/euro l’anno senza contare tutti gli affitti, stipendi, ristrutturazioni, arredi che fanno funzionare il sistema. Questi pochi dati (tralasciamo tutti i valori aggiunti e tutte le complementari attività e servizi….) dicono che il vino in Italia non è un prodotto marginale, oltre ad essere un valore patrimoniale immobiliare di tutto rispetto (e privato) ed  avere un valore produttivo, conservativo ambientale, di sana coltivazione del suolo agrario, paesaggistico. Per questo che il Covid19 deve far rivedere a 360 tutta la politica&strategia del comparto e dei settori connessi perché il lockdown se  ha pesato parecchio in termini economici e finanziari,  ha sollevato problemi che non avevamo voluto vedere o che non conoscevamo, altrettanto deve anche averci insegnato qualcosa di duraturo, di solido e

Quali vini bere d’estate? A questa domanda risponde, tra gli altri, il Washington Post, selezionando cinque vini da tutto il mondo, due dei quali italiani: il Grechetto Colli Martani 2018 di Terre de la Custodia e la Falanghina Beneventano 2018 Le Origini. Nella rubrica settimanale ospitata sull’autorevole quotidiano della capitale statunitense, Dave McIntyre, critico enogastronomico e co-fondatore del sito di informazione “Drink Local Wine”, aperto alla scoperta dei vini di tutto il mondo, segnala “cinque deliziosi vini a prezzi convenienti”, inferiori ai 20 dollari. Scrive McIntyre: “se non hai ancora scoperto la straordinaria varietà di vini bianchi italiani, inizia con questo elettrizzante grechetto e con un'elegante falanghina”.  A proposito del Grechetto Colli Martani 2018 di Terre de la Custodia, McIntyre precisa: “Questo delizioso vino bianco presenta aromi e sapori di fiori bianchi e nocciole tostate”. Il valore aggiunto è una “sensazione generale di mineralità”, “come se stessi assaporando pura acqua di sorgente che zampilla dalle pietre”. Conclude il critico del Washington Post: “davvero, un vino delizioso. Godetevelo con frutti di mare o anche da solo”. “L’apprezzamento degli esperti d’oltreoceano è per noi un motivo di grande orgoglio”, assicura Giampaolo Farchioni, manager dell’azienda. “Siamo lieti di essere ambasciatori del gusto italiano nel mondo: