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Rubrica di Emanuela Medi
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Ripartire ora più che mai e ripartire anche  dall’enoturismo visto che il 2019 è stato segnato da  15 milioni di presenze( +6,74%)  con un fatturato  di ben 2,65 miliardi di euro. Numeri che secondo il rapporto dell’associazione Città del Vino smarcano il 2019 da un buon 2018 ma che non  sono in grado di confermare cosa avverrà nei prossimi mesi. Con la riapertura tra le regioni  e dei  collegamenti con l’estero si spera nel ritorno del turismo : non mancheranno momenti di incertezza ma l’associazione forte di suoi 500 soci non demorde e vuole ricominciare con adeguate condizioni ,misure sanitarie e il supporto del settore agro-alimentare-gastronomico “Ormai la cultura dell’enoturismo si è diffusa” è il commento del presidente Floriano Zambon “e quanto è successo in questi mesi non ci deve mettere nelle condizioni di fermarci. In questo momento, abbiamo bisogno di strumenti regionali e nazionali: l’appello è affinché i contributi siano tempestivi e le risorse siano condivise con il territorio e investite soprattutto sulle infrastrutture sia fisiche sia digitali” Già ripartire ma tireranno l’enoturismo i piccoli comuni con 5 mila abitanti  veri pezzi di storia, arte e cultura, faranno da traino le cantine che tra i tanti problemi sono  piene di scorte

E’ sempre più un bollettino di guerra: perdono tutti, ristoranti, bar, alberghi cantine, stabilimenti balneari.. per non parlare del turismo domestico tanto decantato ma già strozzato da mille regole. Non si sa più cosa inventarsi: l’enoturismo deve fare i conti anche con le molte cantine che preferiscono non aprire per le troppe regole all’interno, il turismo di montagna che non sa se si possono fare i pic nic e quante persone possono percorrere un sentiero, il turismo lento che diventerà lentissimo tanto da scoraggiare i più, gli stabilimenti balneari alle prese non più e soltanto con gli ombrelloni ma con tutti i certificati che attestano se si è parenti, amanti, amici o chissà chi, ora nel mirino dei cervelli degli stanziamenti , gli agriturismi la cui riapertura è stata fissata dal il 8 maggio ma già Ismea che a fare i conti è bravissima prevede una crisi senza precedenti per il 2020  di circa 970 milioni di euro, pari al 65% del fatturato. Questo è dovuto al crollo della domanda internazionale, con un 59% dei pernottamenti complessivi, che si traduce in mancati incassi stimabili in circa 700 milioni di euro.  Senza contare la mancanza della domanda interna con una perdita di circa 200 milioni di euro

Non poteva essere da meno il programma di Identità Golose  ricchissimo con la partecipazione di grandi chef: Philippe Léveillé, Christian e Manuel Costardi, Renato Bosco, Alfonso Caputo, Andrea Ribaldone con Enrico Marmo e molti altri ancora. Grandi professionisti che hanno dimostrato la volontà di reagire con fiducia ad un momento di straordinaria difficoltà.  Il nostro impegno è tornare ad accogliervi in piena sicurezza potendo contare su spazi ampi e sulla bella stagione che renderà ancor più gradevole scegliere un tavolo all’aria aperta, nel nostro dehors. Naturalmente vi aspettiamo anche a pranzo per gustare il menu estivo creato da Andrea Ribaldone e dal nostro resident chef Simone Maurelli con nuove e golose proposte studiate per l’asporto. Sarà un piacere tornare ad accogliervi in sicurezza, con un sorriso, in via Romagnosi 3! Abbiamo dovuto aspettare e pazientare, per lunghe settimane di lockdown, senza potervi accogliere nel nostro Hub. Ma ora, finalmente, ripartiamo con lo spirito che da sempre anima Identità Golose Milano e con la voglia di condividere serate piene di golosità. Ricominciamo, simbolicamente, proprio con il prestigioso ospite che aveva aperto il programma del secondo anno di via Romagnosi. Philippe Léveillé è un esponente della grande cucina francese che ha trovato in Italia una casa professionale e, poco dopo, anche familiare, grazie al legame instaurato con Daniela Piscini, già elegante e premurosa padrona di casa assieme al fratello Mauro. Così il Miramonti l’Altro di Concesio trova

Il Movimento Turismo del Vino (MTV) nazionale e regionale quest’anno propone un’iniziativa innovativa e al passo con i tempi denominata CANTINE APERTE “INSIEME”, un evento che porta come sempre a contatto il pubblico con le cantine e tutte le persone che lavorano il vino con racconti di produzione e di degustazione. Cantine aperte è un evento ormai storico, 25 anni all’attivo, quest’anno diventa “smart, online e social” in attesa di poter ospitare quanto prima appassionati nelle cantine; oggi i produttori si raccontano in due giornate densa di incontri. Il 30 e 31 maggio i wine lovers si uniranno per un brindisi social, dirette di degustazioni e un grande fine settimana all’insegna del vino, tutto sotto l’hashtag ufficiale di #CantineAperteInsieme. La presidente Valentina Togn Presidente di MTV Trentino-Alto Adige ha esplicitato durante la l’intervista per la presentazione dell’evento che “Abbiamo ideato un’edizione speciale di Cantine Aperte, online, visto che l’evento non si potrà svolgere nelle modalità tradizionali. Sarà comunque un modo di restare in contatto con gli enoturisti, portando uno degli appuntamenti più amati direttamente nelle loro case e continuando a lavorare per la ripresa del settore enoturistico, non appena sarà possibile.” Tra le regioni italiane la capofila dal punto di vista organizzativo dell’evento

Crisi nera anche per questo settore che privato degli  eventi in piazza, dei ritrovi musicali, dei momenti di aggregazione estivi, rischia di perdere centinaia di posti di lavoro. Un interessante report  del Gambero Rosso  indica che anche il Financial Times” prefigura la difficilissima estate di food truck e affini alle prese con le criticità di una somministrazione che complica, per la sua natura intrinseca, il rispetto delle norme di sicurezza e del distanziamento sociale. “In Italia- riporta l’articolo - la situazione preoccupa non poco gli addetti ai lavori, che lamentano peraltro di essere stati lasciati indietro, dimenticati dalle istituzioni a fronte di perdite stimate in circa 200 milioni di euro negli ultimi due mesi e mezzo di paralisi. Legato alla tradizione gastronomica italiana in tutte le sue varianti regionali, il cibo di strada dà oggi lavoro a 25mila operatori: delle 180mila attività di commercio al dettaglio in area pubblica censite da UnionCamere, infatti, il 18,5% è specializzato nella somministrazione di cibo e bevande. Di queste, sono 3500 le attività su ruota registrate (i cosiddetti food truck e simili) e 20mila le realtà che possono disporre di un gazebo su strada, afferenti alla categoria degli ambulanti (ma con licenza di somministrazione itinerante, che, vedremo, complica le cose). Tutti, dall’inizio del

Quasi 1 consumatore su 3 (31,8%) ha aumentato i suoi consumi di birra durante il lockdown e l’online è stata la modalità d’acquisto preferita in quarantena. Il dato emerge da un sondaggio esclusivo realizzato dall’Associazione Le Donne della Birra tra il 23 aprile e l’11 maggio.   COMUNICATO STAMPADalle 650 interviste raccolte online presso un campione selezionato di consumatori ‘esigenti’ di birra (elevata la presenza di professionisti del settore) è emerso che 6 consumatori su 10 (61,5%) hanno fatto acquisti di birra affidandosi al web: il 22,5% facendo ricorso a piattaforme di e-commerce e il 39% direttamente dallo shop online dei vari birrifici, pub o beershop. A seguire il supermercato, scelto dal 43,2% del totale intervistati, mentre prima si fermava al 36,2%. Il tutto ovviando alla chiusura dei locali pubblici, prima nettamente preferiti dal nostro campione nel 77,9% dei casi Nel bicchiere soprattutto artigianali italianeIl lockdown ha spinto inevitabilmente a cambiare le proprie modalità di acquisto facendo ricorso in modo massiccio all’online. Oltre a rivelarsi una modalità pratica ed efficiente in periodo di quarantena, l’e-commerce ha avuto anche il vantaggio di far scoprire ai consumatori nuovi prodotti. Quasi 1 consumatore su 2 (45,4%) ha affermato di aver cambiato (in parte o totalmente) abitudini

Estensione dell'obbligo di etichette con l'indicazione dell'origine degli alimenti . informazioni sul loro valore nutritivo, dimezzamento dei pesticidi e degli antibiotici usati nei campi e negli allevamenti, stanziamento di 20 miliardi l'anno a tutela della natura: questi i principali obiettivi per il 2030 delle strategie sulla biodiversità e sul sistema agroalimentare presentate ieri dalla Commissione Ue nell'ambito del Green Deal. I commissari Frans Timmermans e Stella Kyriakides hanno presentato due dei pilastri del Green Deal europeo: la strategia per la biodiversità, con nuovi obiettivi fissati al 2030, e quella Farm to Fork (dal campo alla tavola) per il piano alla sostenibilità del sistema agroalimentare europeo. La crisi sanitaria ha dimostrato “quanto siamo vulnerabili alla crescente perdita di biodiversità e quanto sia cruciale un sistema alimentare ben funzionante per la nostra società- ha detto Frans Timmermans-  anche da un punto di vista economico. La Commissione stima infatti che a livello globale sistemi alimentari sostenibili possano creare nuovo valore per oltre 1,8 trilioni di euro.  Per quanto riguarda  le misure  fissate per il 2030, Bruxelles vuole portare a coltivazione bio il 25% dei terreni agricoli  l’Esecutivo ha presentato anche un’agenda di iniziative legislative. Nel 2022 sono previste due proposte sull’etichettatura, una per l’indicazione di origine obbligatoria degli alimenti, l’altra per informazioni chiare

Per il primo fine settimana dopo la riapertura di bar e ristoranti  la FIPE( Federazione Pubblici Esercizi) lancia il suo appello alla responsabilità invitando i gestori a rispettare e far rispettare le norme prescritte in materia di sicurezza sanitaria“  La sfida è riportare i clienti nei locali–, garantendo il massimo della sicurezza”, così la Fipe invita anche i cittadini a evitare gli assembramenti  per una sana movida. Per quanto riguarda l’aumento dei bar  Aldo Cursari Vicepresidente Vicario Fipe  dichiara”  “Attaccare in modo indiscriminato l’intero comparto, alzando un polverone ingiustificato sull’aumento dei prezzi, non è soltanto discutibile sul piano della responsabilità ma anche in termini legali, ecco perché come Federazione metteremo in campo ogni iniziativa per tutelare l’immagine della categoria. Molti imprenditori hanno riaperto per dare un segnale di fiducia pur consapevoli che in tanti casi i costi saranno ben superiori agli introiti a causa dei pochi clienti, altro che rincaro dei prezzi”.. Una sfida raccolta  da gran parte della categoria che rilancia sulla sicurezza invitando la gente ad evitare inutili assembramenti, come successo in alcune zone d’Italia. Situazioni pericolose che potrebbero portare alla chiusura dei locali e inferire un altro duro colpo a un settore già duramente provato da circa

“Abbiamo dovuto convincere membri del Governo e delle forze della maggioranza che nelle misure  che si andavano ad adottare ci doveva essere un pezzo importante destinato ai segmenti  quali la ristorazione, la trasformazione e la viticoltura penalizzati dal covid-19,perché dobbiamo scommettere sulla ripresa” Parole di Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche Agricole intervenuta al Webinar organizzato da Helmut Kocher per presentare l’edizione di Merano WineFestival in programma dal 6-10 Novembre.” Ne usciremo sapendo che paghiamo un prezzo certamente alto e non subito - sottolinea il Ministro- ma ne dobbiamo uscire con una qualità non intaccata: oggi la mia priorità è questa, sostenere la filiera della qualità perché è quello in cui abbiamo pagato in questi mesi un prezzo molto alto ed è quello in cui avremo più difficoltà. Helmuth Köcher Non a  caso ho chiesto al Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli  ieri di mettere in piedi un tavolo della ristorazione perchè io penso ,   se la ristorazione è il punto attraverso il quale si consuma il vino di qualità  e se noi non riapriamo mettendo insieme i ristoratori e la produzione quindi l’agroalimentare  di cui ovviamente   il vino è parte, noi non riusciamo ad affrontare  la situazione .Così come

Con un piatto simbolo dell’Italia  che riparte  la carboBionara  da mercoledì 20 maggio riaprono i ristoranti di Eataly : Roma Ostiense, Eataly Milano Smeraldo, Eataly Trieste, Eataly Genova, Eataly Bologna e Eataly Bari; sabato 23 maggio è la volta di Eataly Torino Lingotto e Lagrange, Eataly Pinerolo, Eataly Piacenza e Eataly Firenze, mentre lunedì 25 maggio riaprono Eataly Monticello d'Alba e Eataly Forlì. Nei luoghi che più rappresentano i piccoli produttori italiani e le loro eccellenze   è possibile pranzare o cenare in sicurezza grazie ad un importante lavoro fatto sulla formazione del personale, sugli spazi dei ristoranti e sull'offerta enogastronomica. La carBIOnara, realizzata con il mezzo pacchero pasta di Gragnano IGP Afeltra, le uova di Claudio Olivero, il guanciale La Granda e il pecorino romano DOP Cibaria si  può gustare in tutti i ristoranti di Eataly accompagnata da una simpatica novità,  le mascherine personalizzate indossate dal personale di sala  per ristabilire il sorriso, da molti mesi precluso alla vista.  “Affrontiamo questa ripartenza della ristorazione in tutta Italia con tanta voglia di ricominciare e profondo senso di responsabilità – commenta Nicola Farinetti, Amministratore Delegato del Gruppo – Abbiamo lavorato molto per offrire ai nostri clienti la migliore delle esperienze possibili, mantenendo alto il