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Rubrica di Emanuela Medi
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Oggi nelle librerie e online la trentesima edizione di” Osterie d’Italia” la guida firmata da Slow Food Editore. Facile da consultare e ottima compagna di viaggi alla classica” chiocciola “che segnala le eccellenze e la”  bottiglia “ che premia la selezione dei vini più interessanti e rappresentativi del territorio, Marco Bolasco e Eugenio Signoroni hanno pensato a nuove indicazioni come la segnalazione di osterie vicino alle stazioni ferroviarie e ai caselli autostradali.

Torna nella capitale dal 19 al 22 settembre presso l’Auditorium Parco della Musica. Taste of Rome l’appuntamento più interessante dell’anno della capitale : versatile, professionale, interessante, accessibile a tutti per le numerose offerte di classe   per il buon gusto, il rigore, l’accoglienza, i servizi che voglio essere ineccepibili. Una macchina ben collaudata quella di Beit. Events giunta all’ottava edizione, che assieme a numerosi partners darà vita ai 4 giorni   il cui filo conduttore è i colori nel piatto” Vogliamo dice   Silvia Doriga, Founder e Ceo di Beit Events mettere nel piatto le sensazioni che ci danno i colori per far conoscere l’evoluzione della cucina sempre più condivisa”Tra le tante novità” la Scuola di Cucina” per mettere  le mani in pasta insieme ai grandi chef e il” Salotto del vino”, partner  Trimani storica enoteca della capitale ,che con i 4 Wine Bar darà la possibilità di trovare più di 60 etichette pensate per accompagnare ricette originali che 14 chef realizzeranno per questa edizione. Molte le migliori produzioni  laziali che si stanno distinguendo per passione, impegno e fantasia. Allegra, l’iconico calice di Pasabahce, sarà il bicchiere ufficiale di Taste of Rome www.tasteofroma.it

L’Italia del vino con un saldo di 6 miliardi di euro può sentirsi soddisfatta in fatto  di export: secondo i dati dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor nel primo semestre la crescita è stata  del +3,3% a valore, anche se sotto la media degli scorsi anni”  il saldo commerciale - dice Giovanni Mantovani direttore generale di Veronafiere- dimostra che questo comparto va salvaguardato perché ha la maggiore incidenza su tutti  gli altri. Per questo dice ancora Mantovani- bisogna puntare ancora di più sui paesi esteri e sulla crescita della fascia premium”  Il primo semestre in calo- osservano gli esperti- risente del calo del prezzo medio, della caduta dello sfuso e la minore contrazione dell’imbottigliato Nel complesso nel mondo il vino italiano ( sfuso compreso) è venduto a 2,9 euro il litro e nell’Unione Europea a 2/3  euro il litro Per quanto riguarda l’export le piazze migliori sono Giappone, Canada e Corea del Sud per effetto dei trattati di libero scambio, inferiore in America rispetto alla media del mercato e in Cina dove trionfa lo sparkling

CI siamo, come ogni anno è giunto il periodo della vendemmia, che si sta effettuando proprio durante queste settimane, e che vedrà una produzione di poco più bassa rispetto a quella record dello scorso anno, ma comunque buona. Parliamo di un volume di circa 46 milioni di ettolitri contro i 55 dello scorso anno (-16%). I dati sono forniti dalla collaborazione, per la prima volta, da Unione Italiana Vini, Assoenologi e Ismea. Bene anche le esportazioni di vino italiano, che fanno registrare una crescita dell’11% a volume e del 5,5% sui prezzi. Anche quest’anno la vendemmia più produttiva d’Italia si registra in Veneto, prima in classifica con i suoi 11,2 milioni di ettolitri, seguita poi dalla Puglia, la cui vendemmia è stimata sugli 8 milioni di ettolitri e dall’Emilia Romagna, con i suoi 7,5 milioni di ettolitri. A seguire troviamo Sicilia, Abruzzo, Toscana e Piemonte. Anche quest’anno dunque l’Italia dovrebbe mantenere la propria leadership produttiva grazie ai suoi 46 milioni di ettolitri contro i 43,4 stimati per la Francia ed i 40 stimati in Spagna dai relativi ministeri dell’agricoltura. Una parte di questo ottimo risultato, seppur in lieve calo in termini numerici, è da attribuire alle Cooperative ed ai Consorzi del mondo del

“C’è molto da fare  per una agricoltura di qualità, attrattiva per i giovani, competitiva  in un contesto certamente difficile come l’attuale dove si parla più di export e barriere che di investimenti. Bisogna   creare posti di lavoro , incentivare le imprese e valorizzare quella tipicità il vero biglietto da visita del nostro Made in Italy”.. Ha dettato da subito  poco dopo il giuramento alcune linee programmatiche, Teresa Bellanova  scelta da Giuseppe Conte, su indicazione del Partito democratico, come il nuovo ministro dell'Agricoltura. Salentina doc, Bellanova ha un passato e non di poco conto  nel mondo agricolo come sindacalista Cgil a fianco dei braccianti impiegati nelle campagne pugliesi nella  lotta al caporalato.. In Cgil ricopre diverse funzioni: coordinatrice regionale delle donne della Federbraccianti in Puglia, poi segretaria generale provinciale della Flai (agroindustria) Cgil di Lecce, poi ancora come segretaria generale della Filtea Cgil (tessile-abbigliamento) di Lecce e infine dall'8 settembre 2000 diventa componente della segreteria nazionale della Filtea con delega alle politiche per il Mezzogiorno, Insomma un curriculum che la porta in politica dove entra nel 2006 con le elezioni nella Commissione Lavoro. Un impegno costante che ha un suo imprinting” l’ indagine conoscitiva approvata alla unanimità  dalla XI Commissione sul caporalato, lavoro nero e sfruttamento della manodopera.”

Modigliana, dal 7-8-9 settembre  è protagonista della terza edizione di un evento che ha molto da dire e da farsi.. degustare: protagonisti    i vini Modigliana 2018 e  Modigliana Riserva 2016( e altri vini)  presentati da  11 produttori  aderenti al gruppo Stella dell’Appennino: “un progetto che ben rappresenta- come scrive Giorgio Melandri giornalista e anima di Modigliana-“ questo angolo di Romagna in cui  la definizione di terroir si realizza nella sua complesssità di territorio, uomo e ambiente” Un angolo di Romagna, considerato come dice Jancis Robinson, la più importante giornalista del vino del mondo- uno dei territori emergenti del vino italiano- tanto da conquistare recentemente  la Menzione  Geografica aggiuntiva Qui il Sangiovese che ben esprime le caratteristiche dei suoli  che li rappresenta, regala sensazioni gusto-olfattive  con il frutto maturo e i tannini corposi delle argille  sia con la sapidità, la raffinatezza e l’eleganza delle marne. Suoli poveri ignari di essere protagonisti di vini incredibili e che oggi trovano la giusta visibilità in eventi come Modigliana 2019 . Aspetto “ Stella dell’Appennino” , Sangiovesi inediti, incontri con produttori dal temperamento generoso, cena  firmata dal grande cuoco italiano  Cristiano Tomei, visite guidate del territorio ..  la degustazione dei vini di montagna guidata da Walter Speller..

“E’ un pasticcio fortunato come il Prosecco, speriamo NO.. scandali, ma tutti sanno che l’Amarone è almeno per metà del Salento e pochi sanno da dove arriva l’altra metà” Non sono parole tenere quelle dette a Vinosano  dall’enologo Donato Lanati attualmente in Traccia a inseguire le tracce dei vitigni primordiali. TERREGIUNTE il vino meglio il blend tra vini prodotti in Regioni diverse (non è certamente il primo), sigla un accordo non da poco tra il giornalista ora produttore a Manduria Bruno Vespa, “ Mr Amarona” Sandro Boscaini  , auspici gli enologi Cotarella e Dal Cin  sotto la sponda politica di Zaia ed Emiliano, che faccia parlare molto di se meraviglia  soprattutto per il modo come è stato presentato . Parliamo di comunicazione nei confronti della quale si sono risentiti un poco tutti a partire dai consorzi interessati Valpolicella e Primitivo di Manduria. Andrebbe ricordato- come spiegano autorevoli enologi- che se si mescolano due vini a Denominazione di Origine, una DOC e una DOCG si ottiene semplicemente un vino nel caso rosso  perché non vi è nessuna indicazione geografica. Dalle attuali norme è infatti vietato fare menzione di zone o vini a DO quando si parla di vini senza riferimento geografico e

Un rito antichissimo quello della vendemmia addirittura risalente a 10.000 anni  a.c.  nelle zone della Mezzaluna Fertile, una cerimonia religiosa di ringraziamento agli dei che  a Roma  veniva chiamata” Vinalia Rustica” il 19 di Agosto in onore di  Giove che dava ufficialmente il via alla vendemmia cui partecipava la famiglia o la cerchia famigliare dando così un carattere sociale e conviviale all’evento. Certo con l’introduzione di strumenti meccanici il momento della vendemmia ha perduto parte del suo valore festivo pur tuttavia in molte zone d’Italia si continua l’usanza di raccogliete le uve per mantenere proprio il valore sociale che si cela dietro questa attività A partire da ViniMilo, l’edizione n. 39 della storica festa pre-vendemmia dedicata alle produzioni vinicole d’eccellenza made in Etna, che dal 23 agosto all’8 settembre,  riunisce a Milo  i grandi produttori di tutto il territorio, con sconfinamenti in tutta Italia, Europa e territori vulcanici. Ventuno fra cene a tema, degustazioni di vini e spumanti dell’Etna, formaggi di pascolo e olii Dop siciliani, oltre a tavole rotonde (fra cui enoturismo, sviluppo sostenibile, vigneti “eroici” e confronto fra territori Unesco Etna e Val d’Orcia, in Toscana; due weekend dedicati al grande pubblico, con lo street food siciliano e le

Manca poco più di un mese – 41 giorni, per la precisione – alla manifestazione internazionale dedicata al mondo dei formaggi e dei latti.: un quattro giorni a Bra  dove i protagonisti sono i formaggi da apprezzare nel gusto, tatto e olfatto con una marcia in più. Slow Food pensa al futuro legato ai prodotti tipici tradizionali “ riconsegnandoli- come dice lo storico del cibo Massimo Montanari- alla propria storia e al proprio territorio, senza nostalgia del passato”.