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Rubrica di Emanuela Medi

marzo 2016

Finalmente ci siamo! A giorni, precisamente l’8 di Aprile a Roma, verranno presentati i primi risultati del ” Progetto Italian Taste”. Il progetto firmato dalla Società Italiana delle Scienze Sensoriali ha visto la partecipazione di numerosissimi soci aderenti a centri di ricerca universitari e di aziende, in particolare alimentari: obiettivo realizzare un grande data base sulle preferenze alimentari e i gusti degli Italiani per creare i tanti profili dei consumatori e definire, non il gusto degli Italiani, ma i gusti degli Italiani. Un progetto ambizioso della durata di tre anni, e che ha al suo attivo già i primi 1310 test relativi al primo anno. Già loro ci diranno molto visto che sono stati esaminati le tendenze- amaro, dolce, acido e anche l’astringenza, per le bevande alcoliche, l’impatto psicologico, genetico, le attitudini, le preferenze. Anche il numero delle papille sono oggetto di un ampio studio di Sara Spinelli, Semiosensory della SISS: in pratica ”dimmi che bocca hai e ti dirò chi sei”. “Ci sono persone- dice l’esperta- che sono più sensibili ad un composto che si chiama PROP, che ha un sapore amaro. Alcuni non lo sentono proprio e non sentono alcun sapore ed è una cosa abbastanza comune. Altri 

E’ vero non si dovrebbe fumare, ma per le accanite ogni tanto qualche notizia buona c’è anche per loro! E’ stato dimostrato che l’alimentazione ha un ruolo insostituibile nel ridurre lo stress ossidativo cellulare, noto fattore di rischio di molte malattie croniche. Nella continua e devastante battaglia tra gli antiossidanti (sostanze buone) e i radicali liberi (sostanze cattive prodotte dal nostro organismo) si può sviluppare, un processo ossidativo che induce danni a livello cellulare di molti organi, cuore, cervello, pancreas ecc. Alcuni alimenti sono in grado di promuovere la fisiologica attività antiossidante del’organismo: tra questi alimenti il vino, caffè, cioccolata, frutta, verdura e  frutta a guscio. Una conferma viene dai risultati dello studio E3N/ EPIC, che ha coinvolto 74.508 donne francesi, nate tra il 1925 e il 1950, le cui abitudini alimentari e stili di vita sono stati seguiti per circa 16 anni con questionari bi-triennali. Si è quindi studiata la correlazione tra la potenziale efficacia antiossidante della dieta e lo sviluppo di malattie croniche o la mortalità. Nella analisi finale è emersa la riduzione lineare della mortalità totale, parallela all’aumento dl consumo di vitamina C ed E, betacarotene e Polifenoli. Il rischio minore di malattie croniche e di morte

L’uomo più vecchio del mondo è Yisrael Kristal, sopravvissuto all’orrore di Auschwitz Guinness of Records ha certificato i suoi 112 anni e 178 giorniUn’altra interessante ricerca sull’azione antiossidante del vino rosso è lo studio dell‘Unità di Gerontologia e Geriatria del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze. Il lavoro parte dalla evidenza che la dieta mediterranea sia associata a una migliore aspettativa di vita e dimostra come il vino rosso abbia un effetto protettivo contro lo stress ossidativo. La ricerca ha preso in esame un gruppo di 26 ultracentenari di età compresa tra i 100-105 anni, di cui 17 erano donne e 7 uomini. La maggior parte di questi erano modesti bevitori di vino (meno di 500ml al giorno di vino rosso) pur tuttavia sono stati divisi in tre gruppi:-Soggetti che mantenevano l’abituale stile di vita negli ultimi tre anni-Soggetti modesti bevitori-Soggetti astemiI risultati dello studio hanno dimostrato che un deterioramento della dieta era causa di un impoverimento della capacità totale antiossidante ( TAC), del fattore di crescita insulinico (IGF-1) e del dehydroepiandrosterone-solfato. L’assunzione di vino rosso ha dimostrato di poter agire contro questo trend anche se questa protezione non è ancora statisticamente significativa.