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Rubrica di Emanuela Medi
 

Vinitaly  2018, ancora più internazionale, green e digitale

Non mancherà di stupire la 52 edizione di Vinitaly, il più grande salone del mondo dedicato al settore del vino e dei distillati che si svolge a Verona dal 15 al 18 Aprile. Sempre ricchissima di eventi, un unicum espositivo a livello internazionale grazie anche alla  compresenza di Sol&Agrifood, salone internazionale dell’agroalimentare di qualità,e di Enolitech altro appuntamento internazionale con la tecnologia innovativa  applicata alla filiera del vino e dell’olio.

Parliamo di numeri: aumentato del 25% il  numero degli espositori esteri presenti all’interno del padiglione international_Wine Hall, sold out degli spazi già dal dicembre 2017, aumento delle delegazioni commerciali di 58 Paesi, una media di operatori provenienti da 104 nazioni, e una presenza di 4.200 espositori  Numeri importanti certo ma che non lasciano spazio alla grande sfida che il nostro paese deve affrontare sui mercati internazionali.

L’Italia cresce (+ 6,2%) ma incentrata su tre grandi mercati: Usa, Inghilterra e Germania. La Francia vola (+9,9%), imponendosi in Asia. Ma ci sono altri numeri da tenere presente: la grande rassegna che si è tenuta da poco a Dusserdoff in Germania con 7 mila operatori contro i 4 mila di Vinitaly e 150 mila visitatori contro i 120 mila di casa nostra grande. Non solo i dati export ci danno una grande medaglia con 5,9 miliardi di fatturato  a testimonianza della grande qualità in vigna e in cantina ma non sui mercati, per noi incentrati su tre pesi in cui vendiamo il 53% della esportazione. “ L’obiettivo dichiarato- ha detto il presidente di VeronaFiere Maurizio Danese– è quello di essere sempre di più una piattaforma per gli affari delle aziende del comparto e  strumento di servizio per le istituzioni e il sistema delle imprese”

Tante le novità a partire dall’area green con  “ Vivit”, VinitalyBio, e Fivi :  sigle espressione di una nuova enologia non più nicchie  ma una realtà  di mercato che stà modificando la geografia dei consumi e dei vigneti, con interi territori convertiti alla produzione biologica e con la presenza di moltissimi produttori che vogliono valorizzare il  legame del proprio vigneto con il territorio. Dalla ricerca Vinitaly/IRI emerge che le vendite di vino bio sulla distribuzione organizzata sono cresciute nel 2017 del 45,3% in volume  del 40,5% quella degli spumanti per un totale di 4 milioni di litri e 25 milioni di euro.” Il futuro sui mercati, i mercati del futuro” una ricerca di Wine Monitor indica che in paesi maturi come la Germania, dove la domanda dei vini italiani è prevista crescente, il vino biologico sarà una key factor per il nostro export.

Nel calendario degli eventi non potevano mancare i cooking show, veri e propri workshop, dove si impara  ad esempio a usare correttamente l’olio extravergine di oliva crudo o cotto  per esaltare sapori e qualità salutistiche, e poi ancora story teling e curiosità: in primo piano la Toscana , il Lazio e la Calabria con le sue unicità a base di cedro e bergamotto , la Campania con i limoni della costiera amalfitana e la storia vera di Biancolilla Centinara, Pomodoro Corleonese, e Fiori di Origanò nati dalla promessa di un bambino italo-americano alla nonn, di tornare nella terra promessa.

E poi ancora birre per tutti i gusti, da breakfast, da meditazione, strong e da brindisi tra vecchi e nuovi abbinamenti con il cibo  Certo le Regioni faranno la loro parte a partire dalla Sicilia che si presenta con 144 aziende, 22 Doc e 1 Docg, Cerasuolo di Vittoria econsorzi importanti come l’Etna vinni Doc che  rappresenta 43 imprese.

Vinitataly che non smentisce la sua fama di grandi eventi del gusto  è preceduto il sabato 14 Aprile da un evento organizzato da OperaWine in cui saranno presenti 107 aziende di tutte le regioni italiane, selezionate dalla rivista Wine Spectator.

Ma loro i wine lovers dove sono? Sempre più fuori dall’arena, per le piazze e le vie della città in un pericoloso sdoppiamento di Vinitaly con due anime: chi dentro, chi fuori.

Emanuela Medi, giornalista , sommelier

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino