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Rubrica di Emanuela Medi

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    Il Chianti Classico sta avendo un ottimo riscontro sui mercati, gode di ottima salute, con un fatturato “di distretto” che supera i 700 milioni di euro, un valore di imbottigliamento pari a 400 milioni, ed ha appena lanciato sul mercato due ottime annate, la 2016 e la 2015 con la Riserva e la Gran Selezione: quest’ultime hanno impressionato la critica per ariosità degli aromi, complessità e progressione polposa in bocca.

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    Il 2017 è stato un anno difficile per i vini Italiani. È quanto afferma Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, all’ultimo Consiglio Nazionale UIV per il 2017, che si è tenuto a Roma Sono diversi gli aspetti che giustificano le sue affermazioni: “Le aziende agricole italiane hanno risentito degli effetti dei cambiamenti climatici e della perdita della leadership negli  Stati Uniti. Oltre ciò, nel comparto dell’export perdiamo terreno, a causa di un sistema amministrativo e burocratico che ci toglie qualcosa in termini di competitività.  C’è bisogno del supporto delle istituzioni per creare nuovi impulsi in un settore che è radicato al territorio ma che deve essere proiettato in ambito globale con strategie specifiche”. Altra nota dolente di riguarda il sistema autorizzativo che regola l’aumento delle dimensioni di una azienda agricola. Abbona snocciola dei dati molto interessanti:  la superficie vitata media di una azienda vitivinicola in California è pari da 36 ettari, in Sudafrica a 30, 13,5 in Cile, 30 in Australia, a fronte di soli 1,8 ettari di superficie media in Italia.Urge dunque un cambiamento nella regolamentazione di un aspetto così cruciale per la competitività dei nostri vini nel mondo. Una buona notizia però arriva dal recente accordo di libero scambio commerciale tra Unione

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    Ultimissime battute, è il caso di dirlo, degli Internazionali di Tennis di Cortina, 24-30 Luglio, ospitato dal Country Tennis Club di Cortina. E’ possibile celebrare un importante evento sportivo senza le bollicine? Assolutamente no, soprattutto quando le bollicine sono firmate da Serena Wines 1881. Ai vincitori il Prosecco D.O.C. Treviso- Spumante Extra Dry. Prodotto da uve glera, spumantizzato con metodo Charmat. Ha un gusto fresco e un perlage decisamente vivace. Si offre alla vista con un brillante colore giallo paglierino dai riflessi verdolini. Al naso: sentori di fiori bianchi e mela golden. Al palato, risulta una piacevole vena zuccherina che ben si accorda alla eleganza e alla morbidezza del Prosecco.

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    Si sono incontrate per un serrato confronto tra due culture: l’Università e la cultura del vino e dell’olio. E’ accaduto a Roma, il 3 Luglio al “10 Forum Internazionale della cultura del vino e dell’olio” organizzato dalla Fondazione Italiana Sommelier. ”Abbiamo bisogno - ha detto il Rettore dell’Università Luiss, Prof.ssa Paola Severino- di formare figure nuove di professionisti adatte a un mondo che cambia e il mondo dell’agricoltura è molto cambiato. Io credo che il dovere delle Università sia quello di fare dei master e la Luiss ne aprirà uno sull’agroalimentare, per la prima volta anche in Inglese, a partire dal prossimo anno”. Cultura del vino ”60 milioni di italiani lo bevono ma pochissimi conoscono quello di qualità. -dice Franco Maria Ricci Presidente della Fondazione Italiana Sommelier- Il nostro paese rimane ancora troppo lontano dal comunicare questa cultura”. Una cultura di cui tutti parlano, sbandierata, reclamata da un parterre di eccezione presente all’evento, ma che di fatto non esiste, come materia d’insegnamento, nemmeno negli Istituti professionali . Ci vuole una proposta di legge che affannosamente si cerca di far approvare! “L’Italia sta voltando pagina -dice Oscar Farinetti- non è vero che siamo in una fase di stallo , il nostro vino va bene, la

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    E’ uno degli appuntamenti più seguiti dai wine&food lovers: dal 2 al 16 giugno vino,  grandi chef, arte cultura, natura e sport animeranno uno dei territori più vocati e famosi per le bollicine, del nostro paese.Ci piace segnalare le due giornate clou: il 17-18 giugno con le cantine aperte a micro eventi a tema,visite guidate e degustazioni. Aperte al pubblico anche le aziende di prodotti tipici e distillerie, che  sveleranno ai visitatori i segreti delle loro lavorazioni. Ristoranti, trattorie, agriturismo e wine bar offriranno personalissimi Menu festivalDomenica 18 si replica ma con momento diciamo “molto allettante” che vedrà tutti i protagonisti della Franciacorta ritrovarsi nello storico e scenografico Palazzo Monti della Corte  di Nigoline di Corte Franca per un raffinato Brunch Pic Nic con piatti d’autore. Nemmeno a dirlo Chef locali e Chef ospiti daranno il meglio di sé con insospettate creazioni. La solita bevuta e mangiata? Onestamente no, il festival d’Estate propone molti momenti di cultura per conoscere il territorio antichissimo, i vitigni autoctoni e la nascita della grande storia delle” bollicine” raccontata da grandi e piccoli imprenditori  che hanno creduto nel loro patrimonio ampelografico.

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     Il vino come” variante dello stile di vita degli italiani”: lo definisce così uno studio presentato dal Censis in occasione della assemblea annuale di  Federvini tenutasi a Roma il 17 Maggio, in cui è stato riconfermato presidente Sandro Boscaini, patron di Masi. Da sempre parte integrante della buona dieta  italiana, il vino dal 1983 non ha visto ridursi la quota dei consumatori che è rimasta sempre al disopra del 50%( il 51,7% nel 2016) Si è invece ridotta la quota dei grandi consumatori cioè di coloro che ne bevono oltre mezzo litro al giorno) passando dal 7,4 del 1983 a ad appena il 2,3% del 2016. I due andamenti indicano in sostanza che i consumatori di vino nel nostro paese sono tanti, ben 28 milioni, e che il vino è un bene di tutti e per tutti, da consumare con maturità e attenzione alla qualità. Per quanto riguarda l’età: il 54,6% degli italiani hanno 65 anni e oltre, il 58,4%  età compresa tra i 35 e 64 anni, il 48,6%, i giovani  tra i 18-34 anni. Nell’acquisto del vino- rileva l’indagine- conta la provenienza italiana con il marchio certiificato, il fattore che maggiormente influenza la scelta tanto da determinare anche

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    IN EUROPA È SCELTO DAL 34,9% DEI WINE LOVER, CONQUISTANDO SEMPRE DI PIÙ GIOVANI E DONNE. A DIRLO IL SONDAGGIO DI SUDVINBIO, CHE TORNA CON IL SALONE MILLÉSIME BIO, A MONTPELLIER, DAL 25 AL 27 GENNAIOIl vino biologico è uscito dalla nicchia, ed ormai veicola i consumi della Vecchia Europa, dove il 34,9% dei wine lover ha già bevuto almeno una volta una bottiglia di vino bio, una scelta sempre più popolare tra i più giovani e tra il pubblico femminile, come emerge dal sondaggio di Sudvinbio, l’associazione nata dai produttori bio della Languedoc-Roussillon nel 1991, ed oggi in prima fila nella promozione a livello europeo con il salone Millésime Bio (di scena a Montpellier dal 25 al 27 gennaio, www.millesime-bio.com).A livello europeo, emerge un dato interessante dal sondaggio Sudvinbio: il Paese in cui il vino è più popolare non è la Francia, come si potrebbe facilmente ipotizzare, ma la Svezia, dove il 72,5% della popolazione beve ed apprezza il vino, mentre in Uk la percentuale è del 71% ed in Francia del 69,5%. I francesi, invece, sono i più attenti alla tracciabilità di ciò che mangiano e bevono, preoccupazione che accomuna l’87,1% dei cittadini d’Oltralpe su una media europea del 77,8%. Tornando

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