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Rubrica di Emanuela Medi

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ottobre 2015

Forse nessuna cosa più dei versi danteschi può farci comprendere come la forza del vino possa apparire una metafora della forza dello stesso spirito vi che si nasconde nella natura. Nella Divina Commedia Dante per spiegare il mistero della nascita dell’anima umana, evoca la trasformazione dell’uva in vino( Purgatorio ;XXV; 76-78” e perché meno ammiri la parola, guarda il calor del sol che si fa vino, giunto a l’omor che de la vite cola”. Il poeta, sulla scia della Somma Teologica di Tommaso d’Aquino, per far comprendere uno dei misteri più importanti della religione cristiana, vale a dire come Dio riesca ad infondere l’anima intellettiva negli essere umani in modo che questa produca l’inimitabile singolarità di ogni individuo, ricorre all’esempio della vite. Come nell’uva il calore del sole si fonde con la forza della vite e si trasforma nel vino, così Dio intervenendo nel processo di sviluppo del feto, ad un certo punto gli infonde la forza dell ‘anima che è parte stessa dello suo sacro spirito. Ed è anche per questa antica idea di una sacralità insita nel vino stesso che la proibizione di somministrare il vino ai laici- ad un certo punto

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La struttura molecolare della pianta è un argomento di ricerca di grande interesse.Lo affermano due progetti differenti, accomunati però dallo stesso obiettivo: dimostrare l’importanza di questo ambito anche per i vini di domani_Cominciamo con un’analisi del Cra-Vit coordinata dal professor Calò sulla biodiversità_Proseguiamo con gli studi del Gruppo Tecnico Masi sui geni della Corvina e di altre varietà in fase di appassimento per comprendere quale sia la più adatta all’AmaroneCon un “piccolo gruppo di lavoro”, nell’ambito del Cra-Vit (scusate le sigle, ma di altro non si tratta che dell’ex Istituto sperimentale per la Viticoltura con sede a Conegliano, Treviso), abbiamo affrontato da tempo il problema della sicura distinzione e caratterizzazione dei vitigni.Siamo partiti con approfondimenti ampelografici; siamo passati a misure ampelometriche fino a registrazioni colcomputer di silhouette della foglia tipo; abbiamo saggiato il valore degli isoenzimi, per approdare, naturalmente, all’analisi del Dna con i microsatelliti. Fate poco caso ai termini specifici, si tratta d’analisi ormai consolidate, che non possono essere nominate diversamente e che danno informazioni sicure. A un certo punto, constatato che la distinzione fra vitigni era diventata routinaria, abbiamo spostato l’attenzione sulla possibilità di scrutare la variabilità all’interno delle popolazioni varietali e ciò, come vari altri colleghi, per

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Studio dell’Università Ben-Gurion del Negev, Israele.La notizia è stata ampiamente ripresa dai media. In realtà a noi non stupisce perché il capitolo V di Vivere Frizzante - edito Diabasis - è interamente dedicato all’azione dell’alcool nel diabete di tipo2. Infatti il Documento di Consenso cui hanno collaborato le principali Società Scientifiche Italiane che hanno analizzato le numerose ricerche sul rapporto alcool e salute, indica, che un consumo moderato di alcol (in particolare vino rosso) è associato non solo a una riduzione dell’incidenza  del diabete mellito di tipo2 ma anche ad una protezione nei confronti delle complicanze cardiovascolari legate a questa forma di diabete.Lo studio guidato dall’Università Ben Gurion del Negev, in Israele, ha analizzato per due anni 224 pazienti con età tra i 45-75 anni astemi che –nell’ambito di una dieta sana- hanno iniziato a bere vino moderatamente. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi: uno cui è stato dato da bere acqua minerale , il secondo vino rosso, il terzo invece vino bianco. Dai risultati è emerso, che il consumo moderato di vino rosso ha livelli più sani di grassi nel sangue, una frazione di colesterolo buono più ampia di quello cattivo e una riduzione del rischio cardiometabolico. Maggiore

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 Ha ricevuto “ il riconoscimento Speciale del Bancarella Cucina 2015” il libro “ Il diabete  al tempo del cibo” a cura di Emanuela Baio - edizioni FrancoAngeli. La presentazione  ha riscosso grande successo di pubblico e di critica al  Premio Bancarella della Cucina giunto alla X edizione.” Il libro nasce da un Progetto pensato in occasione di Expo, dal titolo” la salute vien mangiando Piatti Sani per i diabete e non solo – Expo 2015” - racconta l’autrice, già senatrice  e  diabetica dall’età di 9 anni - ed ha come finalità la promozione della Dieta Mediterranea e dell’esercizio fisico nella terapia delle persone con diabete e affette da complicanze cardiovascolari. “ Il diabete- scrive nella prefazione il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin è una patologia che può essere contrastata e prevenuta da corretti stili di vita , prima ancora che con i farmaci“ Il diabete al tempo del cibo” raccoglie testimonianze di persone con diabete, accanto a testi scientifici di diabetologi, cardiologi e nutrizionisti. Non mancano ovviamente sane e gustose ricette.Segue intervista con l’autrice Emanuela Baio Presidente della Fondazione Salute&Benessere:Italiani longevi anche in caso di malattia cronica come il diabete?Italiani certamente più longevi- l’uomo ha una aspettativa di vita pari a circa

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GLI OBIETTIVI DELLA CONSULTA NAZIONALE DEL VINO (Co.N.V.i.)Per la prima volta 12 associazioni della filiera del vino si sono unite per fare ripartire i consumi e la cultura del vino italiano.  La consulta che è stata presentata il 19 di ottobre nello Slow Food Theather a Expo, si propone obiettivi concreti rivolti soprattutto ai giovani. “ Spiegare loro quanto il vino faccia parte della nostra cultura e identità nazionale- dice Vito Intini coordinatore Co.N.V.i.- illustrare che cosa vuol dire fare un prodotto di qualità ed educare i giovani al bere consapevole, sono tra le nostre priorità. Non a caso a settembre - spiega ancora il coordinatore - nella provincia di Brescia ha preso vita il primo progetto pilota cui hanno aderito 50 istituti scolastici nella sola Lombardia, per promuovere il tema del consumo consapevole e la conoscenza della tradizione enologia nostrana ”.

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l’appello lanciato dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia  Sei donne su dieci sono a conoscenza dei rischi che corre il feto se si assume alcool durante la gravidanza. Ciò nonostante il 33% delle future madri durante la gestazione non smette di bere. “ Bere durante la gestazione- dice Paolo Scollo , Presidente Nazionale SIGO, può portare a patologie molto severe come la sindrome fetale alcolica o a disturbi dello sviluppo. Per questo durante il Congresso che si è appena concluso a Milano della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, abbiamo rinnovato questo appello a tutte le mamme anche perché la comunità scientifica internazionale non è ancora riuscita a stabilire un limite entro il quale l’assunzione di alcool non rappresenta un pericolo per il nascituri”

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Alcol in gravidanza, perché è meglio non bere del tutto?- Angela di TrevisoE’ vero è quanto raccomandano gli esperti in assenza di un limite fissato dalla comunità medica internazionale, entro il quale l’assunzione di alcool non rappresenta un pericolo per il nascituro.  “L’indicazione certamente restrittiva è precauzionale - dice Paolo Scollo Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia- in quanto bere durante la gravidanza può portare a patologie molto severe come la sindrome fetale alcolica e a disturbi dello  sviluppo”. E’ noto che il feto assorbe la stessa quantità di alcol assunta dalla madre . Alcol che può interferire-all’inizio della gravidanza- con la moltiplicazione cellulare  degli organi in formazione provocando, in dosi eccessive, malformazioni. No quindi assoluto senza nessuna distinzione tra alcolici( vino, birra, super alcolici). Rinnovata per la terza edizione la campagna della Assobirra e SIGO “ Se aspetti un bambino l’alcool può attendere”.Alcol e ictus: cosa c’è di vero che chi beve con moderazione ha meno rischio di ictus?- Marcello Campobasso Andiamo per gradi: è stato dimostrato che alte dosi di alcol in soggetti con più di 60gr al giorno di alcool è causa di rischio sia per l’ictus ischemico che di tipo

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Sul portale del Casale del Giglio c’è scritto NON SOLO VINO. Ho cliccato e ho scoperto l’importante progetto culturale che questa azienda sta seguendo in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio diretta dalla Dott.ssa Elena Calandra, con l’Università di Amsterdam, Dott.ssa Marijke Gnade i comuni di Aprilia ,Latina e Nettuno. Funzionario responsabile dell’area archeologica del Satricum è il Dott Francesco di Mario.Gli scavi hanno consentito l’individuazione della “ Via Sacra” che conduceva al Tempio della “ Mater Matuta” ed il ritrovamento di un calice in ceramica usato per il vino risalente al V secolo a.cI Francesi dicono” Chapeau”, più semplicemente noi diciamo ben venga tanto amore per la propria terra e lungimiranza degna compagna di chi produce vino con professionalità, generosità e appunto “ cultura”!La Storia:la storia degli scavi di SATRICUM inizia nel 1986 quando il francese Hector Graillot scopri sulla collina di Le Ferriere i resti di un tempio dedicato alla dea Mater Matuta. Questo tempio sorgeva nell’area dell’acropoli di Satricum le cui prime tracce di attività culturali risalgono tra l’VIII e il VII secolo a.C. e attestavano la presenza di una capanna di culto. Al suo posto nel 640-625 venne edificato un sacello su

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Introdurre  l’obbligo dell’insegnamento di Scienza della Nutrizione nei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, integrandolo nei programmi di Endocrinologia, è la proposta emersa nel corso di un incontro all’EXPO tra i rappresentanti delle principali Società Scientifiche Italiane che si occupano di questi temi e accolta dalla Conferenza annuale dei Presidenti dei Corsi di laurea in medicina e Chirurgia.” La dieta mediterranea riconosciuta universalmente la più salutare e patrimonio dell’UNESCO - afferma Andrea Lenzi Coordinatore dei Presidenti dei Corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Presidente della Società Italiana di endocrinologia- è a rischio: le giovani generazioni ne fanno un cattivo uso con porzioni troppo grandi, eccesso di zuccheri a rapido assorbimento e grassi”.

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E’ veramente una immagine shock quella scelta per la campagna anti-alcol che la Società Italiana di Alcologia ha lanciato il 15 Ottobre dall’Ospedale San Martino di  Genova e che verrà diffusa in ospedali, Asl e negli studi dei medici di famiglia. L’idea per altro non è nuova in quanto- tra molte polemiche- era stata utilizzata  nel 2013 in Inghilterra in uno spot televisivo realizzato dal National Health Service. “ Che le bevande alcoliche siano cancerogene per l’uomo- dice  Gianni Testino responsabile del Centro alcologico regionale- lo dice l’OMS dal 2010 in quanto l’etanolo rientra nel gruppo dei cangerogeni come l’amianto”.” Oltretutto- sostiene Andrea Ghiselli del Centro Nazionale di Ricerca Alimenti e Nutrizione di Roma-poiché l’etanolo non è un nutriente potrebbe essere tolto dalla dieta”. Di contro i dati Istat di una ricerca dell’aprile 2015 indicano chiaramente che di pari asso con il calo dei consumi di alcolici ai pasti è aumentato il consumo eccessivo e le sbronze tra i giovani. E’ lo sballo di fine settimana un fenomeno che riguarda 8 milioni di cittadini, come il binge-drinking che coinvolge il 14,5% di giovani tra i 18-25 anni

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