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Rubrica di Emanuela Medi
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novembre 2015

La rivoluzione impressa nell’agricoltura dagli aeromobili a pilotaggio remoto è appena iniziata  e in molti si domandano quale sarà il loro futuro visto l’arrivo dei super sensori posizionati su macchine agricole. Ma andiamo per ordine: le tecnologie satellitari – su cui si basa gran parte del lavoro effettuato dai droni -  in viticoltura sono state utilizzate per le prime analisi di vigoria attraverso le foto satellitari. Un metodo di rilevamento decisamente costoso e una definizione non molto precisa delle fotografie che erano giustificate solo se fatte su grandi aree. Tanto è vero che le prime mappature furono fatte a livello di territorio. Fu la Franciacorta a sviluppare nel 2000 un progetto per fornire elementi sulla maturazione  delle uve e secondariamente a valutare la possibilità di sviluppare sistemi di gestione a dosaggio variabile per il vigneto. Lo sviluppo tecnologico a seguire consentì di abbassare i costi delle foto satellitari con la conseguenza che a utilizzarle furono non sono solo le grandi realtà ma anche la singola azienda. Lo sdoganamento però della viticoltura e della agricoltura di precisione si è avuto con il rilevamento a distanza  ravvicinata, possibile  sia con mezzi di terra ( quad o simili) sia già ora con i

San Luigi X  località Fonte ai Pippi , Scansano«Sono il testimone di una terra che al mondo ha molto da dare a cominciare dai grandi vini che è capace di regalare a chi la sa comprendere». Così si racconta Antimo Verrone, napoletano verace che in Toscana ha messo radici solidissime. Antimo viene dalla sartoria napoletana e dal mondo dell’alta moda italiana. La storia ha inizio con la sua conversione al messaggio potente del paesaggio collinare della Maremma che ha dato il Morellino di Scansano e il Bianco di Pitigliano. La terra che Antimo ama sono 30 ettari in località Fonte ai Pippi, sulle colline della Maremma che affacciano sul mare dell’arcipelago toscano. Terra di arenarie e scheletri sassosi, di campagne ricche ma un po’ dimenticate, nonostante il patrimonio secolare di vicende agricole e di mestieri. Antimo vuole recuperare la realtà di un tempo. E con il suo compagno, il regista Marco Filiberti, visionario, profondo e colto,  nel 2006 acquistano la tenuta San Luigi X. Marco è l’autore della riscoperta teatrale e cinematografica delle opere di Lord Byron, il poeta e drammaturgo britannico che tanto amava la bellezza e le rovine del nostro paese, custodi di un passato così glorioso.  Nel

Vino e bellezza: la nuova via del benessereE’ la nuova via del benessere: la vinoterapia, quel mix intrigante e portentoso di polifenoli, tra cui il resveratrolo, foglie della vite rossa, olio di vinaccioli, acqua, zuccheri  e acidi dolci di uva. Non solo buono da bere, il vino non si smentisce ora più che mai visto che la sua fama si è estesa diventando luogo cult di importanti spa : è la vinoterapia. Non poteva mancare un cenno storico che ha come protagonista sempre lei, Cleopatra che amava i massaggi al mosto e i bagni in acqua, latte e miele.Sempre nel vino cotto con erbe, bacche e spezie amava rilassarsi  Re Vittorio. I benefici del vino nei trattamenti cosmetici, sono citati da Caterina Sforza nel suo ricettario. Ma la vera vinoterapia nasce in Francia negli anni Novanta dalla felice intuizione di una donna, Mathilde Cathiard Thomas figlia di viticoltori francesi e fondatrice della Caudealie, azienda che si è imposta a livello mondiale per creme e cosmetici di grande successo, tutti a base di uva, vinaccioli e foglie di vite. La ricerca di questa pioniera del benessere all’uva e di suo marito Bertrand, parte dai semi dell’uva, considerati materia di scarto del processo

Casa Berucci-Massimi: La quarta generazione e l’arte agricola di Catone e Virgilio  Non è sicuramente l’unica famiglia nel vastissimo panorama vinicolo italiano, a vantare antiche origini ma certamente tra le poche, pochissime ad avere una discendenza che risale a Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore quindi depositaria dell’arte agricola di Catone e Virgilio. Le aziende si raccontano anche e soprattutto in una generazione che continua a produrre magnifiche bottiglie di cesanese. Ma iniziamo dalla storica Casa Massimi collocata nel rione Santa Lucia a Piglio, borgo medioevale importante polo turistico del Frusinate. Tra le mura bruciate più volte dalla guerra, appare una bellissima monofora di pietra, fa mostra di se l’antico montano (frantoio), i granai, l’orto, ”le carte di Francia” con la storia di Telemaco, la ricca collezione di testi e libri antichi: un vero e proprio archivio per le storie di tutti i giorni , la grande sala da pranzo  oltre alle famose stanze con parati del Settecento. Non c’è muro che non sia tappezzato di fotografie e ricordi, non c’è angolo in cui una sedia, un tavolo, una lampada non testimoniano i momenti, i gesti, le abitudini  delle tante persone che nei secoli hanno abitato e amato questo palazzo. Il bellissimo

Sempre più sfaccettato il mondo del vino tanto da confondere il pubblico meno smaliziato e allora proviamoci almeno a rendere più chiari alcuni concetti. BIOLOGICO: il concetto di BIO è ormai di uso quotidiano perché il consumatore è molto più attento rispetto il passato a ciò che mangia e che beve. A partire dalla vendemmia del 2012, i produttori possono indicare in etichetta “vino biologico” qualora, oltre al regolamento CE n 834/2007 che riguardava le pratiche della agricoltura biologica nella vigna, in cantina si svolgono le indicazioni contenute nel regolamento CE n. 203/2012 che vieta l’utilizzo di alcune sostanze e pratiche come la desolforizzazione, la dealcolizzazione, la concentrazione per raffreddamento, l’elettrodialisi ecc. Inoltre non possono assolutamente essere usate sostanze chimiche ma solo quelle di origine animale, vegetale o minerale come la gomma arabica, la colla di pesce, l’albumina, la bentonite, la perlite..Inoltre sono da rispettare limiti per la quantità di solforosa totale nei vini biologici secchi ad un massimo di 100mg/l e nei vini rossi e biologici bianchi secchi ad un massimo di 150 mg/l. Per poter dire BIO è necessario essere certificati da un ente preposto come AIAB, ICEA, ECOCERT Italia, CCPB, CODEX, BIOAGRICERT e altriORGANICO: una semplice traslazione del

“ ONLY WINE”: il progetto brevettato dell’Università di Pisa per vini senza additivi e solfitiE’ tutta italiana la metodologia il cui brevetto è a giorni in attesa di autorizzazione ,per la produzione di vini naturali senza aggiunte chimiche. Un bel risultato ottenuto da uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Agro Alimentari dell’Università di Pisa e presentato questa estate a EXPO 2015. Il lavoro -in pratica un innovativo protocollo di vinificazione- ha prodotto due vini di alta qualità un Viognier 2013 e un Sangiovese 2014 smentendo la convinzione che i vini naturali siano più scadenti in qualità e in aromi rispetto i vini trattati con additivi. Ma andiamo per ordine: i vini ”naturali”( in realtà il termine è improprio perché tutto nel vino è frutto della tecnologia) hanno attualmente un piccolo mercato ma in continua crescita che ormai supera il 2% del totale nazionale in volumi e più del doppio in valori. Interesse dei produttori dettato dall’esigenza dei consumatori di avere vini salubri con meno chimica aggiunta in grado di ridurre sensibilmente il ischio di intolleranze alimentari, con l’utilizzo di attrezzature già esistenti nelle moderne cantine e  senza aumento di prezzo. Un bel concentrato di intenti cui

Il neuromarketing del vino: se ne parla il 2-3 dicembre a Wine2wine, il forum sul business del vino edizione 2015. Segue articolo di Emanuela Medi:Certo le strategie di comunicazione non danno tregua nel trovare soluzioni sempre più sofisticate. In un mercato ogni giorno più competitivo a livello nazionale e internazionale, caratterizzato da consumatori attenti e raffinati, convincere a scegliere un vino piuttosto che un altro è una impresa non da poco. Ci è piaciuto molto l’articolo scritto da Vincenzo Russo della  IULM ( Libera Università di Lingue e Comunicazione) sul neuromarketing per wine2wine. Ma che cosa è? Una strategia di comunicazione basata sulla misurazione delle emozioni, sulla attenzione e sulla memoria. Ma andiamo per gradi: molti studi di neuroscienze hanno dimostrato che gli essere umani non sono assolutamente solo razionali quando prendono delle decisioni ma che anzi queste sono determinate dalla affettività e dalle emozioni. Questo è tanto vero nel mondo del vino dove la funzione simbolica, narrativa e emozionale hanno una funzione quasi determinante . Non bastano più le tradizionali tecniche di indagine come i questionari, le interviste, i focus group: se ad esempio i colori della confezione di un prodotto alimentare, il design di un sito, le immagini di uno

E’ un trattamento depurativo famoso praticato dai Greci durante l’epoca classica e da alcune popolazioni arabe: la ampeloterapia da “ ampelos” che significa vite. E’ un programma dietetico, nel quale l’uva avendo un’azione terapeutica, deve essere ingerita secondo precise regole. Consiste nel mangiare i chicchi, oppure nel bere esclusivamente il succo o in entrambi i modi. Se si opta per il primo modo la quantità varia da 50gr a 2 chili al giorno per un periodo di tre settimane, ma alcuni specialisti indicano anche trenta giorni. Gli acini vanno masticati lentamente, bucce e semi. Il suo consumo è indicato nei disturbi cardiovascolari, nelle anemie, stipsi, convalescenze e durante la gravidanza. Può essere di aiuto nei disturbi della ipertensione e negli stati febbrili. Favorisce il drenaggio, è diuretica, disintossicante e energetica. Per chi soffre di colon irritato si consiglia solo di bere il succo  ottenuto da mezzo chilo di uva per poi aumentare gradatamente la dose fino a 3-4 chili al giorno. E visto che abbiamo fatto una digressione sulle proprietà curative del vino, gustiamolo come vin brulè( vino bruciato, dal francese) molto utilizzato dalle popolazione alpine per combattere il freddo e i raffreddori. E’ una bevanda a base di vino

SISTO V E LA TASSA SUL VINO Grande personaggio Sisto V (1585-1590) tanto da passare alla storia come ”er papa tosto”. Nonostante la brevità del suo pontificato (solo 5 anni), nessun altro papa profuse tanto impegno nella riorganizzazione burocratica dello stato pontificio, nell’eliminare il malcostume, la corruzione e il brigantaggio che avevano raggiunto limiti non più tollerabili nella Roma del cinquecento. Come scrive Gigi Zanazzo nel suo libro Novelle, favole e leggende romanesche, l’impegno di Sisto V per dare un nuovo assetto urbanistico della città (ricordiamo solo il ripristino dell’acquedotto felice) richiedeva molti soldi..  e poiché le casse dello stato erano vuote -allora come oggi- il modo più semplice e veloce  era il ricorso alla tassazione sui generi di maggiore consumo tra le classi popolari. Ovviamente tra il generi alimentari, il vino era particolarmente amato e diffuso tra i romani  ma poiché l’ordine pubblico lasciava molto a desiderare così come i finanziamenti per le opere pubbliche, lo stato pontifico era ricorso a una tassazione  per ridurne il suo consumo! Il primo passo fu quello di concedere all’ebreo Meier Maggino di Gabriello (15 luglio 1588), la privativa di fabbricare dei contenitori di vetro, in modo che l’avventore potesse controllare l’esatta misura servita