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Rubrica di Emanuela Medi
 

Casanova al Castello di Spessa

“Gli avvenimenti più importanti della nostra vita sono indipendenti dalla nostra volontà. Siamo solo atomi pensanti che vanno dove li dirige il vento”

E forse il vento aveva spinto Casanova fino a Spessa sul colle goriziano, a pochi chilometri dal confine sloveno, dove lo scrittore formulò molti dei suoi pensieri sull’amore e sulla vita di coppia . Il paesaggio intorno gli era molto evocativo, un susseguirsi di dolci colline coltivate a vigneti, tanto verde, un buon bicchiere di bianco, vini friulani che Casanova  ebbe a definire eccellenti. In quel borgo, il grande seduttore giunse quarantottenne nel settembre del 1773, su invito del conte Luigi  della Torre di Valvassina e vi rimase circa due mesi, durante i quali tra l’assaggio di un vino e di altri prodotti del castello, lavorò alla Istoria delle turbolenze della Polonia.

Tracce del soggiorno dell’illustre conquistatore di donne si trovano ancora oggi sparse ovunque, a partire dallo splendido parco che abbraccia il castello, dove tra statue e alberi secolari si dipana una romantica passeggiata letteraria in dieci tappe, scandite da tabelle in ferro battuto, sulle quali sono incise le frasi più famose sul’amore, le donne, l’amicizia, la vita.

In ricordo del suo più illustre ospite, l’azienda di proprietà oggi di Loretto Pali dedica ogni anno  un premio letterario” Giacomo Casanova Castello di Spessa”, che assegna premi a personaggi del Friuli Venezia Giulia che si sono distinti nel mondo dell’arte, della letteratura, del cinema, del teatro, portando nel mondo l’immagine della loro terra.

Persino la gastronomia risente della sua eco: il bistrot Il gusto di Casanova (solo dodici posti), propone una selezione dei prodotti locali e un irresistibile gelato di Casanova, una crema dal gusto autentico, con perle di olio e sale nero di Cipro. Del resto la cucina era una formidabile arma di seduzione: una sua traccia in corsivo sul muro esterno al locale, sopra le sue bifore, ne sintetizza la filosofia ”Dove l’anima s’appaga, il palato si accende”.

Da: ”L’Italia che non tutti sanno“ di Isa Grassano, scrittrice

I VINI DEL CASTELLO DI SPESSA

Famoso il Castello, famoso il tombeur de femmes, famosa  l’area vinicola  DOC del Collio  le cui terre sono rinomate per la produzione di vini di altissima qualità . Qui le viti e ci riferiamo alla tenuta del Castello di Spessa collocata nei declivi a ridosso del confine con la Slovenia, beneficiano di un terreno costituito da marne e arenarie di origine eocenica e di un clima molto favorevole grazie alla protezione  delle Prealpi Giulie e dall’influsso del vicino Mare Adriatico. Grande selezione delle uve, spremitura soffice e temperatura controllata garantiscono una composizione pressoché ottimale di aromi, struttura e equilibrio tali da raggiungere una notevole  longevità . Parliamo di cru per i rossi  Conte di Spessa, Casanova e Torriani affinati in barrique di rovere francese e di criomacerazione  per i bianchi Di Santarosa e Segrè dalla grande eleganza e delicatezza aromatica.

Casanova e Torriani: Pinot Nero il primo, Merlot il secondo  dal corpo pieno, sapori intensi di amarena, mirtillo, ribes, tabacco , liquirizia, buoni tannini, attacco piacevole e finale persistente . Un vino ben fatto

Di Casanova che matura in barrique 24 mesi possiamo dire cha ha una buona corrispondenza naso-bocca, dagli aromi gradevoli di ciliegia, fragola e poi ancora lampone spezie dolci. Attacco leggermente tannico con un finale persistente che ricorda gli aromi di ciliegia, lamponi e fragola

Santarosa Collio Pinot Bianco . Tanti sentori gradevoli, puliti di mela, pera, nocciola, ananas, legno tostato. Anche qui maturazione in barrique. Finale persistente con ricordi di susina e nocciola.

Collio Sauvignon Segrè: pesca, ananas, ginestra, limone, mela, lichi pera, sambuco si rincorrono a catturare un naso elegante e raffinato. Attacco fresco, corpo equilibrato,piacevole. Un bel Sauvignon dal colore giallo verdolino brillante.

Vini la cui eccellenza è data  dal  cuore del Castello costituito da due cantine che si sviluppano su due livelli. Il primo e il più antico è un’eccellente cantina di maturazione, il secondo collocato a  15 metri di profondità  e ricavato in un rifugio costruito dagli italiani nel 1930 durante la guerra, garantisce  quella ricercata longevità tanto preziosa per i vini del Castello.

“Il Conte Torriani aveva vigneti d’uve bianche e il vino era eccellente: gli dava una rendita di mille zecchini” –  da “ La storia della mia vita” di  Giacomo Casanova.
Tutti i vini riportano l’annata 2010

Emanuela Medi – Sommelier

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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