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Rubrica di Emanuela Medi
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ottobre 2019

Quando ripenso alla nostra intervista, lo vedo appoggiato di spalle   alla sua azienda Prime Alture Winery, sigaro in bocca, con il viso rivolto a questo magnifico sole autunnale, sereno  con se stesso.. il mondo può aspettare ..meno il suo vino Monsieur Pinot Noir .. che con molta probabilità lo  avrebbe bevuto anche a cena.” Un elegante signore di campagna Roberto Lechiancole, così  lo descrive un ospite’ francese di Prime Alture, non dissimile- come immagine- dalla mia. Ma come è arrivato tra le colline di Casteggio questo signore che alla passione del vino si è avvicinato da imprenditore percorrendo tutte le strade dell’alta tecnologia.” L’innamoramento per le colline dell’Oltrepò Pavese, il desiderio di un punto fermo in una vita fatta di viaggi, aerei, incontri di lavoro-  dice Roberto Lechiancole,  un vino il Pinot Nero” Andiamo per gradi: perchè il Pinot Nero, chiedo” Volevo diventare il signore del Pinot Nero, da qui la parola Monsieur datami dall’enologo Jean Francois Coquard, francese con cui ho avuto una lunghissima collaborazione per la sua decennale esperienza in Oltrepò. Poi questa terra , ideale per il clima , l’esposizione delle vigne, il suolo argilloso marnoso che consentono di ottenere vini compatti, profondi, longevi. E poi io

Un matrimonio di descrittori aromatici e di territorialità: le bollicine dell’Alta Langa e il più famoso tubero  del mondo, il tartufo bianco di Alba. L’incontro è avvenuto di recente a Milano per “ La Prima di Alta Langa”  con la partecipazione di ben 67 diverse cuvee dei produttori del Consorzio  in tutte le declinazioni: bianco, rosato, brut, pas dose, riserva, grandi formati. Come ha dichiarato il presidente del Consorzio Giulio Bava” Con la prima dell’Alta langa di Milano vogliamo consolidare e allargare  la conoscenza della denominazione nella ristorazione nazionale”. Due Masterclass di cui una in cinque calici guidata da Sandro Minnella: un Pinot Nero 100%, uno Chardonnay 100%, una cuvee i Pinot Nero e Chardonnay, un Rosato e una Riserva .” Cinque piccoli mondi diversi per stile, gusto e eleganza.- sorrido alla degustazione del mio compagno di banco Max Caser di Vini 45- Affascinanti gli estremi delle due cuvee in purezza,l’avvolgente e fresco Pinot Nero ed il  contemporaneo e seducente Chardonnay, entrambe favolose per tipicità e carattere. Grande aspettativa, pienamente ricompensata, per la Riserva 60 mesi di Gancia con una personalità da vendere” Masterclass seguita  da una professionale e intrigante analisi sensoriale del Tartufo Bianco d’Alba realizzata in collaborazione con Ente Fiera

  I produttori di vino amano l’arte? E’ una bella realtà che coniuga spessore culturale , divulgazione con l’obiettivo di far partecipe il pubblico di opere d’arte in tutte le sue espressione. Non potrà che avvincere la mostra Art, Rock & Wine, ospitata da sabato 9 novembre nella Galleria d’Arte Contemporanea delle Tenute La Montina a Monticelli Brusati (BS) in Franciacorta. La mostra “Beatles Memorabilia Show”, curata da Rolando Giambelli fondatore di Beatlesiani d’Italia Associati, racconterà aspetti inediti e curiosità dei quattro ragazzi di Liverpool che con la loro musica hanno cambiato il mondo. Tra i Memorabilia provenienti dal Beatles Museum italiano - ospitato dal 2009 presso il Museo della Mille Miglia di Brescia – saranno mostrati gli oggetti più significativi del collezionismo beatlesiano: libri, foto, dischi, vinili, autografi, lettere, e gadget vari. Nel racconto fotografico, un capitolo sarà dedicato a I Beatles e l’Automobile, con scatti dei membri della band a bordo delle auto più belle dell’epoca: Rolls Royce, Bentley, Jaguar, Mercedes-Benz, Ferrari, Ford, Ispano Suiza, Mini Morris, Herald, Triumph, Volkswagen, Fiat 500. Di grande impatto, in chiave “beatlesiana” sarà la sezione ispirata al cibo e alla cucina, “Metti i Beatles a Tavola”. Nove pannelli con immagini scelte e sette ingrandimenti e

Ancora una volta la sugar tax, che puntualmente rientra come ipotesi della manovra di bilancio, salvo poi essere smentita, riapre il dibattito sul consumo di zuccheri come causa di sovrappeso e obesità soprattutto nella popolazione infantile. Tutti d’accordo nel sostenere che questa misura sarà tanto più efficace quanto non verrà usata come strumento per fare cassa ma per attuare quella educazione alimentare di cui si parla da decenni. Ma l’assunzione di zuccheri è veramente il problema principale dei bambini italiani? Partiamo da un dato: non esistono al momento studi scientifici definitivi (dice EFSA)che consentano di indicare il limite di zucchero oltre il quale non è opportuno andare per non sovraccaricare il nostro organismo. La stessa Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) pur indicando il dato del 10% delle calorie che non deve essere superato giornalmente da un individuo(su 2000 calorie il 10% equivale a circa 50 gr di zuccheri)fa presente che le evidenze su cui la scelta del valore limite del 10% è stata basata sono di qualità modesta o scarsa, e correlano il consumo di zuccheri alle carie dentali (e non al sovrappeso o all’obesità). C’è poi un altro dato interessante: i bambini italiani - è vero - sono in

Bertinoro, cornice della seconda edizione di "Vino al Vino", è il punto in cui si sovrappongono le due denominazioni più importanti della Romagna: L’ Albana DOCG la Doc Sangiovese di Romagna.  Disposto sul crinale un'irta collina e dominato da una Rocca medievale, questo paesino idilliaco è soprannominato il "balcone di Romagna" per via della vista mozzafiato che offre sul circondario. Pochi borghi italiani sono parimenti panoramici e ben preservati, e si fa fatica a trovarne uno altrettanto brulicante di vita.  Il vino e l'università di Bologna, che ha trasformato la Rocca nel suo polo congressuale, hanno scongiurato quell'effetto "mummificazione" che alle volte sembra l'unico modo per mantenere intatti questi luoghi del passato. Passeggiando per le ripide viuzze si trovano, al posto delle solite serrande abbassate, decine di ristoranti e una serie di spazi dedicati alla promozione enoturistica. Salendo al maniero, si scopre, negli ambienti non adibiti a sale convegni, uno splendido museo interreligioso che testimonia, tra le altre cose, la presenza ultra secolare sul territorio comunale di una ben integrata comunità ebraica.  A convivere felicemente in questo luogo non sono solo i cristiani e gli ebrei, gli universitari e gli enofili, ma anche e soprattutto i due vitigni romagnoli per eccellenza: il Sangiovese

Nel 2017, secondo le elaborazioni del Global Wellness Institute( GWI) i viaggi effettuati dai “ turisti del benessere” ammontano a 830 milioni  con una differenza di quote che vede l’Europa( 35%) al primo posto, seguita dall’Asia( 31%), dal Nord-America( 25%), dal Centro Sud-America( 7%) e dal Medio Oriente e Africa ( 2%) ma con un trend in forte ascesa in Cina, India,Cile, Malesia e Russia. Una delle principali mete del wellness tourism sono le SPA, termine della legislazione italiana che indica quell’insieme di strutture che forniscono servizi per la salute, il benessere,e la bellezza della persona. Secondo le stime del GWI (Global Wellness Economy Monitor  2018) nel 2017 nel mondo si contano 149mila SPA suddivise: per il 42% da strutture che offrono servizi professionali su base giornaliera (circoli, centri massaggi ecc), - per il 32% da  Hotel Spa, cioè alberghi dotati di un proprio centro benessere- per il 5,9% da “ Mineral springs SPA” strutture situate vicino a sorgenti di acqua minerale-  per il 4,6% “ medical SPA2 strutture per prevenzione, cura e riabilitazione- per 1,8% da “ destination SPA” o strutture di lusso- e per il rimanente 9% hamman, onse giapponesi, cruise ship SPA, centri ayurveda ecc. Secondo uno studio di

E’ un super-food, il lievito -microscopici funghi monocellulari,) senza i quali molte fermentazioni non potrebbero avvenire come nella pizza, nel pane e  altri processi.Anche nella produzione del vino entra in gioco il fenomeno della fermentazione – ovvero la trasformazione di zuccheri in etanolo e anidride carbonica.  Senza quest’opera prodigiosa potremmo tranquillamente scordarci di Cabernet, Lambrusco, Barolo, o Nebbiolo: non avremmo altro che succo d’uva. Di lieviti ne esistono numerosissime varietà e per quanto riguarda il processo di vinificazione, la varietà di lievito utilizzata è il “Saccharomycescerevisiae”, grande favorito per la sua capacità di tollerare livelli alti di alcool e di anidride solforosa. Ma nel momento in cui viene colta, l’uva porta con sé alcune varietà di levito autoctone, dei gruppi Kloeckera e Candida, che danno il “LA” alla fermentazione. Questi organismi microcellulari spesso muoiono nel momento in cui il quantitativo di alcool raggiunge il 4-5%, lasciando spazio al più tollerante Saccharomycescerevisiae. Nel caso di vini più corposi e liquorosi – tra cui il Porto – o di mosti dal grado zuccherino più pronunciato, si preferisce optare per la varietà Bayanus, in grado di resistere a livelli di alcol pari al 17-20° Il Lievito da gusto​? È vero, il vitigno di partenza è forse la variabile più importante nel determinare il sapore

L’effetto dei cambiamenti climatici è sempre più evidente e l’Italia purtroppo non ne è esente. Si stima infatti che entro il 2050 il Belpaese perderà lo 0,31% del PIL a causa del riscaldamento globale, che solo nell’ultimo anno ha causato 14 miliardi di danni all’agricoltura italiana. E proprio il settore del vino è uno di quelli più a rischio: l’aumento delle temperature ha, di fatto, già determinato un primo effetto, ovvero l’aumento di circa 1 grado nella gradazione alcolica. I dati della vendemmia 2019 parlano di un calo produttivo di vino generalizzato, causato dal riscaldamento globale in aree chiave del paese come il Friuli, la Franciacorta, le Langhe e il Monferrato. Recentemente il climatologo Georg, ha affermato che le aree vinicole del nostro paese andranno incontro ad una riduzione dell’area coltivabile dal 25 al 73% entro il 2050, suggerendo i produttori alla ricerca di nuovi terreni coltivabili posizionati ad altitudini maggiori , a una  sempre più attenta cura delle vigne ma soprattutto a trovare soluzioni più sostenibili, come il cosidetto “genome editing”, la biotecnologia che permette di selezionare le caratteristiche migliori dell’uva, in questo caso la resistenza alle alte temperature, senza ricorrere agli OGM.

Ecco la ricetta autunnale di Bruno Barbieri di Companion XL Si tratta di un primo piatto: intingolo di moscardini rossi con crema al mais verde, olio, capperi e basilico PREPARAZIONE DELL’INTIGOLO Ingredienti: 350 gr. moscardini freschi di piccole dimensioni 1 spicchio d’aglio 1 cipolla dorata 20 gr. capperi 20 gr. acciughe 1 ciuffetto di basilico 500 gr. passata di pomodoro Origano secco siciliano Procedimento: Mettere nel recipiente con lama Ultrablade lo spicchio d’aglio, la cipolla tagliata in quattro, i capperi e le acciughe.Aggiungere olio evo e frullare il tutto a velocità 9.Impostare la temperatura a 100°C e rosolare per 10 minuti a velocità 4.Una volta rosolata la base, aggiungere la passata di pomodoro e cuocere la salsa a 100°C, velocità 4 per circa 30 minuti aggiungendo alla fine alcune foglie di basilico sfogliato.A parte, in una sauté rovente, scottare velocemente i moscardini. Scolarli e aggiungerli alla salsa e tenere da parte per impiattamento.   PREPARAZIONE DELLA CREMA DI MAIS VERDE Ingredienti: 500 gr. di acqua 100 gr.di farina per polenta 20 gr. di burro Sale e pepe Spinaci freschi q.b Procedimento: Nel recipiente con lama per mescolare, porre l’acqua con un pizzico di sale e pepe, il burro e un ciuffetto di salvia da togliere dopo 5 minuti.Impostare la temperatura a 100°C e velocità 3.Una