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Rubrica di Emanuela Medi
 

Certificazione ittica a tutela del pesce a tavola

“Per noi è importante che gli chef si facciano ambasciatori dei valori di rispetto del mare e degli ecosistemi marini e che li trasmettano a ristoratori e clienti per creare una cultura della sostenibilità del pesce a tavola”.

E’ il messaggio di Paolo Bray fondatore e direttore di Friend of the Sea, un sistema di certificazione di prodotti da pesca e acquacoltura per dare regole chiare e trasparenti e verificabili a quanti operano nel settore ittico  e facilmente riconoscibili dal consumatore attraverso l’esposizione del marchio sui prodotti da scaffale.

Paolo Bray ha ora lanciato il progetto – unico nel nostro paese – Sustainable Restaurant Program, cui hanno aderito  ben 40 ristoranti, che  hanno la certificazione Friend of the Sea di tutti i prodotti ittici che garantiscono metodi di pesca selettiva, risorse ittiche non sovra sfruttate, la tutela di pesci in estinzione  in sintonia con il focus di Friend of the Sea che è quello di verificare la sostenibilità e la tracciabilità della pesca per tutelare l’habitat marino e il consumatore. Ultimo ristorante ad aver aderito al progetto è BARMARE a Milano il cui proprietario Paolo Del Giudice ha detto”Vengo da una terra la Campania dove è molto difficile per il pesce parlare di sostenibilità ambientale, rispetto dei lavoratori, degli equipaggi e del consumatore a tavola. Questa organizzazione lo fa”  tanto che  Hagakure del gruppo De Giglio, prima catena di ristoranti giapponesi in Puglia ha aderito al progetto “nel rispetto del mare e dei clienti che si sentono tutelati da questa certificazione” ha detto Vincenzo de Giglio fondatore del gruppo.

Secondo i dati FAO il consumo mondiale del pesce alimentare aumenterà entro il 2026 del 19% (29 milioni di tonnelate9),ma a 22 anni dal Codice di Condotta della FAO per una pesca responsabile , è ancora molto elevato sui mercati il gran numero di pesci catturati con metodi distruttivi e non sostenibili Il 96% degli stock ittici dell’UE nel Mediterraneo è tropo sfruttato, e la pressione supera di nove volte il massimo sostenibile.  Nel 2008 nasce Friend of the Sea (FOS) uno dei principali schemi internazionali per la certificazione di prodotti che derivano sia da attività da pesca, sia da acquacoltura, unico ad essere riconosciuto da ACCREDIA ente di accreditamento nazionale. Fanno parte  di FOS oltre 700 aziende di pesca, acquacoltura, trasformazione e distribuzione in tutti i continenti. Tutte le aziende sono sottoposte ogni anno a verifiche da parte di FOS o enti di certificazione.

Sostenibilità e tutela vogliono dire anche qualità importanti per i consumi in aumento anche in Italia: nel 2017 la media di consumo di ogni italiano è stata di 25 kg contro i 16 registrati l’anno precedente. 3 italiani su 4 consumano pesce fresco o surgelato almeno due volte la settimana. Il nostro paese si colloca al quarto posto in Europa per produzione acquicola dopo Spagna , Francia e Ragno Unito .Siamo il paese che ha i maggiori volumi di molluschicoltura e primo produttore di vongole veraci.
Eppure difendere l’ecosistema marino è l’obiettivo ancora da raggiungere per l’Italia

Emanuela Medi, giornalista

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino