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Rubrica di Emanuela Medi
 

Paesaggi e pittura: la prima storica pubblicità dei vigneti

Pittura e vino sono un binomio che è stato sempre protagonista nei secoli. Ne abbiamo testimonianze fin dall’antichità e dall’analisi dei paesaggi è possibile risalire anche alla composizione e alle caratteristiche del territorio per spiegare le ragioni della produzione di un vino piuttosto che di un altro.

Il paesaggio e i luoghi sono infatti spesso impressi su tela o su affreschi che molto raccontano  di zone magiche, come piccoli borghi antichi, circondati da lunghi filari d’uva, Quindi un visionare e un decantare insieme, un’ armonia di attività che  esalta i sensi, dalla visione alla degustazione. Il paesaggio naturale- spiega Veronica Ferretti, critica d’arte e docente di storia dell’arte di Firenze– è caratteristico di molte opere e può essere preso sicuramente per analizzare le tipologie di territorio insite nel panorama.  L’affresco di Ambrogio Lorenzetti, ad esempio-intitolato “Allegoria del Buon Governo” rappresenta uno dei primi affreschi a soggetto paesaggistico del nostro patrimonio culturale che molto ci dice anche dal punto di vista territoriale.
E’ un grandioso ciclo di affreschi che l’artista realizzò tra il 1337 ed il 1339 nella Sala del Consiglio dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena- continua Ferretti che si  si compone di quattro scene che si susseguono lungo il registro superiore di tre delle quattro pareti della sala ed è una delle prime opere di carattere laico che troviamo nell’arte del tempo. In esso vi è una veduta in prospettiva della città di Siena e del contado vicino in cui aleggia un clima di serena fattività nello svolgere mestieri e commerci e coltivare i campi, sottolinea la Ferretti.

Protagoniste dunque le dolci colline ricoperte di vigneti, oliveti, cipressi e campi di grano, pievi antiche, borghi e castelli che molto ci dicono sulla tipologia del vino.
Il colore impresso sulla tela ci mostra quel terreno marnoso, ossia quel suolo a contenuto di calcare ed argilla in pari quantità, compenetrato di Alberese e Galestro ,  ed i vigneti dipinti potrebbero essere  Sangiovese Canaiolo.
Quindi? Sicuramente già a quei tempi  si era capito che questo territorio era l’ideale per conferire struttura ed  invecchiamento per vini rossi  di un colore rubino brillante, con profumi accattivanti di viola mammola e ciliegia. Ancora oggi questi sono i territori che esprimono i grandi vini del  Chianti Classico.
Oppure,sempre intorno a Siena, le caratteristiche che il territorio di San Gimignano conferisce ai vini e soprattutto alla Vernaccia sono legate sostanzialmente alla tipologia di terreno nel quale viene coltivata la vite. L’origine di questi suoli risale al Pliocene, l’epoca geologica compresa tra i 6 e i 2 milioni di anni fa, in cui San Gimignano era completamente sotto il livello del mare. A testimoniare questo passato sono i numerosi resti di conchiglie fossili di ogni tipo reperibili nei terreni.
Le caratteristiche geologiche e climatiche di questi terreni conferiscono ai vini, e alla Vernaccia in particolare, freschezza, sapidità e grande mineralità, caratteri distintivi di questo vino.

Possiamo quindi dire che gli affreschi e i dipinti sono stati indubbiamente la prima “pubblicità nella storia” a rendere già allora i vitigni contenuti in essi “famosi.”

Monica Assanta, Giornalista

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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