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Rubrica di Emanuela Medi
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Bottega non perde tempo e con  il nuovo Prosecco Rosè si presenta a tutto titolo nel  disciplinare di produzione della Doc Prosecco che prevede l’introduzione della tipologia Rosè : è la proposta del comitato tecnico del Ministero delle politiche agricole e forestali  la cui pubblicazione è attesa a giorni sulla Gazzetta Ufficiale. E a fare da battistrada , dopo la pubblicazione , a giorni, sulla gazzetta Ufficiale, la nuova tipologia di prosecco  Doc firmata Bottega , cantina e distilleria di Bibano di Godega (TV), che  presenta in anteprima il nuovo Prosecco Doc Rosé,  disponibile dal primo ottobre sul mercato italiano. Il nuovo vino spumante, che mantiene inalterata la freschezza e la versatilità del Prosecco, verrà prodotto con un uvaggio di Glera (85%) e di Pinot Nero (15%). Le uve del noto vitigno internazionale contribuiranno a regalare a questo Prosecco il caratteristico colore rosato, un perlage più consistente e una maggiore complessità aromatica. L’innovativa versione rosé, di cui si parla ormai da alcuni anni, rappresenta una novità importante per il mondo del Prosecco Doc e degli spumanti. A questo proposito il comitato tecnico del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha formulato la proposta di modifica del disciplinare di produzione della Doc Prosecco che

Cambio di colori per il Prosecco: da bianco a rosa. Si, perché per realizzare il Prosecco Doc Rosè viene  utilizzato il vitigno a bacca rossa Pinot Nero che darà una pennellata di rosa alal Glera  vitigno a bacca bianca Il via ufficiale è avvenuto recentemente da parte del Comitato Nazionale Vini del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che ha approvato  la proposta di modifica del disciplinare di produzione della Doc Prosecco per l’introduzione della tipologia Prosecco Rosé, che non riguarda dunque la Docg Conegliano Valdobbiadene. Il passo successivo alla  pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, sarà la pubblicazione sulla Gazzetta Europea a definitiva conclusione dell’iter. Vediamo ora le caratteristiche del l Prosecco Doc Rosé: va da se che gli spumanti di questa tipologia debbano essere prodotto con uve Glera cui potrà essere aggiunta una percentuale tra il 10% e il 15% di Pinot Nero.  Fermentazione in autoclave con il Metodo Charmat o Martinotti per un minimo dii 60 giorni. Resa per ettaro in 18n tonnellate per la Glera e 13,5 tonnellate per il Pinot Nero . Le vendite potranno partire dal 1 gennaio dopo la vendemmia. E il colore?Rosa più o meno intenso, brillante dalla spuma persistente. Etichetta rigorosa con l’indicazione Millesimato, anno e uvaggio dell’annata.

L’annata migliore della sua storia; questo è stato il 2019 per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. - secondo il Rapporto Economico sulla Denominazione elaborato dal Consorzio - con 92 milioni di bottiglie vendute (+1,6% rispetto al 2018) ed un fatturato di 524 milioni di euro (+1,2%). Peraltro, anche il primo trimestre del 2020 ha registrato numeri soddisfacenti. Mentre il mondo del vino nel suo complesso attraversa una fase di stand by proprio in funzione del rallentamento dei consumi a livello mondiale, il comparto del Prosecco sembra comunque tenere meglio delle altre tipologie di vino. Infatti, nonostante il canale Ho.Re.Ca sia ancora pressoché fermo, il decremento risulta inferiore rispetto ad altre bollicine. Il consumatore abituale di Prosecco sta continuando evidentemente ad approvvigionarsi, ove possibile attraverso la GDO - che a Marzo ha fatto segnare un +16,8% in valore e 18,6% in volume - e ne ha riscoperto un consumo autogratificante all’interno dell’habitat familiare.In tutto questo , la Carpenè Malvolti - realtà leader della Spumantistica nonché pietra miliare per la nascita e lo sviluppo del Prosecco - non si è mai fermata.“L'assoluta straordinarietà della congiuntura corrente con le relative inevitabili ricadute economiche – ha spiegato il DG della Casa Spumantistica di Conegliano, Domenico Scimone –  è stata parzialmente da

A rendere la serata di San valentino perfetta ci pensa Mionetto, famosa cantina di riferimento nel mercato del Prosecco, con Sergio Rosé Extra Dry di MO Collection, la linea morbida e dal design distintivo e ricercato disponibile nella grande distribuzione. Una Cuvèe dal colore rosa fiori di pesco, tenue, con lievi riflessi purpurei, dalla spuma ricca e persistente. L'aroma di Sergio Rosé Extra Dry  ricorda la frutta come il pompelmo rosa, il lampone, il ribes nero, con accenni di rosa canina. Al gusto è intenso, giustamente acido, ben bilanciato, fresco con netti ricordi di lampone. Uno spumante “romantico” che sa rendere uniche le occasioni speciali. Elegante, sinuosa e raffinata, la bottiglia Sergio Rosè Mionetto MO sceglie un design che si ispira alle caratteristiche dei prodotti che custodisce e di cui rappresenta la sintesi perfetta tra la sua forma e il suo contenuto. Mionetto nasce nel 1887  dalla passione per la terra e per il lavoro in cantina del mastro vinificatore Francesco Mionetto, capostipite della famiglia. Immersa nelle colline di Valdobbiadene, culla del Prosecco, Mionetto ha saputo in 132 anni di storia farsi interprete del territorio d'origine e divenire una delle aziende produttrici di vini e Prosecco più rappresentative nel panorama internazionale. Dai primi

“Abruzzo Effervescente” è stata la prima degustazione che abbiamo proposto nel ricco e variegato programma  di Spumantitalia, Festival della spumantistica italiana che si è svolta recentemente a Pescara  . Martin Kieran Rocchi Master Sommelier ha seguito  per Vinosano le Master Class sul Prosecco, sul Moscato d’Asti e ai Dormienti spumanti Pas Dosè italiani con almeno 60 mesi di riposo sui lieviti. All’evento Prosecco Doc ha partecipato Stefano Zanette presidente del Prosecco DOC, e Stefano Cosma scrittore, degustatore e esperto del mondo dei vini.  Il Prosecco è un vino che nasce nella zona di vinificazione fra i paesi di Duinio e di Miramare sulla costa Triestina dove le vigne un tempo raggiungevano il mare e venivano bagnate dalle onde.   In degustazione sono stati presentati 5 Prosecco DOC del comparto Ho.Re.Ca. BiancaVigna - Prosecco DOC - Brut - Glera 100% Il territorio di produzione di questo vino è il Coneglianese, dove il prosecco non è l’unica produzione vitivinicola di qualità. Possiede un residuo zuccherino di 7 gr/lt e rientra nella categoria Brut. Nel bicchiere è luminoso di colore giallo paglierino, con perlage fine e persistente, al naso talco e gesso e un frutto di mela verde. In bocca è pieno con una bella effervescenza, fresco e

Dopo Moet&Chandon nel settore global travel, c’è lui Bottega, il colosso del Prosecco Made in Italy forte di un fatturato nel 2018, di 60 milioni di euro e 12 milioni di bottiglie vendute in 132 paesi dagli Stati Uniti all’Australia, dal Sud Africa al Nord Europa. “ Bollicine d’oro” non solo per quello che valgono sui mercati, nei corner dei più importanti aeroporti del mondo da New York a Dubai, sulle 60 linee aeree dove è possibile acquistare una bottiglia da 0,20ml, nei ristoranti e chi più ne ha ne mette, ma anche per la formula di un marketing che vestito d’oro, dalle etichette alle bottiglie, è stato in grado di surclassare, numerose altre prestigiose marche. [caption id="attachment_13835" align="alignleft" width="261"] Sandro Bottega[/caption] Più su un aereo che a casa sua in quel di Godega di Sant’Urbano ai piedi delle colline trevigiane, Sandro Bottega assieme ai fratelli Stefano e Barbara è alla guida di una azienda vitivinicola che possiede vigneti in Valpolicella e a Montalcino e produce non solo superbi spumanti ma anche vini, grappe, liquori, una vetreria, tre musei, e - a breve coltiverà proprie sugherete per produrre i propri tappi da sughero .. Forte di un export che assorbe l’86 %

Prosecco way of life, scritto da Primo Franco per la collana Interferenze di Cinquesensi editore, è un libro interessante per tutti coloro che coltivano la cultura del vino in particolare del Prosecco Primo Franco, uno fra i principali protagonisti del successo del Prosecco, ne racconta la storia, come  un’autobiografia che permette al lettore di scoprire tutte le caratteristiche di uno fra i vini italiani di maggior favore internazionale. Primo Franco lo ha scritto in occasione del Centenario della cantina Nino Franco . Scrive Tom Stevenson, la massima autorità mondiale nel campo dello champagne e dei vini spumanti, nella prefazione: “Devo fare una confessione. Per i primi venticinque anni della mia vita professionale legata al vino ho ignorato il Prosecco. Il motivo? Normale arroganza, suppongo”

Sei una fan delle bollicine? Ecco un nuovo modo di gustare il prosecco. Dopo le saponette e le maschere ecco arrivare lo smalto. Un colore oro con un profumo intenso che richiama gli happy hour e le cene. Lo smalto al prosecco è un must da avere. Il suo tono ricorda un calice di bollicine anche per il profumo ed è un passepartout per ogni outfit. E’infatti appropriato per tutte le situazioni e stagioni. Il suo giallo paglierino, quasi dorato è perfetto dall’abbronzatura ancora non sfiorita ad una serata elegante e trendy. Lo smalto alle bollicine è un’invenzione per chi adora essere sempre alla moda. La cosa più curiosa infatti è che una volta indossato e fatto seccare potrete mettere le dita in bocca e gustarne la fragranza. Al palato infatti richiama proprio il prosecco ed  del tutto commestibile. Basta stenderlo sulle unghie e avvicinarlo al naso. Sin dalla prima passata è percettibile il  caratteristico profumo del prosecco Più strati si stendono, più sarà intensa la doratura, ma anche il profumo. Restiamo sempre dell’idea che il vino debba essere sorseggiato al bar, in un ristorante o a casa in un flute ma se proprio siete curiosi provate: il gusto è quasi identico