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Rubrica di Emanuela Medi
 

“Old But Gold” con Ian d’Agata: un viaggio alla scoperta del Verdicchio Maturo

Che il Verdicchio sia tra i Bianchi più longevi al mondo é cosa nota in Italia, ma assai meno nota all’estero, dove purtroppo il belpaese non si è ancora scrollato di dosso lo stereotipo di “terra da soli rossi”.

É per questo che Ian D’ Agata, redattore di Vinous e organizzatore di Collisioni Festival, ha voluto riunire un gruppo di influenti operatori internazionali e compiere insieme a loro un viaggio a ritroso alla scoperta di questo vino.  “Old but Gold” é stato l’epilogo di Collisioni Jesi, evento organizzato insieme al Consorzio di Tutela dei Castelli di Jesi che ha permesso a sedici produttori di punta della denominazione di far conoscere i propri prodotti ad una platea non sempre facile da raggiungere. Il successo dell’iniziativa é stato dirompente: tutti i presenti sono rimasti stupiti dalla tenuta straordinaria dei sedici vini proposti e hanno evidenziato come neppure le denominazioni più blasonate siano solitamente capaci di mettere insieme così tanti vini maturi ancora integri. Noi di VinoSano eravamo più che certi di questo esito, poiché siamo cresciuti a pane e Verdicchio e sapevamo quale fosse il suo potenziale. Siamo contenti, però, di potervi raccontare questo evento in ogni dettaglio, fiduciosi del fatto che non si tratti solo di una goccia nel mare, ma che questo sia l’inizio di un nuovo cammino per il Verdicchio, per le Marche e per il vino bianco Italiano in generale.

PRIMA ATTO – 2018-2008

ColonnaraVerdicchio dei Castelli di Jesi Brut “Ubaldo Rosi” 2008

Quest’ annata assai fresca ma soleggiata, divenuta storica per lo Champagne, si è rivelata altrettanto prospera a Cupramontana, paese dove le vigne abbracciate dall’Appennino producono uve dal tenore acido straordinario. Da queste parti Ubaldo Rosi, agrimensore appassionato di vino, sperimentava e descriveva l’arte della spumantizzazione già nel 1843. A lui è dedicata la Riserva che rappresenta la punta di diamante della spumantistica regionale, e che in annata 2008 svela un colore oro verde attraversato da fittissimo perlage. L’olfatto coniuga i connotati tipici del Verdicchio con la fragranza conferita dalla lunga sosta sui lieviti, esordendo su sensazioni erbacee e di frutta esotica per virare verso ricordi di tostatura e pasticceria. L’assaggio é cremoso, equilibrato,solcato da setosa effervescenza. L’indomita freschezza bilancia la sua discreta morbidezza, per poi sfumare in un finale dai netti ricordi tostati e minerali.


Tenuta dell’ Ugolino – Vigneto del BalluccioSuperiore 2014.

Inizialmente ritenuta annata disastrosa per via delle temperature estive estremamente basse che hanno compromesso qualità e salute delle uve, la 2014 si è poi rivelata migliore di quanto previsto per i bianchi nostrani. In questo millesimo il “Vigneto del Balluccio” svela un profilo davvero accattivante che richiama i grandi vini del Nord con la sua aromaticitá soffusa, floreale di ginestra, fruttata di pera, erbacea di salvia e camomilla. L’assaggio è longilineo, verticalissimo ma non privo di sostanza. L’annata fredda ha reso più netto il finale ammandorlato, senza però intaccare la pulizia della beva.


Andrea Felici – Vigna “Cantico della Figura” Riserva 2013.

Dalla vigna che sorge nei pressi della piccola chiesa di San Francesco di Apiro nasce un Verdicchio austero e longilineo che già dal nome si presenta come una vera e propria ode alla natura. In annata 2013 quest’ode ricorda più un acuto di violino che un canto gregoriano, poiché l’annata fresca ha reso assai snella la silhouette del vino. Dal suo manto dorato lucente si levano aromi fumosi di idrocarburi ed altri davvero raffinati di tiglio ed erbe officinali. Al palato il pur sostanzioso corpo appare lieve grazie alla fitta trama acido-sapida che lo sorregge e poi s’infrange nella persistente ed appagante chiusura.


Casalfarneto – Crisio Riserva 2010 

 La mite e regolarissima 2010 è annoverata tra le migliori annate in assoluto per il Verdicchio. Come da regola aziendale, la vendemmia per il Crisio è avvenuta gradualmente: una parte delle uve è stata raccolta in anticipo per ottenere maggior freschezza, una parte a completamento della maturazione per raggiungere l’equilibrio e una parte tardivamente per avere più concentrazione. L’assemblaggio è stato poi affinato parzialmente in legni piccoli e per il resto in acciaio per circa 2 anni. Il risultato è un vino ricco, smussato dall’influenza di rovere e uve tardive che hanno enfatizzato gli aromi di spezie dolci, fiori secchi e tostatura senza intaccare la verace verve minerale. L’assaggio è corposo, più salmastro che acido, di grande equilibrio e lunga persistenza balsamica e speziata.


Tenuta di Tavignano – Misco Riserva 2010.

Da Cingoli,  borgo noto come “Il Balcone delle Marche” per via della splendida veduta che offre, viene questo Verdicchio nobile sia per nascita – é figlio delle tenute della nobile famiglia Aymerich – che per fattura. Nello storico millesimo 2010 “Misco” offre aromi aristocratici di miele, spezie ed erbe essiccate su fondo minerale di pietra tufacea. Al gusto è sobrio ed equilibrato, soffice ma dinamico ed elegantemente fumé.


Montecappone – Utopia Riserva 2010.

Utopistico era proporre al mercato un Verdicchio da invecchiamento trent’anni or sono. Ma oggi questa Riserva della famiglia Mirizzi, storica stirpe di enotecari marchigiani trapiantati a Roma, potrebbe invero chiamarsi “Realtá”. Certo, dell’Utopia conserva il carattere estremo, essendo così riduttivo da risultare quasi inibito in gioventù. Ciò nonostante, a otto anni dalla vendemmia, il 2010 si apre a ventaglio, mostrandosi fruttato di pesca gialla, balsamico di resina, speziato di zenzero candito e dolce di cera d’api. Al palato é tanto teso e sferzante da sembrare giovanissimo ; sfuma lasciando un lungo eco agrumato e ammandorlato.


La Staffa – Rincrocca Riserva 2009 

Grazie alla maestria del winemaker Umberto Trombelli, allievo del sommo Giacomo Tachis, questa piccola azienda ha raggiunto traguardi importanti in pochissimi anni. Il Rincrocca 2009 stupisce con un olfatto ampio e didascalico, speziato di zafferano e minerale di pietra focaia, dolce di burro salato e balsamico di canfora. In bocca è cremoso e disteso ma ben sorretto dal nerbo sapido, interminabile nei rimandi tostati e minerali.


Garofoli –  Selezione Gioacchino Garofoli Riserva 2008. 

Nata per procurare vino e conforto ai fedeli in visita al santuario di Loreto, questa realtà è oggi tra le più importanti delle Marche. La selezione dedicata al suo fondatore sfoggia aromi profondi e maturi di sottobosco, mela cotogna, miele e cera d’api. A fronte del corredo aromatico leggermente decadente, l’assaggio rivela rampante freschezza e intensa mineralità, risultando gustoso e per nulla stanco.


Marotti CampiSalmariano Riserva 2008.

Questo insolito Verdicchio di Morro d’Alba, comune noto anche per la rossa Lacrima, stupisce con la sua personalità da vino rosso, espressa attraverso aromi di frutta più rossa che gialla, terra bagnata, tartufo scorzone e spezie dolci. Il sorso è massiccio e maturo ma ben calibrato da discreto nervo acido e decisa mineralità. Splendido è il finale terroso che fa venir voglia di una fettuccina ai funghi…

Continuiamo la prossima settimana con i sei vini del decennio precedente, incluso un Villa Bucci Riserva 1997!

Raffaele Mosca, Master Sommelier

leggi la seconda parte della degustazione

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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