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Rubrica di Emanuela Medi
 

Disidratazione: l’alcol e le alte temperature non vanno d’accordo

Qualche bicchiere di troppo, succede complici le serate in compagnia di amici e il caldo che invita a bere. Sete, tanta sete la mattina dopo.

È questo l’effetto più visibile e immediato della disidratazione che si manifesta quando si è bevuto molto. Ancor più se il clima è estivo.

L’alcol infatti ha un effetto diuretico: riducendo il rilascio della vasopressina (l’ormone antidiuretico) aumenta l’eliminazione renale di acqua.  Di per sé quindi contribuisce negativamente al bilancio idrico, ovvero all’equilibrio, essenziale per l’organismo, tra l’introito e la perdita di acqua.  Tale effetto naturalmente è variabile e dipende dalla gradazione alcolica di un drink, ma anche dalla quantità di acqua contenuta: se l’alcol viene assunto con un volume elevato, il rapporto tra liquidi guadagnati e persi con le urine sarà comunque a favore dei primi. E’ quanto avviene con la birra o con i long drink poco alcolici, ad esempio che, a parità di grammi di alcol per unità di consumo (la classica lattina o il bicchiere da bibita) apportano molta più acqua rispetto ai superalcolici (la cui dose è rappresentata convenzionalmente dal bicchierino), con i quali di conseguenza la perdita di liquidi è maggiore.

Da qui l’effetto più dissetante delle bevande meno alcoliche, come le birre a bassa gradazione, tipo le messicane, rispetto a quelle scure o al doppio malto, o il vino bianco rispetto ad alcuni rossi più corposi.

Il rischio di disidratazione aumenta naturalmente nei mesi estivi, con le temperature più elevate che favoriscono la perdita di liquidi anche attraverso la sudorazione. Per questa ragione gli esperti raccomandano di limitare il consumo (moderato) di alcolalle ore serali, facendo attenzione a mantenere durante tutta la giornata l’adeguato livello di idratazione,assumendo frequentemente acqua.

NFI – Nutrition Foundation of Italy

http://www.nutrition-foundation.it

Franca Marangoni – Direttore Scientifico Nutrition Foundation of Italy

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino

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