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Rubrica di Emanuela Medi
 

Parliamo di olio

L’olio è uno degli alimenti preferiti dagli italiani, a cui difficilmente rinunciano, e sul quale ognuno di noi, gioco forza, è obbligato a compiere delle scelte di acquisto, siano esse consapevoli o meno.

Qual è il giusto prezzo per una bottiglia di olio d’oliva? Difficile dirlo, anche perché ad incidere sono molteplici fattori, come la qualità delle olive, la manodopera, il tipo di confezionamento e contenitore utilizzato, la molitura, l’utilizzo di fertilizzanti e molti altri. Coldiretti per esempio avverte che i ricavi provenienti da oli venduti a 6 – 7 euro / litro, se fossero davvero di qualità, non sarebbero sufficienti a coprire le spese di produzione; Coldiretti inoltre consiglia, per una scelta più attenta e consapevole, di consultare bene le etichette, acquistare Oli di origine Dop, e quelli dove è espressamente indicato che l’olio è prodotto al 100% da olive italiane.

Ecco, le etichette dell’olio, tema di attualità: sono infatti i produttori di olio a richiedere soluzioni per le troppe restrizioni applicate al settore dell’olio  Esisterebbe infatti un eccesso di legislazione che imbriglia invece un prodotto che ha molto da raccontare.

E l’olio di sansa? È quasi sparito dai supermercati italiani, sul quale recentemente è stata fatta una interessante scoperta. “Sansa ed olio di sansa fonti di antiossidanti” è il titolo di uno studio che la Pantaleo Spa ha commissionato all’Università di Udine, durante il quale si sono analizzati sanse a diversi stadi di lavorazione (fresca, essiccata ed esausta) e di oli da grezzo raffinato. Ne emerge che il contenuto di tocoferoli rimane su buoni livelli, simili a quelli di oli vergini, e che rende nuovamente considerabili tutta una categoria di oli che fino ad oggi è stata praticamente bandita dalle tavole, e che invece testimonia la qualità superiore rispetto ad olio da seme ed altri grassi alimentari.

I risultati ed i risvolti dello studio saranno presentati sabato mattina, 2 febbraio, all’evento Olio Officina Festival (Milano – 30 gennaio – 2 febbraio 2019), dal Prof. Lanfranco Conte e Nicola Pantaleo.

Claudio Chiricolo

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino