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Rubrica di Emanuela Medi
 

Il paesaggio viticolo di Langhe, Roero e Monferrato

Il 22 giugno 2014 il paesaggio viticolo di Langhe, Roero e Monferrato è stato proclamato patrimonio mondiale dell’umanità, rappresentando il primo caso italiano ad essere classificato come tale per il ruolo svolto dalla viticoltura nei processi di costruzione territoriale.

Il paesaggio delle Langhe è il risultato di una tradizione culturale che si identifica nella viticoltura e che ha da sempre costituito la base economica e sociale su cui si sono regolati i rapporti della regione. Infatti, le tecniche viticole qui praticate vantano profonde tradizioni che non hanno mai cessato di migliorarsi, grazie ai continui sforzi dei produttori, con l’obiettivo di una viticoltura di qualità e dal prestigio internazionale.

La configurazione del paesaggio, composto da piccole parcelle, è il risultato delle continue divisioni fondiarie avvenute fin dall’epoca medievale; in questo contesto, l’autenticità degli elementi paesaggistici, in relazione alle pratiche che contraddistinguono la produzione di vino, fanno parte di un sapere condiviso tramandato di generazione in generazione dalla popolazione locale.

La ricchezza culturale di questo territorio si manifesta, perciò, in un consolidato patrimonio agronomico ed enologico, che affonda le sue radici nell’utilizzo di vitigni autoctoni, tra cui nebbiolo, barbera e dolcetto; questi si sono adattati a specifiche condizioni climatiche e pedologiche e hanno consentito la produzioni di vini che effettivamente sono espressione del territorio da cui provengono.

Proprio in virtù di questo aspetto, il paesaggio viticolo delle Langhe, è considerato un esempio d’interazione tra ambiente e uomo, che nel corso dei secoli ha creato un rapporto di dipendenza con la viticoltura, contribuendo alla costruzione di un paesaggio in cui ogni trasformazione avvenuta è stata perseguita con l’obiettivo di migliorare le pratiche agronomiche ed enologiche.

Inoltre, il paesaggio viticolo delle Langhe è considerato una manifestazione di grande qualità estetica, in quanto risponde pienamente all’idea di “bel paesaggio viticolo”, archetipo del vigneto europeo: la dolcezza dei pendii, i castelli che sormontano le colline, le torri di avvistamento sparse nella campagna e lo sviluppo sparso degli insediamenti abitativi lo rendono infatti unico e armonioso.

Arch. Mariagiovanna Basile

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino