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Rubrica di Emanuela Medi
 

La carta del territorio della Champagne in 3D  

Questo progetto è un percorso di ricerca e di approfondimento: è uno studio del paesaggio  in quanto “memoria” della storia insediativa locale ed “esplorazione” delle relazioni che oggi vivono in quei luoghi, alla ricerca di nuovi dialoghi.

Si vuole suggerire un percorso di scoperta e di sensibilizzazione, facendo conoscere in modo nuovo e diverso il territorio e i Coteaux Patrimonio Unesco.

Nel processo storico di trasformazione dell’ambiente e di costruzione dell’identità del paesaggio  champenois, un ruolo fondamentale è svolto dai centri urbanizzati, ma ancor di più dai villaggi, il cui dialogo con le aree coltivate a vigneto ne rappresenta la relazione cardine dello sviluppo armonico.

Dialettica e dinamismo si configurano, infatti, come caratteristiche proprie della  Champagne, il cui linguaggio è relazionato all’attività produttiva che nel territorio e nelle sue risorse ha uno dei suoi termini fondamentali.

Grazie alla continuità di stratificazioni dell’operare umano, è stato possibile rappresentare l’organizzazione territoriale, cioè il tessuto omogeneo della collettività, attraverso il rapporto fra il complesso sistema di relazioni e sistema insediamento.

Il desiderio di esplorazione  fa scoprire gli spazi come se si attraversassero  per la prima volta e al tempo stesso come se fossero le stanze che si abitano da sempre.

Abitare un luogo è, principalmente, un processo di  presa di coscienza, che coinvolge l’uso di tutti i sensi nella lettura e nella comprensione dei segni che lo caratterizzano. Per decodificare un paesaggio e contemplarlo non è sufficiente averne percezione: bisogna “entrare” a far parte di esso e interagire coi luoghi.

Questo procedimento può rappresentarsi in due fasi: prima la lettura del contesto per “prenderne le misure”, dove lo strumento di paragone è la persona stessa, con le sue caratteristiche e la sua cultura; poi la scelta del “modo di posizionarsi” all’interno dello spazio rilevato.

L’interazione multimediale delle mappe in 3D offre  la possibilità di dialogare col paesaggio per entrare in relazione con esso; la molteplicità dei punti di osservazione e l’orbitare delle mappe stesse ne stimolano il processo di conoscenza e di misurazione concorrendo alla costruzione di una memoria collettiva da descrivere e raccontare.

Abitare i luoghi diventa dunque un’esperienza innovativa: muovendo un cursore sullo schermo di un computer, si può passeggiare tra i vigneti e viaggiare nella regione, attraversandola in lungo e in largo, osservando l’ambiente che la circonda: superando la limitazione spazio-temporale, si favorisce la comprensione dei contenuti visibili ed invisibili distintivi del territorio, cioè l’insieme dei valori spirituali propri del paesaggio culturale.

Il site-spécific, cioè il luogo dell’happening, è la sala di lettura della Biblioteca Carnegie di ReimsL’interazione con lo spazio, un gioiello del patrimonio Art Déco, evoca l’identità e la cultura della Champagne: la sala di lettura è illuminata da una vetrata zenitale opera di Jacques Gruber rappresentante un libro aperto alle braccia della città di Reims.

Lo spazio esiste indipendentemente dall’opera d’arte e la forma del lavoro coincide e dipende direttamente dallo spazio in cui è realizzata. Lo spazio è quindi concepito come un’opera che può essere attraversata dal visitatore sotto forma di un’arte relazionale e partecipativa.



Mariagiovanna Basile – Urbanista
Architetto, è laureata in Storia Urbanistica e specializzata in Light Design.
Napoletana di nascita, milanese d’adozione, da anni si dedica allo studio e alla ricerca dell’attività vitivinicola, attraverso indagini storico-archivistiche ed elaborazione di carte topografiche.

Massimiliano Moraca – Geographic Information Officer e GeoData Analyst
Ingegnere, è laureato in “Ingegneria per l’ambiente ed il territorio” presso la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base “Federico II” di Napoli.
Svolge la sua attività lavorativa prevalentemente nel settore GIS sia come tecnico competente in materia sia come formatore.

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VINOSANO nasce nel 2014 come naturale proseguimento di VIVERE FRIZZANTE, edito Diabasis, un saggio di Emanuela Medi giornalista scientifica che ha voluto indagare sul rapporto ”vino e salute”. Dati, ricerche , interviste hanno messo in luce i tanti aspetti positivi per la salute, ma anche negativi della più antica bevanda della storia. Ma allora, come oggi, il bere positivo ha un significato più profondo: parla di noi. VIVERE FRIZZANTE come VINOSANO: un percorso nella trasversalità del vino