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Rubrica di Emanuela Medi
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Un paesaggio vitivinicolo è anche il risultato architettonico, e dunque visibile, del modo in cui diverse epoche, culture, generazioni di contadini ed imprenditori hanno inteso ed interpretato il connubio tra produzione-funzionalità-terroir-estetica.  Gli elementi fisici del paesaggio spesso non si limitano a dettare o suggerire scelte agronomiche, ma si trasformano essi stessi in elementi costruttivi dello scenario visivo.  Lo spirito della villeggiatura e, al contempo, la necessità di controllare i propri fondi direttamente nei luoghi della produzione, sono gli elementi costitutivi la progettazione delle eleganti ville venete. Di Palladio è la cinquecentesca Villa Barbaro a Maser, ai piedi dei Colli Asolani, a dominio di vigneti ancora oggi in produzione.  Le ville, con bei giardini e cantine, sono frequenti anche tra le colline veronesi della Valpolicella, dove la vite già secoli fa era un elemento identificativo locale.  Le funzioni di rappresentanza, amministrazione e conduzione agricola si concentravano nelle sedi istituzionali della vinicoltura italiana. Tra i luoghi che ancora oggi marcano lo skyline rurale dei grandi vini sono il Castello di Barolo  e il Castello di Brolio Anche i luoghi dello spirito sono stati importanti realtà di produzione, continuando ad essere punti di riferimento nei paesaggi italiani. L’articolato mondo delle abbazie e dei monasteri del vino, a partire

La cantina Siddura è una realtà vitivinicola Gallurese che nasce nel 2008 su di un territorio che fin dagli anni '70 produceva vino di qualità. La Gallura si estende per il nord-est della Sardegna, nei comuni di Luogosanto e Tempio Pausania  dove sono state poste le basi dell’interpretazione enologica della cantina. Grazie ai suoi vigneti in sintonia con l’ambiente circostante; il territorio si presenta con una zona collinare e montuosa impervia, poco accessibile, molto rigogliosa dove per anni la produzione enologica, con vitigni tipici sardi, erano distribuiti localmente e poco valorizzati.  In queste zone montuose si trovano tutte le piante tipiche dell’isola come il cisto, il lentischio e l'Ilatro, nonché fitti boschi di querce e le  sughere che arricchiscono il paesaggio, cambiandolo rispetto all’idea standardizzata che un turista possa immaginare della Sardegna. Non è un luogo comune, questo lo dimostra la biodiversità presente e la bellezza naturalistica del paesaggio montuoso sempreverde e rigoglioso tanto che non è difficile perdersi: I boschi di sughere vengono utilizzate per la creazione di tappi da vino di alta fascia gli stessi che utilizza la cantina Siddura. La cantina prende il nome dalla località Siddura in cui si trova e da “Siddura” il nome della sella in dialetto

Per leggere un paesaggio e comprenderlo non è sufficiente  averne percezione: bisogna “entrarci dentro” e interagire con i luoghi per farne parte. E’ quanto ha realizzato Mariagiovanna Basile architetto urbanista, in collaborazione con Massimiliano Moraca  ingegnere con la “CARTA DEL TERRITORIO DELLA CHAMPAGNE  IN 3D”: un viaggio dentro le vigne attraverso un'interazione multimediale.

IV viaggio studio BEM – Territorio toscano e umbro. “ Ho un ricordo incancellabile del bordò che arrivava in barriques dalla Francia in casa di mio nonno Chigi all’inizio della prima guerra mondiale; quello stesso boquet lo ritrovai una decina di anni dopo bevendo a Migliarino in casa Salviati un Cabernet che proveniva da una vigna di loro proprietà. Quando poi riuscii ad assaggiare un Margaux del 1924 e risentii lo stesso gusto, mi ripromisi di fare un vino che aveva quella particolarità”. Da un documento scritto nell’estate del 1974 da Mario Incisa della Rocchetta, successivamete ritrovato dl figlio Nicolò. Certo non poteva esserci un vino più blasonato del Sassicaia: Incisa della Rocchetta, Antinori, Della Gherardesca, Salviati, Chigi, il meglio della nobiltà Toscana e Piemontese. Un incrocio di matrimoni, parentele , incontri , amicizie importanti e non solo italiane hanno segnato pezzi di storia del nostro Paese. E non si tratta solo di appartenenza, ma di tradizioni, valori, cultura, stili di vita, innovazione e imprenditoria, quest’ultima nel mondo del vino, tramandate da padre in figlio. In un’Italia sciatta che non cerca un riscatto culturale ma che si accontenta della litigiosità di politici più alla ricerca di alleanze che di soluzioni economiche e sociali,