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Rubrica di Emanuela Medi
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Salute

E’ vero non si dovrebbe fumare, ma per le accanite una buona notizia! E’ stato dimostrato che l’alimentazione ha un ruolo insostituibile nel ridurre lo stress ossidativo di molte malattie croniche, ovvero riduce i danni a livello cellulare di molti organi come il cuore, cervello, pancreas. Alcuni alimenti sono in grado di promuovere la naturale risposta antiossidante del nostro organismo, tra questi vino, cioccolata, frutta, verdura, frutta a guscio. Una conferma viene dallo studio E3N/ EPIC che ha coinvolto 74.508 donne francesi, nate tra il 1925 e il 1950, le cui abitudini alimentari e stili di vita erano stati seguiti per circa 16 anni con questionari triennali. Si è studiata la possibile correlazione tra la potenziale efficacia della dieta antiossidante e lo sviluppo di malattie croniche o mortalità. Nella analisi finale è emersa la lineare riduzione della mortalità totale parallela all’aumento del consumo di vitamine C ed E ovvero di betacarotene e polifenoli. Il rischio minore di malattie croniche e di morte è emerso, come atteso, tra le donne non fumatrici con alto consumo di the, cioccolato, vino, frutta, verdura e frutta a guscio. Il gruppo di fumatrici con scarso consumo di prodotti antiossidanti è risultato il più a rischio: + 130 di

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Qualche bicchiere di troppo, succede complici le serate in compagnia di amici e il caldo che invita a bere. Sete, tanta sete la mattina dopo E’ questo l’effetto più visibile e immediato della disidratazione che avviene quando si è bevuto molto. L’alcool infatti è un potente diuretico che porta a urinare più del normale con conseguente perdita di molti nutrienti essenziali come vitamine e sali minerali. La disidratazione causata dall’alcool può anche aumentare l’acidità nello stomaco e nell’intestino, causare bruciori alla gola e alla bocca dello stomaco. Attenzione ai diabetici in quanto molto alcool può portare a produrre troppa insulina con conseguente calo di zuccheri nel sangue. Bere alcool ma non di giorno - raccomandano gli esperti - meglio la sera facendo attenzione a mantenere il corpo sempre idratato con assunzioni frequenti di acqua che può aiutare a minimizzare l’effetto di alcool nel corpo. Cosa bere allora? Meglio la birra a bassa gradazione alcolica, tipo le messicane. Dissetano di più rispetto le scure o al doppio malto. Lo stesso discorso vale per il vino: meglio evitare quello ad alta gradazione. Più elegante lo champagne che da un tocco di maggior effetto all’atmosfera. Se siete un poco a corti di soldi il prosecco è perfetto.

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Lo studio pubblicato su British Journal Nutrition. Ma chi sono questi flavonoidi tanto importanti da essere associati a una riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare e per i tumori? Lo spiega bene uno studio il Nurse’s Health Study II, che ha monitorato con cadenza biennale 93.145 infermiere, di età compresa tra i 25 e 42 anni. Ma andiamo per ordine: protagonisti i flavonoidi, polifenoli vegetali contenuti in frutta, verdura e bevande di derivazione vegetale come il tè e il caffè, che hanno molte importanti funzioni. Infatti una alimentazione ricca di flavonoidi stabilizza una molecola, l’ossido nitrico, che funge da vasodilatatore naturale, riduce la dannosissima aggregazione piastrinica oltre che inattivare quel processo chiamato carcinogenesi ovvero morte cellulare. Bene molti studi hanno dimostrato che il consumo regolare di alimenti ricchi di flavonoidi è associato a una riduzione della mortalità per tumori, malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 o per tutte le cause. La conferma nel già citato studio Nurse’s Health Study II che valutando l’associazione tra la frequenza di consumo dei citati alimenti, ha dimostrato, nei 18 anni di monitoraggio quanto segue: Rispetto alle non consumatrici di tè e vino rosso, le infermiere che sceglievano queste bevande per più di una volta la settimana,

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I dati della Piramide di Curare Salute, analizzati dal Censis Stanchi di profili sulle abitudini alimentari degli Italiani? Probabilmente si, ma batti che ti ribatti alla fine qualcosa è stata cambiata dai consumatori in fatto di corretta alimentazione. I dati elaborati dal Censis su circa 27mila risposte al test della Piramide di “Curare la Salute”, giornale online a cura del Prof Michele Carruba, Direttore Centro Studi sull’obesità dell’università degli Studi di Milano, indica 5 profili: Le quarantenni sempre a dieta (proteica) 31,6%. Lavoratrici, in carriera, con buona attività fisica. Amano cibo e gli alcolici, fanno uso di proteine, ma sono carenti soprattutto di cereali. Le salutiste, 25%. Donne di educazione medio-elevata, spesso in perimenopausa. Sono molto attente alla protezione della salute, mangiano di tutto, si concedono qualche dolce ma sono carenti di verdure anche se ritengono di assumerne molta. Le sobrie 13,8%. Sono in buona parte laureate e hanno una concezione molto elitaria della salute. Poca carne, latte, uova e derivati. Molta frutta e verdura ma non nelle giuste quantità. E arriviamo agli uomini con due profilli: I maschi onnivori, 14%. Dai 30 anni in su, sono caratterizzati da attività salutistiche. Si concedono molte gratificazioni alimentari come porzioni abbondanti di pasta, pane e carni di tutti

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I polifenoli, composti naturali presenti in abbondanza in frutta e verdura e spesso presentati come salutari, fanno davvero bene? Hanno cercato di rispondere a questo quesito i ricercatori dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isa-Cnr) di Avellino con due differenti studi  pubblicati su Seminars in Cancer Biology e su Oncotarget. I ricercatori dell’Isa–Cnr confermano quanto sostenuto da molti scienziati e cioè che” i polifenoli in basse dosi, come quelli presenti in frutta e verdura, potrebbero esercitare il loro effetto agendo come blandi-antiossidanti stimolando la risposta della cellula, cioè un potenziamento delle difese. Al contrario, molte evidenze scientifiche mettono in guardia sul trattamento con antiossidanti in pazienti tumorali, nei quali possono indurre resistenza alla terapia convenzionale” dice Gian Luigi Russo, responsabile del team di ricerca. Diverso il caso della quercitina. Nello studio pubblicato su Oncotarget, è stata valutata la possibilità che singole molecole polifenoliche -come la quercitina- esercitino un’ attività antitumorale, indipendentemente dalla loro natura di antiossidante. Ricordiamo che la quercitina , un flavonoide, è presente in alimenti quali le mele, le cipolle, uva e vino rosso” I risultati dimostrano- dice Maria Russo primo autore della pubblicazione- che la  quercitina facilita la morte di cellule maligne  derivate dalla Leucemia

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E' questo il titolo di una ricerca dell'Associazione Italiana per la ricerca sul Cancro (AIRC) che abbiamo scelto per spiegare come deve essere inteso il rapporto alcool-tumori.Non servono sforzi sovrumani per ridurre il rischio di ammalarsi di cancro.In alcuni casi basta un po’ di moderazione.Per esempio con le bevande alcoliche che, se consumate in eccesso, sono delle vere e proprie sostanze cancerogene. È lungo l’elenco dei tumori il cui rischio può aumentare se si eccede con il consumo di alcolici:·         tumore alla bocca·         tumore all'esofago·         tumore a laringe e faringe·         tumore allo stomaco·         tumore al fegato·         tumore alla cistifellea e alle vie biliari·         tumore al pancreas·         tumore al colon·         tumore al senoGli studi scientifici più rilevanti sulla relazione tra alcol e cancro sono stati passati in rassegna da un gruppo di ricercatori internazionali per conto dello IARC (International Agency for Research on Cancer), l’agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità che si occupa della promozione e del coordinamento delle ricerche internazionali sulle cause dei tumori nell’uomo. Lo studio ha analizzato gli effetti dell’alcol su 27 parti del corpo e ha concluso che le bevande alcoliche possono essere considerate a tutti gli effetti cancerogene.Secondo il gruppo bastano 50 grammi di alcol al giorno, equivalenti apoco più di tre

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E’ vero non si dovrebbe fumare, ma per le accanite ogni tanto qualche notizia buona c’è anche per loro! E’ stato dimostrato che l’alimentazione ha un ruolo insostituibile nel ridurre lo stress ossidativo cellulare, noto fattore di rischio di molte malattie croniche. Nella continua e devastante battaglia tra gli antiossidanti (sostanze buone) e i radicali liberi (sostanze cattive prodotte dal nostro organismo) si può sviluppare, un processo ossidativo che induce danni a livello cellulare di molti organi, cuore, cervello, pancreas ecc. Alcuni alimenti sono in grado di promuovere la fisiologica attività antiossidante del’organismo: tra questi alimenti il vino, caffè, cioccolata, frutta, verdura e  frutta a guscio. Una conferma viene dai risultati dello studio E3N/ EPIC, che ha coinvolto 74.508 donne francesi, nate tra il 1925 e il 1950, le cui abitudini alimentari e stili di vita sono stati seguiti per circa 16 anni con questionari bi-triennali. Si è quindi studiata la correlazione tra la potenziale efficacia antiossidante della dieta e lo sviluppo di malattie croniche o la mortalità. Nella analisi finale è emersa la riduzione lineare della mortalità totale, parallela all’aumento dl consumo di vitamina C ed E, betacarotene e Polifenoli. Il rischio minore di malattie croniche e di morte

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In genere vi è un effetto  lineare tra l’apporto di alcool e valori pressori sia che si tratti di un soggetto normoteso che iperteso, ma è anche dimostrato  che questa associazione è reversibile. Lo comprova uno studio effettuato su ottantamila persone tra uomini e donne, dove l’assunzione di tre drinks al giorno, rispetto i non bevitori, aveva comportato un aumento di pressione arteriosa sia sistolica che diastolica .Questa correlazione è stata peraltro evidenziata sia in bevitori serali che in bevitori compulsivi; in questi   ultimi l’assunzione di alcool mattutino potrebbe spiegare l’aumentato rischio di ictus mattutino che si verifica nelle prime ore della giornata. Stesse conclusioni se l’assunzione è di tipo lieve ma con una diversificazione uomo-donna. Il Physician’s Health Study e il Women’s Health Study( rispettivamente 13.455 uomini e 28.848 donne, senza malattia) evidenziano come negli uomini e nelle donne vi sia un aumentato rischio di ipertensione che si riduce-dato significativo- per le donne bevitrici, rispetto le astemie. Quindi, globalmente, solo una assunzione molto moderata può esercitare un effetto protettivo sui valori pressori e poiché  il consumo moderato si associa a una riduzione del rischio  cardiovascolare anche negli ipertesi, gli esperti suggeriscono una assunzione meno di 30 grammi per giorno

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