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Rubrica di Emanuela Medi
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Vinosano parla di voi

Evviva il Lambrusco, allegro, vivace e in questo caso evviva la birra per una estate che tutti vogliamo almeno serena ed è quanto propone  Cantine Ceci  pronta a regalarci due prodotti cui non manca un packaging accattivante e ..allegro Sono “Birra Di Parma Flower Edition” e “Bruno e le rose” le nuove creazioni firmate dalla cantina emiliana che accompagneranno la voglia  di ripartenza degli italiani nei prossimi mesi. “Birra di Parma Flower edition” come racconta il nome stesso, è un’edizione limitata dedicata alla natura e ai suoi colori. Fedele al suo stile raffinato e deciso questa bionda fresca e profumata, racchiude tutta la ricchezza di aromi e sensazioni che solo il nostro paese sa dare. Blanche Ale ad alta fermentazione non filtrata e non pastorizzata, all’aspetto si presenta dorata con schiuma bianca compatta e perlage fine; all’olfatto spicca la scorza d’arancia in primo piano, a cui seguono crosta di pane e cera d’api sul finale; al palato è fresca e dissetante con un iniziale sentore di scorza d’arancia seguìto da miele e malto a cui si aggiungono note di coriandolo per arrivare al finale piacevolmente fresco di zenzero e luppolo L’altra novità firmata Cantine Ceci è il rosé “Bruno e le rose”. Dopo il successo del

Isola del Mediterraneo, la Sicilia, che non sfugge ad occhi esperti e appassionati per il fermento viticolo degli ultimi decenni; molte infatti le cantine locali e non, che dai primi anni Novanta, ponendo l’accento su terroir e zonazione, hanno investito sull’area dell’Etna, creando “un’isola nell’isola”. Denominazione tra le più antiche d’Italia, riconosciuta nel 1968, si estende a semicerchio, per 700 ettari attorno al vulcano, chiamato dagli etnei “a muntagna”. Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2013, l’Etna con le sue eruzioni produce “sciare” accumuli di lava alle pendici del vulcano che attraverso lunghi processi fisico-chimici danno vita a suoli sabbiosi coltivabili. Ogni colata lavica, avvenuta in epoche storiche diverse, determina una specifica composizione dei terreni: questa è l’impronta che rende unico il micro-territorio di questo vino. Le Contrade attualmente sono 133 ed è possibile menzionarle aggiuntivamente nel disciplinare e 140 le aziende distribuite da nord a sud entro i comuni di Randazzo, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Riposto, l’antico porto commerciale del vino, Milo, Giarre, Trecastagni, Viagrande e Biancavilla, tra i più noti. Un modo l’area è a bordo del trenino della Ferrovia Circumetnea che percorrere la cosiddetta “Strada del vino dell’Etna” per 110 km con vista sul vulcano tra vitigni, alberi di pistacchio

Sessant'anni di attività, una grande professionalità e un grande cuore per il loro lavoro di vignaioli.  Un percorso produttivo che ha raggiunto ormai livelli di successo internazionale grazie a etichette pluripremiate che racchiudono tutta l’alta qualità e l’orgoglio del made in Italy. Tra le eccellenze della cantina di Fattoria Mantellassi, a Magliano in Toscana, una proposta perfetta per la bella stagione e per i piatti leggeri dal sapore di mare è quella di un abbinamento con un vino straordinario, Il Maestrale, vitigno ciliegiolo, un’uva che, in passato, era usata prevalentemente come complemento al Sangiovese ma che l’Azienda toscana ha trovato la sua più grande espressione vanificata in purezza, regalando un rosé dal piacevolissimo bouquet. La sua freschezza comincia dal nome, Maestrale, il vento di Nord Ovest che soffia in Maremma e che è di grande aiuto per un buon sviluppo delle viti e la maturazione delle uve. Infatti la sua peculiarità è quella di asciugare sia la vite sia il frutto evitando l’uso di tanti trattamenti parassitari. Un vino fresco e profumato e di pronta beva realizzato da uve molto precise vendemmiate giovani per mantenerne la giusta acidità. Si tratta di un vitigno tipico della zona, molto apprezzato non solo a livello locale

Ancora una bella sorpresa  dal territorio di Gavi e dalla famiglia Soldati: il Gavi dei Gavi® Etichetta Nera annata 2019,  frutto della centesima vendemmia. Un importante traguardo, con la qualità che da sempre  contraddistingue tutta la produzione ammodernata e perfezionata in ottica green grazie alle innovazioni tecnologiche adottate. La tecnica di vinificazione Una tecnica di lavorazione speciale - in Francia chiamata sur lie - operata mantenendo i lieviti in sospensione sino all’imbottigliamento, il cui valore aggiunto è la possibilità – se ben eseguita – di usare dosi di solfiti molto basse, a tutto vantaggio del consumatore e della sua salubrità. Una procedura che contribuisce all’unicità e straordinaria bevibilità dei vini La Scolca, dai sapori e aromi inconfondibili ed il gusto che invita sempre al riassaggio. Una vendemmia significativa, che è anche occasione e spunto per ripercorrere con la memoria la storia e l’evoluzione del territorio di Gavi, che negli anni ’50 contava appena 150 ettari di vigneto, ed oggi oltre 1500, di cui oltre 60 appartengono alla famiglia Soldati, fra proprietà e gestione.

…dove anche un vino può parlare di magia… Visita alla Fattoria Mantellassi, a Magliano in Toscana, per ammirare i luoghi e degustare i suoi vini.  .Pronti a ripartire! La voglia di girare il mondo, di esplorare "l’altrove” ci ha fatto trascurare le bellezze del nostro Paese, date per scontate e talmente a portata di mano da farci dire “prima o poi ci andrò”.  Lo stop forzato di questi mesi e la chiusura momentanea delle frontiere diventa ora una reale possibilità di conoscere tanti luoghi che ci siamo persi.  La Maremma, ad esempio, è una terra tutta da scoprire. culla di cultura e di storia, ricca di borghi affascinanti e di una campagna dalla terra scura e dai colori inimitabili. Una meta straordinaria, un microcosmo perfetto dove mare, collina e montagna si fondono insieme. Insomma, un panorama perfetto per vivere una bella avventura. Ma la Maremma è anche un luogo di realtà produttive importanti legate in particolare al vino come la Fattoria Mantellassi, che si trova in un borgo in provincia di Grosseto, a Magliano in Toscana, una piccola perla che sorge su una collina ricoperta di ulivi e che fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Vino, associazione che opera per la valorizzazione

L’azienda vitivinicola “Casa Setaro” è situata sulle pendici del Vesuvio, nel territorio del comune di Trecase, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Costituita nel 2005, Casa Setaro è guidata da Massimo e Maria Rosaria Setaro ed è da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni della Campania, coniugando antiche tradizioni e moderne innovazioni.

L’azienda Agricola Montalbera nasce nei primi del Novecento ed affonda le radici nei territori di Langa e Monferrato. La famiglia Morando si occupa di vino da sei generazioni e possiede 175 ettari di vigneto a Castiglione Falletto (CN) specializzati a Nebbiolo, a Castiglione Tinella (CN) per il Moscato e Castagnole Monferrato (AT) dove si coltiva il Ruchè, ovvero il 60% della produzione. I terreni sono collinari e disposti in maniera circolare ed il suolo è prevalentemente argilloso- calcareo con esposizioni variabili. Monferrato 82 ettari di vigneto specializzato a Ruchè, Barbera e Grignolino. Età delle vigne compresa fra i 7 e 30 anni con allevamento a guyot basso e raccolta manuale. Il fondovalle è coltivato da nocciola piemontese. Castiglione Tinella - Langa 15 ettari di vigneto in un unico appezzamento a 408 m.s.l specializzato in Moscato d’Asti, Barbera e Chardonnay.  Questo è il luogo di origine dell’azienda, dove si produce il Moscato d’Asti DOCG San Carlo che prende il nome dall’antica chiesetta di San Carlo, a pochi metri dalla casa natale di Enrico Riccardo Morando, il capostipite della famiglia. Negli anni ottanta vengono acquisiti nuovi terreni prevalentemente a Ruchè, vitigno originario dell’Alta Savoia e diffuso negli anni ’70 dal parroco Don Cauda. Autoctono dell’astigiano, nel Monferrato trova massima espressione,

Cantina Imperatori, la giovane azienda vitivinicola di Frascati guidata da Lorenzo Imperatori insieme alla sua famiglia e un team esperto di collaboratori, è sempre alla ricerca di nuove tecniche per migliorare ogni anno la qualità dei vini. Tra i suoi prodotti di punta c’è senza dubbio il Viognier Igp Lazio, che viene sottoposto ad una tecnica di contenimento della vegetazione che vale la pena conoscere.  

Nel territorio intorno al superbo monte, che la gente del posto chiama “a  Muntagna” si è sempre allevata la vite. Già 2000 anni fa nella sua “Naturalis historia” Plinio il Vecchio citava un vitigno a bacca rossa coltivato alle pendici del Vesuvio, il Piedirosso, detto anche Per’ e Palummo perché al momento della maturazione il rachide e il pedicello diventano rossi assomigliando alla zampetta del piccione. Vitigno autoctono campano, secondo per estensioni vitate solo all’Aglianico, è presente in regione da tempo immemorabile. Intorno al Vesuvio, sui suoli vulcanici, ha trovato il suo terroir naturale; viene impiantato su piede franco generalmente con sistema aguyot. Insieme ad altri vitigni -Aglianico, Sciascinoso, Coda di volpe, Verdeca, Falanghina, Greco-  forma la DOP (Denominazione di Origine Protetta) del Vesuvio, estesa per 170 ettari in quindici comuni vesuviani. Nella DOP Vesuvio Rosso è vinificato in purezza, o in assemblaggio con lo Sciascinoso e l’Aglianico con i quali dà origine alla più famosa Lacrima Christi. Quest’ultimo vino, spesso citato tra i migliori d’Italia dai viaggiatori stranieri, ha un nome che molti hanno tentato inutilmente di spiegare con leggende del tutto fantastiche. Una delle strade storicamente più affidabili da percorrere per tentare, invece, di comprendere dove e quando sia stato così denominato,

In epoca di Coronavirus e di #iorestoacasa, Ornellaia lancia su Instagram Live una serie di degustazioni virtuali alla scoperta dei vini di una delle aziende più iconiche del panorama vitivinicolo internazionale. La prima serie di 4 episodi settimanali è partita martedì 7 aprile alle 15.00 (ora italiana) con il titolo “Ornellaia Wine & Talks” e sarà condotta da Axel Heinz, Direttore della tenuta, che in questo modo punta a svelare agli appassionati le mille sfaccettature della tenuta bolgherese e dei suoi vini. “Desidero ribadire la vicinanza di Ornellaia a tutte le persone che attualmente si trovano ad affrontare questa situazione senza precedenti dovuta all’emergenza provocata dal Coronavirus. Anche noi vogliamo dare un nostro piccolissimo contributo restando vicini soprattutto a coloro che sono obbligati a stare in casa, a partire da tutti gli appassionati di vino sparsi nei cinque continenti” – commenta Axel Heinz, voce narrante della serie. Considerando poi che per il 2020 sono state cancellate le fiere di settore a livello internazionale (Vinitaly e Prowein su tutte), la serie di live nasce anche con l’intento di presentare le nuove annate agli opinion leaders e alla comunità digitale di Ornellaia. Facendo leva sul potere unico dei social media, ora più che mai luogo di incontro